A Pesaro Imu più bassa. Sorride la Cna

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14 settembre 2012

PESARO – Un punto in meno (dal 10,6 al 9,6 per mille), per l’Imu su laboratori, capannoni, opifici, attività commerciali di questi tempi non può essere che una buona notizia. Secondo la Cna la decisione dell’assessore al bilancio del Comune di Pesaro di abbassare l’Imu alle aziende va nella direzione giusta e dimostra che sono state prese in considerazione in questi mesi le ragioni delle associazioni di categoria, CNA in testa, che denunciavano da tempo come un’applicazione dell’aliquota massima all’imposta comunale sugli immobili fosse troppo pesante e in molti casi insostenibile per molte attività.

Sabina Cardinali

Sabina Cardinali, presidente Cna di Pesaro

Per il presidente Cna di Pesaro Sabina Cardinali ed il responsabile di ambito Mario Perlini, “in verità si tratta di un provvedimento ancora timido di fronte alla crisi in atto (l’abbassamento di un punto è ancora troppo poco), ma pur sempre di un segnale di sensibilità che il Comune di Pesaro è riuscito a dare. Per la Cna, al di là di tavoli di consultazione, che pure sono utili, in questo momento estremamente delicato contano i fatti”.

“Ed il Comune di Pesaro – commentano la Cardinali e Perlini – il primo passo l’ha fatto. Non solo con l’Imu ma anche con il pagamento dei crediti alle imprese. Delle Noci ha infatti annunciato che provvederà a saldare entro l’anno 4 milioni di debiti che il Comune di Pesaro ha nei confronti delle imprese”.

“Certo non si tratta di soldi che escono direttamente dalle casse del Comune, commenta la Cna (la somma sarà garantita da Governo e Regione), ma rappresenta pur sempre una vera e propria boccata di ossigeno per le imprese del territorio alle prese con una crisi senza precedenti”.

Cardinali e Perlini ricordano comunque che “sono ancora in sospeso circa 16 milioni di euro: a tanto ammontano infatti i crediti che le aziende della provincia di Pesaro vantano nei confronti degli enti pubblici. Per molte si tratta di somme che sono dovute dalle amministrazioni per prestazioni, servizi e forniture risalenti a 6-12 ed in alcuni casi anche a 18 mesi e addirittura 24 mesi dall’emissione della fattura. Condizioni che non possono essere più ammissibili e sopportabili in un paese che si definisce civile”.

“Per questo – concludono la Cardinali e Perlini – al di là di vacui annunci e pur sempre importanti, ma spesso inconcludenti tavoli di concertazione, plaudiamo di nuovo alle decisioni dell’assessorato al bilancio del Comune di Pesaro e ci auguriamo che il dialogo instaurato in questi mesi proceda nel reciproco interesse delle imprese e del territorio”.

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