Minardi alla Gambini, dove l’innovazione ha vinto la crisi

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13 settembre 2012

PESARO – “In mezzo alla crisi, c’è una realtà che cresce”. Renato Claudio Minardi è “positivamente impressionato”. Dopo avere passato in rassegna il quartier generale della Gambini Meccanica – 7.000 metri quadri in strada dei Cacciatori, laddove nasce il ciclo produttivo dell’alta precisione meccanica – fa i complimenti al padrone di casa. Luigino Gambini ha appena illustrato all’assessore i dati, in controtendenza rispetto al quadro generale. “Nel 2012, cresciamo del 30%”.

Renato Claudio Minardi alla Gambini Meccanica con il titolare Luigino

Renato Claudio Minardi alla Gambini Meccanica con il titolare Luigino

Ed è una crescita sulla crescita: “Già nel 2011 abbiamo registrato un 25 per cento in più”. Nel mezzo, una nuova filiale commerciale in Germania, a Monaco di Baviera. La presenza fissa alle fiere di Hannover e Stoccarda (in programma a ottobre). “Gli ordini aumentano. Assieme alle domande di chi si candida a essere nostri rivenditori. L’export? Ormai è arrivato al 40%. I mercati? Guardiamo al Brasile. Ed è un orgoglio vendere meccanica in Germania”.

Luigino Gambini è stato il presidente dell’Api: “Ma ormai la sua non è una piccola impresa, è un’industria”, fanno notare dagli uffici. Minardi gira la fabbrica, osserva gli operai e i tecnici al lavoro. E commenta: “Il segreto dell’azienda è investire su ricerca, innovazione e formazione. L’impresa acquista valore aggiunto e si ricapitalizza. Nel territorio ci sono esempi di imprenditori lungimiranti, che guardano al futuro con capacità. Noi siamo con loro». Gambini ribatte: «Bene le visite della giunta di via Gramsci alle imprese. E’ un approccio giusto per capire la realtà. E affrontare le decisioni con cognizioni di causa”.

Ad accompagnare l’assessore Clara Santin, funzionario della Provincia.

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