“S.Salvatore e S.Croce, siamo già integrati”

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2 ottobre 2012

ANCONA – “Marche Nord ha dovuto far fronte ad un anno senza precedenti. Nonostante questo la quantità di attività è rimasta invariata ed è cresciuta la qualità”.

Da sinistra Giuseppe Migliori, Aldo Ricci e Fabio Tombari

Da sinistra Giuseppe Migliori, Aldo Ricci e Fabio Tombari

Poche parole quelle del direttore generale dell’azienda ospedaliera Aldo Ricci che in mano ha i risultati emersi durante le riunioni di budget che proprio negli ultimi 15 giorni si sono svolte senza sosta. Qui i medici hanno relazionato l’anno trascorso e piantato i primi paletti per le attività future. Proprio per questo si sono presentati alla stampa per far sapere ai cittadini ciò che hanno fatto, stanno facendo e cosa andranno a fare anche in merito all’integrazione dei servizi tra i presidi ospedalieri di Pesaro e Fano. E a chi pensa che l’azienda sia ancora divisa con il San Salvatore da una parte e il Santa Croce dall’altra, sono i medici a chiarire e fare il punto. Prima una panoramica generale sui servizi dell’emergenza e urgenza attivi sul terriotrio provinciale, la diversificazione delle attività ambulatoriali e l’apertura a Pesaro e Fano di nuovi ambulatori di secondo livello fino all’unificazione dei servizi sanitari come l’Anatomia patologica, la Radioterapia, la Medicina nucleare e il Laboratorio analisi; poi la diversificazione delle attività di Diagnostica per immagini e l’unificazione delle chirurgie specialistiche con un unico primariato “ad esclusione – ha precisato Ricci – dell’ortopedia. La traumatologia, infatti, non può essere collegata ad un solo ospedale. Quello che si poteva unificare, nonostante i vincoli strutturali, lo abbiamo fatto”. E non lo dice solo il direttore generale. Sono gli stessi medici, intervenuti alla conferenza stampa, a confermarlo “perché nonostante non siano mai sufficienti le unità di personale medico, infermieristico e di posti letto – chiude il Direttore generale – abbiamo mantenuto la stessa quantità di attività con maggiore qualificazione”.

 

Per Giuseppe Migliori, primario unico dell’unità di Otorino, l’integrazione è già storia: “Dal 2008 che lavoriamo sul progetto – ha spiegato – e abbiamo diversificato molte attività. La chirurgia complessa viene fatta a Fano e sono gli stessi medici pesaresi a venire qui. Se non è integrazione questa. Per non parlare delle eccellenze, come il centro foniatrico, il gruppo di lavoro delle patologie neoplastiche testa collo fino agli ambulatori di vestibologia”. Stesso discorso per Bruno Giannotti, primario unico di Oculistica che ha già omogeneizzato le procedure e i protocolli di reclutamento dei pazienti, per non parlare di uniche operazioni di acquisto degli strumenti. Anche la Cardiologia non fa eccezione. Addirittura Paolo Bocconcelli non esclude la possibilità, nonostante la presenza di due presidi, di riuscire ad arrivare ad un reparto unico prima dell’ospedale unico che, comunque, a gran voce hanno chiesto tutti. Intanto “dal 2001 – spiega Bocconcelli – lavoriamo a livello provinciale sull’emergenza e urgenza, e oggi con Fano condividiamo protocolli, cartelle cliniche, medici che si spostano dal San Salvatore al Santa Croce e viceversa, caposala e infermieri sempre impegnati sugli aspetti organizzativi”. E chiude con una battuta: “E tutto questo lo facciamo con lo stesso stipendio, andando da Pesaro a Fano e viceversa con la nostra macchina e senza rimborso spese”. Non è da meno la Diagnostica per immagini che tra breve avrà un unico responsabile. Intanto è da tempo partita l’integrazione tra le strutture del San Salvatore e Santa Croce con la differenziazione delle prestazioni. E già da ottobre Paolo Coschiera, in previsione del pensionamento del collega Carlo Amodio, comincerà a lavorare direttamente con lo staff della Radiologia di Fano “per arrivare ad una riorganizzaizone dei percorsi capace di aumentare l’attività ospedaliera”. In sintesi, hanno preso e dato. Ecco l’effetto dell’integrazione che per Danilo Baroncini, primario della Gastroenterologia, è già storia. “E’ quasi un argomento datato”, dice con una certa ironia. Poi alza l’asticella: “Con Fano siamo un pool unico. Ora l’obiettivo è arrivare ad uno staff unico con i colleghi di Urbino”.

 

Incalza Gabriele Frausini della Medicina Interna del Santa Croce che ha allargato il percorso del paziente colpito dall’ictus cerebrale anche a Pesaro mentre grazie ai colleghi del San Salvatore ha potenziato gli ambulatori di Ematologia, Malattie infettive e Pneumologia. A Giuseppe Visani il compito di fare il punto sul dipartimento Onco Ematologico che vede Pesaro e Fano lavorare in tandem oramai da tempo “grazie ai tanti ambulatori aperti e al potenziamento delle attività della Radioterapia”.

Insomma, nonostante l’atto aziendale non sia stato formalmente approvato in Regione (si attende il sigillo lunedì prossimo), i medici di Pesaro e Fanno sono in corsa. Qualche progetto speciale, come lo screening neonatale per 50 malattie rare, sta per decollare. Le partite da chiudere in fretta sono il trasferimento della Medicina Nucleare e quello della Neurochirurgia, la prima in arrivo entro l’anno, la seconda nella primavera 2013.

 

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