Bar, ristoranti, alimentari: parte la rivoluzione

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3 ottobre 2012

PESARO – Cornetti e paste per il bar, tagliatelle fresche per il ristorante, pane per la trattoria ma anche negozi alimentari che acquistano farina, prodotti lavorati e prodotti agricoli. Sono tantissime le attività di ristorazione, somministrazione di bevande e alimenti, esercizi alimentari della provincia che – non producendo direttamente alcuni prodotti alimentari – sono soliti rifornirsi quotidianamente da laboratori artigianali di fiducia.

Ma sono tante anche i laboratori artigianali e le attività agricole che invece lavorano, producono e raccolgono materie destinate a tali esercizi. Ebbene d’ora in poi, grazie al decreto liberalizzazioni approvato dal Governo, arriva l’obbligo di stipulare un contratto di cessione di prodotti agroalimentari tra chi produce e rifornisce e chi vende al pubblico. Un provvedimento che scatterà dal prossimo 24 di ottobre e che riguarderà anche i piccoli quantitativi. Rimangono invece fuori dal provvedimento le transazioni tra imprese privati. “Si tratta – commenta la CNA di Pesaro e Urbino – di una misura che rischia di complicare non poco la vita a tante piccole attività del settore agroalimentare e della ristorazione della provincia di Pesaro e Urbino (oltre 1.000 attività)”.

“Con l’obiettivo di garantire la trasparenza – dice Luciana Nataloni, responsabile provinciale di CNA Alimentare – si rischia infatti di creare una serie di grattacapi burocratici di non poco conto. Con l’applicazione del decreto sulle liberalizzazioni (laddove quest’ultimo introduce l’obbligo di stipulare un contratto nelle cessioni di prodotti agroalimentari, sia nel caso delle materie prime che dei prodotti finiti, fatta eccezione la vendita diretta al pubblico), si introduce un fardello di adempimenti burocratici che complica la vita a tutti. Per fortuna in questi mesi il Governo ha recepito una serie di osservazioni delle associazioni di categoria (CNA in testa) che ha suggerito alternative al contratto di cessione (documenti di trasporto o di consegna ovvero la fattura; ordini di acquisto; accordi quadro o contratti base; accordi interprofessionali)”.

Nonostante le semplificazioni accolte rimangono pur tuttavia problemi. “ In base a questo provvedimento – dice Marco Galli, responsabile dei Servizi alle imprese della CNA – i pagamenti della merce deteriorabile (e quindi tutti i prodotti alimentari, ittici, agroalimentari), dovranno essere effettuati entro 30 giorni dalla consegna. Una misura che finirà per mettere in ulteriore difficoltà molte attività già alle prese con una crisi devastante”.

Per chiarire tutte le nuove disposizioni, gli obblighi e le altre novità previste dell’art. 62 del D.L. del 24 gennaio che entrerà in vigore dal prossimo 24 ottobre, domani Giovedì 4 ottobre, nella Sala Riunioni della CNA di Pesaro in Via Mameli 90 al centro Direzionale Benelli, si terrà un incontro (il primo di una serie programmata in tutta Italia), che avrà inizio alle ore 16,30.

Interverranno: Gabriele Rotini, responsabile nazionale di Cna Unione Alimentare; la dottoressa Maria Pia Miani di Cna Interpreta e Francesca Petrini della Presidenza nazionale CNA.

All’incontro sono invitate tutte le attività interessate.

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