Settant’anni di passione a spicchi: grazie Valter

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28 settembre 2012

PESARO – E pensare che c’erano già diverse persone che cominciavano a parlarne male, come se spendere un milione di euro ogni anno per la pallacanestro fosse una sorta di obbligo morale verso la città e non una scelta economica e di marketing da valutare attentamente, come se 37 anni ininterrotti di sponsorizzazione fossero stati cancellati solamente perché a malincuore aveva deciso di non ritenere più vantaggioso abbinare il suo marchio ad un basket italiano onestamente in calo di popolarità, come se, dato che la sua ditta di cucine ha continuato ad andare bene nonostante la crisi economica, il merito non fosse suo grazie ad un’oculata gestione della società, ma dovuto solamente ad un colpo di fortuna.

Simone Flamini, Valter Scavolini e Ape Andrea

Valter Scavolini con Simone Flamini e l'Ape Andrea (immagine presa dal web)

E poi non è che avesse di punto in bianco abbandonato il basket, perché da diversi mesi aveva avvertito tutti della sua intenzione di non proseguire da solo e si era arrabbiato moltissimo con enti pubblici ed aziende locali per non aver trovato nessuno disposto ad affiancarlo e condividere le spese, soprattutto quelle impreviste, che chissà come mai è sempre toccato a lui coprire da solo, anche in tempi di doppia sponsorizzazione.

Ma la passionaccia era sempre lì che covava sotto la cenere, si interessava sempre alla squadra e alla sua situazione economica, sapeva che eravamo già sotto di cinque-seicentomila euro e dei cinesi in sella ad un moto non si è mai fidato e così è bastato che la Banca delle Marche venisse in soccorso della Vuelle perché il falegname più amato dai pesaresi ritornasse in prima linea, tornando a dare il suo nome alla Victoria Libertas.

Non sarà stato facile convincere familiari e collaboratori della sua decisione, perché c’è sempre un’azienda internazionale da mandare avanti e tanti dipendenti da salvaguardare, ma nonostante la crisi internazionale la fabbrica di Chiusa di Ginestreto sembra solida e tornare ad investire cifre importanti nella pallacanestro può sempre risultare utile in termini di marketing e visibilità del marchio.

Un doveroso ringraziamento pubblico lo merita anche la Banca delle Marche, che dopo tanti anni spesi a dare soldi al volley maceratese, ha deciso di guardare anche un po’ più a nord e di abbinare il suo marchio di primo istituto bancario dalla regione alla prima squadra della regione in termini di popolarità, risultati e storia.

Ci sarà tempo di parlare delle novità in campo tecnico, con i cambiamenti che l’entrata di nuovi capitali comporteranno, adesso è giusto celebrare la nuova Scavolini Banca Marche e soprattutto Valter Scavolini che a 70 anni ha ancora la voglia di spendere tempo, denaro e passione per la pallacanestro. Se siete tra coloro che ne avevano cominciato a parlarne male, almeno una mail di scuse ci sembra obbligatoria.

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