Confagricoltura: “Alla Regione chiediamo regole certe e meno burocrazia”

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2 ottobre 2012

PESARO – “Meno burocrazia, vogliamo regole certe e diciamo basta all’obbligo di versare contributi esosi da parte di chi non ha reddito sufficiente nemmeno per vivere”.

Denis Bernabucci, direttore di Confagricoltura della Provincia di Pesaro e Urbino, ha presentato alla Regione Marche, assieme alle altre organizzazioni di settore, alcune specifiche richieste per tutelare e qualificare la figura dell’imprenditore agricolo: “La regione Marche aveva avviato un tavolo di concertazione per la modifica della delibera di Giunta del febbraio 2005 sul riconoscimento della qualifica IAP (imprenditore agricolo professionale). Un tema che tocca molto da vicino il mondo agricolo marchigiano in vista della nuova programmazione comunitaria”.

Secondo Confagricoltura “occorre porre estrema attenzione ai parametri che delineano la figura dell’imprenditore agricolo. È necessario considerare oggi la sua evoluzione, che ne ha fatto un mestiere con significative differenze da un caso all’altro: c’è chi lavora nei campi a tempo pieno e chi per un tempo limitato”.

Tra le richieste avanzate da Confagricoltura, afferma Bernabucci, invitiamo “la prossima delibera di Giunta a indicare quali sono i principi del riconoscimento e del calcolo, eventualmente anche i limiti di accesso allafigura di Imprenditore agricolo professionale.

Il decreto legislativo del 2004, definisce IAP colui che dedica almeno il 50 per cento del proprio tempo lavoro all’agricoltura e ne ricava almeno il 50 per cento del proprio reddito di lavoro. Ne consegue che, per favorire l’accesso di nuove figure professionali nel settore (vedi i giovani), si ritiene adeguato non imporre alcun limite di tempo, invece introducendo un limite minimo di reddito.

Occorre allora snellire la burocrazia e le modalità per calcolare lo stesso reddito – torna a dire Bernabucci -. La mancanza di tale recepimento renderebbe incerta la situazione giuridica di tanti agricoltori. Il coltivatore diretto iscritto all’Inps deve essere automaticamente compreso anche nei parametri IAP. In questo modo è possibile recuperare una figura professionale storica della realtà agricola sia regionale, ma soprattutto italiana.

Attualmente sono in atto controlli Inps che allarmano gli agricoltori: per iscriversi all’Inps infatti un agricoltore deve avere un minimo di reddito. Non può continuare a versare i contributi se non ha un reddito sufficiente nemmeno per mangiare. Ciò è preoccupante: in un momento drammatico per l’agricoltura come quello che stiamo vivendo, in cui i coltivatori sono costretti a fare salti mortali tra costi esorbitanti (dall’aumento del prezzo del gasolio alla produzione sottopagata), si rischia di distruggere una categoria fondamentale per la nostra economia e per tante famiglie di consumatori che ogni giorno scelgono frutta, verdura, olio, vino e altri prodotti agricoli nostrani”.

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