Piscina Pian del Bruscolo, Ariemma critico

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1 ottobre 2012

MONTECCHIO – Si è parlato in questi giorni del cambio di gestione della piscina Pian del Bruscolo, che ora vede subentrare alla carica un gruppo veronese di gestione impianti. Cambio che comporterà, nelle parole dell’ex presidente della piscina Nazzareno Magi, “licenziamenti dei vecchi dipendenti e spreco di denaro dovuto ad un inutile rinnovo di strutture funzionanti”.

Alessandro Ariemma

Alessandro Ariemma

Che ne pensa il presidente Uisp Alessandro Ariemma? Che idea si è fatto? “Un pessima idea condita da sensazioni molto poco piacevoli”.

A cosa si deve questa risposta così negativa?
“Il cambio di gestione è la conseguenza di anni di sordità dei sindaci dell’Unione di Pian del Bruscolo sempre più caratterizzati da dis-unione. E’ legata alla mancata accettazione di proposte diverse avanzate più volte negli anni dalla Polisportiva mai ascoltate per l’assenza di una visione lungimirante che premiasse il territorio”.

Stiamo parlando di una vicenda che si ripete da più di dieci anni…
“Quattordici anni. La piscina è stata inaugurata nel 1998 ed è sempre stata gestita in modo impeccabile dalla Polisportiva mentre attorno a lei si sono avvicendati sindaci diversi e dal Consorzio si è passati all’Unione che in questi ultimi anni è stata caratterizzata sempre più da visioni divergenti e conflittuali. A fronte di questo quadro così poco unitario la gestione da parte della Polisportiva ha visto, in questi 14 anni, continuità di intenti, allargamento dei servizi, rispetto delle norme igieniche, amministrative e fiscali, mantenimento dei costi per gli utenti adeguati alla struttura e al territorio, ampliamento dell’offerta delle attività, formazione costante degli operatori, regolari e continui interventi di manutenzione della piscina sempre guidata con generosa disponibilità e umanità dal presidente Magi Nazzareno e dal suo staff. Ora già si sente parlare di “stalking preventivo” nei confronti della “vecchia gestione”, di offerte di lavoro per gli insegnanti a prezzi di fame e senza copertura assicurativa, mancata pulizia della vasca e delle acque, assenza totale di arredi che la Polisportiva Pian del Bruscolo ha dovuto trasferire obbligatoriamente in altre sedi”.

Come ha dichiarato il Presidente Magi, un atteggiamento quantomeno discutibile…
“Più che discutibile parlerei di un atteggiamento speculativo e denigratorio: c’è chi si muove con atteggiamento “piratesco” razziando quello che si può ovunque vada. Nel caso della piscina, quella subentrata alla vecchia gestione è la stessa società che gestisce con tanti problemi la piscina di Fano della quale non si è mai parlato tanto bene”.

Ora chi ne paga le conseguenze?
“Innanzitutto i cittadini che a fronte di questa novità si ritrovano tariffe più alte e servizi peggiori. Il territorio si trova senza una realtà associativa che in 14 anni ha servito egregiamente più dell’equivalente della popolazione dei 5 Comuni (mediamente oltre 2.000 iscritti all’anno). Gli insegnanti di nuoto si trovano di fronte ad un “ricatto lavorativo. La Uisp perde un importante riferimento nella provincia, esempio di ottima gestione. A quanto pare gli unici a trarne profitto sono i Comuni dell’Unione che, con la riduzione del contributo alla gestione della piscina, risparmiano in media 16.800 euro l’anno a testa”.

Senza dubbio inaccettabile… ed in quest’ottica cosa farà l’Uisp?
“Intanto intende sostenere la Polisportiva nella sua battaglia, anche legale con il ricorso al Tar, nei confronti della situazione. Personalmente chiedo a tutti gli organi di stampa di tenere accesi i riflettori sulla questione, ai cittadini di segnalare ogni tipo di disservizio e/o malfunzionamento, alle istituzioni di effettuare controlli sulla qualità dei servizi erogati e sul rispetto delle norme igieniche, amministrative e fiscali. Non bastava la crisi che attanaglia tutti e incide sulle attività sportive; in questa fase in cui l’Uisp sta procedendo a rieleggere i propri organismi rappresentativi preparandosi al Congresso del prossimo gennaio (mentre di altri a livello locale non si hanno notizie) lo “sport sociale” è sotto attacco da parte di soggetti che entrano nel mondo dello sport senza tanti scrupoli e che rispondono a logiche di mercato o di concorrenza poco leale non rispettando le norme in materia sanitaria e/o amministrativa. Ci aspettiamo che il controllo del Coni sia più efficace e stringente”.

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