Fair play? Chiamatelo Far West

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15 settembre 2012

Il Riccione Calcio, campionato di Serie D, avversaria della Vis Pesaro in Coppa Italia (vittoria della Vis per 2-1 al Benelli) in settimana ha ricevuto dalla Uefa la bellezza di 37 mila euro. La motivazione? L’anno scorso, in rosa, aveva Manuel Marani, giocatore della Nazionale del San Marino impegnata nella qualificazioni a Euro 2012. Soldi meritati, per carità, e che faranno sicuramente bene alle casse della compagine romagnola che, attualmente, pare vivere in equilibrio sopra la follia.

Alessandro Boinega e Giovanni Dominici

Boinega e Giovanni Dominici contro il Riccione. La Vis esordirà in Coppa Italia domenica 19 agosto al Benelli contro i romagnoli

E’ di ieri la notizia della volontà di Di Tora (già numero uno del Real Rimini) di ritirare la prima squadra e la Juniores dal campionato, dopo aver ottenuto il titolo sportivo in seguito ai noti fatti della prima giornata (quando a San Miniato si presentarono due Riccione di due società differenti) e aver di fatto esordito con una batosta tennistica nella seconda (sconfitta 6-0 in casa contro la Pistoiese). La dipartita, per ora, è scongiurata ma in questi giorni, peraltro, tutti i giocatori tesserati dalla gestione Galli hanno chiesto la lista di svincolo. Insomma, non proprio una situazione facile che fa il paio con tutti  i rimborsi arretrati che – per dichiarazione degli stessi interessati, su tutti il bomber Stefanelli – molti giocatori della scorsa stagione devono ancora ricevere. Ecco perché quei 37 mila euro piovuti dalla Uefa, per un giocatore del San Marino (con tutto il rispetto per il San Marino e per l’ottimo Marani), a una squadra di Serie D in queste condizioni, stridono profondamente sia con le recenti normative Uefa in ottica fair-play (vedi il blocco dei premi per la Super Coppa, per esempio, per l’Atletico Madrid e in generale per altre 20 squadre europee) che alla luce, soprattutto, dei salti mortali che stanno facendo molte società (tra cui la Vis Pesaro) per allestire squadre competitive ma pagare regolarmente i propri tesserati. Il rischio, in generale, lasciando da parte il caso Riccione, è che i campionati vengano falsati in un verso (allestimento di squadra di alto livello ma con giocatori non retribuiti: troppo facile così…) o nell’altro (squadre mandate in campo per onor di firma, che di fatto concedono sempre tre punti alle avversari di turno).

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