“Non siamo pronti, ma dobbiamo vincere”

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27 settembre 2012

PESARO – Inizia una nuova stagione e rispetto al passato cambia intanto che Giampiero Ticchi non fa alcuna premessa, come piaceva a Dalmonte, anche se – come il predecessore – utilizza il due barra tre che piaceva al coach di Imola.

Il presidente del Consorzio Tonucci, coach Ticchi e Del Moro

Coach Ticchi tra Il presidente del Consorzio Tonucci e Franco Del Moro

Siamo in sede, in Largo Ascoli Piceno, ma dalla prossima settimana la conferenza stampa che precede la gara sarà nella palestra di Baia Flaminia.

Chissà quante emozioni, e quali sensazioni sta vivendo l’allenatore che sognava di allenare la squadra del cuore. Diamine, domenica è campionato, mica siamo più ai tornei estivi…

“Non c’è tempo per le emozioni, ma solo per lavorare e fare il possibile, che poi sarebbe tanto visto che partiamo un po’ di rincorsa”.

Che non sempre è male, se si pensa alle grandi rimonte nel ciclismo su pista o alle volate senza respiro di Mark Cavendish. E poi rincorrete perché avete cambiato anche da poche ore firmando un lungo (Sylvere Bryan) per un esterno (Paul Marigney).

“La scelta di puntare su Marigney era figlia di una valutazione tecnica. Dopo una settimana di allenamenti e partite, le indicazioni ricevute sono che il giocatore ha qualità tecniche per essere utile alla squadra, ma gli mancano le caratteristiche per favorire la formazione di un gruppo solido. Ho preferito tutelare la squadra che deve ancora crescere insieme, che si conosce poco e deciso che Paul non era la persona giusta. Inoltre, le difficoltà al rimbalzo, la necessità di essere più solidi sotto canestro ci hanno indotto a ritenere che un lungo potesse aiutarci di più”.

Come si è presentato Sylvere Bryan?
“Sufficientemente in forma, non come sono arrivati altri americani. E’ un ragazzo che conosce il gioco, è molto disponibile e ha voglia di difendere. Ha caratteristiche prettamente difensive con qualità al rimbalzo, buona verticalità e attitudine al lavoro. Si è già inserito molto bene, l’ho visto uscire con gli italiani”.

L’avevate inseguito anche a luglio.
“Gli abbiamo fatto un’offerta, ma a Venezia era abituato ad avere un contratto oneroso, importante. A quel tempo non ha ritenuto sufficiente la nostra proposta. Adesso sì. Gli è piaciuta l’opportunità visto che era rimasto senza squadra”.

In quali condizioni vi trovate a 72 ore dal primo appuntamento della stagione?
“Dal punto di vista del lavoro fisico al 70-80 per cento, pronti per inizio campionato. Tecnicamente e tatticamente siamo da un 6 meno meno meno (50-60 per cento). Per quanto riguarda la parte motivazionale, mentale, abbiamo tanti giocatori diversi che cominciano a conoscersi, ma a Pesaro si respira un’atmosfera che aiuta il gruppo a consolidarsi”.

A fine campionato 2011/12 sembrava che la Virtus Roma fosse in procinto di sfaldarsi. Invece, anche priva di sponsor e di grandi nomi, non nasconde obiettivi ambiziosi.
“Apparivano in difficoltà, poi hanno fatto una campagna acquisti rapida, confermando Datome, uno dei giocatori italiani più importanti. Il leader assoluto è Phil Goss, che ha già in mano la squadra. Il pacchetto lunghi non ha nomi famosi, ma qualità e voglia di lottare; si sta comportando molto bene e finora ha messo in difficoltà tutti gli avversari affrontati in precampionato. Il polacco Czyz è giovane ma sembra un piccolo Mason Rocca. Bobby Jones gioca da 4 pure se era arrivato come ala; conosce bene nostro campionato, si rapporta bene con Datome e Goss. Loro sono più avanti di noi, decisamente, e non a caso hanno fatto un ottimo precampionato. Sono bravi ai rimbalzi offensivi e negli esterni hanno punte di diamante in grado di fare male alle difese avversarie. Marco Calvani ha dichiarato alla presentazione del campionato che puntano ai playoff. Noi non abbiamo ancora tutta l’energia per salvarci. Ma in casa dobbiamo affrontare Roma per vincere perché quelli in palio domenica sono punti salvezza. Pure considerando tutti i problemi avuti, siamo pronti per questa partita”.

Un confronto con le altre squadre?
“Alcune hanno addirittura sette stranieri e quando sono pochi, almeno cinque. Noi abbiamo sette italiani”. Che però, come lo scorso anno, potrebbe risultare ingrediente fondamentale: primo perché incrementano il budget con il premio della Lega (a patto che ci si salvi), secondo perché la storia ha dimostrato che le legioni straniere fanno folclore, ma perdono le grandi battaglie. E la grande battaglia della Vuelle è solo uno: la salvezza.

“In questo momento non siamo pronti neppure per la salvezza, ma dobbiamo salvarci”.

Mack sembra Monna Lisa (sperando che Leonardo non si rivolti nella tomba): è enigmatico, difficile da inquadrare.
“In Europa ha sempre giocato da 4 e come tale ha caratteristiche che lo fanno essere utile quando riesce a essere più veloce degli avversari. In Grecia e Bulgaria aveva avversari più grossi e meno veloci. Quando esce dal suo Dna va in confusione. E quando cerca di essere più disciplinato è meno se stesso. Io lo vedo adatto al sistema deve essere più disciplinato. Non è difficile, visto che tendenzialmente giochiamo con due guardie e due ali. Ho quattro giocatori che fare l’ala, uno anche la guardia”.

Il campionato di serie A, che mercoledì sera ha vissuto l’anticipo della seconda giornata con il Montepaschi Siena che ha travolto (92-65) l’Enel Brindisi, sarà aperto ufficialmente da Vanoli Cremona e Saie3 Bologna (sabato ore 16,10, diretta su La7d). Vuelle e Virtus Roma si affronteranno alle ore 18,15 di domenica, arbitri Chiari, il romano Giansanti e Mazzoni.

Il turno successivo vedrà la squadra di Ticchi a Biella (sabato 6 ottobre, ore 16,10, diretta su La7d), contro l’Angelico che ha ingaggiato Roberto Chiacig.

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