Outlet di Marotta, la Cna invita i sindaci a opporsi

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21 settembre 2012

MAROTTA – La Cna di Pesaro e Urbino interviene sul dibattito in corso contro l’Outlet di Marotta e rinnova la sua contrarietà alla costruzione del centro commerciale.

Un centro che, secondo l’associazione, assesta un colpo definitivo al territorio di Marotta e della Valcesano. Secondo l’associazione della piccola e media impresa, l’edificazione del centro provocherà ripercussioni e danni irreparabili su tutta l’economia del territorio ed in particolare per i settori del commercio e dell’artigianato.

outlet

Secondo il presidente della Cna di Marotta Giuliano Mancinelli, “a fronte di un’effimera offerta di posti di lavoro (si parla di qualche centinaio di contratti a tempo determinato a rotazione), si mettono infatti a rischio centinaia di piccole attività commerciali ed artigianali che fanno della loro presenza capillare sul territorio la loro principale caratteristica. Non solo. La realizzazione di un moloch con tali caratteristiche si tradurrà in un colpo mortale per il territorio ed i centri storici di tutta la zona”.

Secondo il responsabile dell’ambito territoriale dell’associazione Luigi Colombaretti, “occorrerebbe un sussulto da parte dei sindaci della zona. La costruzione di un centro commerciale finirà per spopolare i centri storici di molti comuni della zona e rappresenterà un danno economico notevole per il territorio e costringerà alla chiusura tante attività, commerciali e artigianali, che rappresentavano l’ultimo baluardo contro l’invasione e la massificazione commerciale. Per questo occorre che i sindaci si mobilitino e si oppongano a questa operazione che rischia di desertificare i centri storici dei loro comuni”.

Nel dibattito interviene anche il presidente provinciale e vicepresidente nazionale della Cna Giorgio Aguzzi, secondo il quale si rischia “la morte non solo commerciale ma anche sociale e culturale di un’intera vallata. Già perché il dilagare di outlet e grandi store si è storicamente tradotto in questi primi dieci anni di esplosione del fenomeno in un progressivo processo di depauperamento sociale e antropologico dei territori e dei centri storici sui quali i grandi centri commerciali insistono e provocano inevitabilmente la loro influenza”.

Per Colombaretti e Mancinelli “come una sorte di nube radioattiva, un centro commerciale rischia di creare il deserto intorno, con migliaia di persone e intere famiglie che – specialmente nei weekend – finiscono per rinchiudersi in padiglioni coperti spopolando così i centri storici, piccoli negozi, botteghe artigiane. Un fenomeno di appiattimento culturale e sociale che porta la gente a perdere il contatto con il territorio, con le bellezze naturali e culturali di cui è ricca l’intera vallata”.

In un momento in cui anche la politica parla di rilancio dell’economia, di valorizzazione dei borghi e delle città, di rivalutazione dei centri storici e dei beni artistici e culturali, favorire l’insediamento di grandi centri commerciali come quello di Marotta rappresenta un vero e proprio suicidio per un’intera vallata che ha fatto della bellezza del territorio e della qualità della vita una sua precisa caratteristica.

La Cna di Pesaro e Urbino vuole per questo marcare la sua posizione circa la costruzione del centro commerciale dalla mera difesa di interessi di tipo corporativo (che pure rivendica), e spostare piuttosto la discussione sulla difesa dei centri storici e del territorio.

“Un bene prezioso ed insostituibile che non si può misurare a contratti a tempo determinato, all’apertura di qualche decina di attività o a interessi di tipo privato. Per questo invitiamo la politica, le istituzioni e tutti i soggetti interessati, ad aprire un dialogo per cercare di scongiurare la morte ed il depauperamento di un’intera vallata”.

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