Confcommercio: ” I privilegi concessi ai grandi creano danni al piccolo commercio”

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28 settembre 2012

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PESARO – A poco meno di un mese dall’entrata in vigore dell’articolo 62 del Decreto Liberalizzazioni che impone il pagamento entro 30 giorni per la fornitura di qualunque tipo di prodotto alimentare e agricolo l’Associazione di categoria dei commercianti manifesta vive preoccupazioni per una norma che provocherà ripercussioni sulle piccole attività commerciali in genere e sui pubblici esercizi, normalmente organizzati in aziende a carattere familiare o di piccole dimensioni che rischiano sanzioni da 500 fino a 500mila euro.

In pratica, qualsiasi attività, che attualmente si ritrova con gli incassi già penalizzati dagli effetti della crisi, potrebbe paradossalmente ritrovarsi a pagare multe salatissime (magari anche a qualche multinazionale produttrice di alimenti confezionati o bevande), se saldasse la fattura dopo i 30 giorni.

“Si tratta – afferma la Confcommercio di Pesaro e Urbino per bocca del segretario Fipe Marco Arzeni – dell’ennesima burocratizzazione e complicazione per il settore del terziario, penalizzato negli ultimi tempi come non mai da una visione che tende a salvaguardare solamente i poteri forti a scapito della piccola impresa”.

Per questo la Confcommercio nazionale sta verificando la costituzionalità della norma sulla base di un ingiustificabile privilegio di una categoria rispetto ad un’altra in termini di tutela del credito.

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