“Andiamo a riprendere i due punti persi in casa”

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4 ottobre 2012

PESARO – Dopo la prima sconfitta, prima della prima trasferta. Coach Ticchi incontra i giornalisti per la prima volta nella palestra di Baia Flaminia. La Scavolini Banca Marche ha appena concluso l’allenamento mattutino. I biancorossi preparano la gara di Biella (sabato, ore 16,10, diretta su LA7d e sulle frequenze di Radio Città).

Coach Ticchi intervistato da Marco Bedinotti per Tvrs

Coach Ticchi intervistato da Marco Bedinotti per Tvrs

“La prima trasferta arriva dopo una sconfitta, vogliamo provare a vedere se è possibile vincere subito fuori casa. Ci attende un avversaria che è stata valutata – al pari di noi – come una di quelle che dovranno lottare per la salvezza. Storicamente, la trasferta di Biella è sempre una delle prime. Raramente la Vuelle riesce a offrire una buona prestazione sul parquet piemontese. Siamo determinati a cambiare il trend e, di conseguenza, a fare il possibile per tornare a casa con i due punti. Non sarà un impegno facile, perché il pubblico biellese è molto caldo e, abitualmente, loro iniziano bene il campionato, salvo poi calare in seguito. L’Angelico è una squadra che allinea sette stranieri (lo sloveno Goran Jurak, il serbo Nemanja Jaramaz, il greco Linos Chrysikopoulos, e gli americani Julian Mavunga (passaporto dello Zimbabve, essendo nato ad Harare), Craig Brackins, Ramone Moore e Russell Robinson; ndr). Dovrebbe essere assente Soragna e il greco non si è allenato causa un colpo subìto a Sassari. Biella gioca abitualmente con un quintetto che comprende quattro stranieri. L’Angelico è una squadra forte fisicamente che si fa sentire nell’area. Anche noi avevamo inseguito Mavunga, ma era già in trattativa con Biella: è una matricola, ma gioca da esperto. Abbiamo visto che le guardie rookie hanno bisogno di tempo per adattarsi al basket europeo. Lui no. Jurak dà esperienza e solidità, fa sempre cose importanti. Robinson è buon play che si fa valere anche in post basso. Conoscevo Jaremac solo di nome, ma sta facendo bene”.

Avete affrontato Biella in precampionato, perdendo dopo un supplementare.
“Una partita di precampionato vale per quella che è. Ci ha consentito di vedere i loro punti forti, dove dobbiamo tenerli. Ce la siamo giocata ai supplementari, ci auguriamo di poter fare questo tipo di partita anche a Biella, dove ci attende una squadra fisicamente forte, che ha dominato a Sassari, giocando anche con tre lunghi insieme. All’inizio, Mavunga ha stritolato i lunghi sardi. La squadra di Sacchetti era in difficoltà, faticava ad avvicinasi all’area. Il Banco ha vinto con il tiro da 3 punti”. E due triple di Vanuzzo sono state scoccate con il lato B.

Visto che Biella è così, cosa dovete fare sabato?
“Andare a rimbalzo difensivo in cinque. Perché se giocano con i tre lunghi sono ancora più dominanti”.

Come ha trovato la squadra dopo la sconfitta di domenica?
“Una sconfitta non fa bene. Sapevamo che Roma poteva essere un avversario alla nostra portata, ma loro si sono dimostrati più compatti. Emotivamente siamo delusi, ma lavoriamo con grande voglia e impegno, pensando subito a Biella senza stare a parlare troppo della partita persa”.

Alla luce della sconfitta di domenica, ha preparato correttivi in vista di sabato?
“Nel momento che ci bloccavamo, cercavamo troppo l’uno contro uno, siamo stati troppo individuali. Ho detto che ho pazienza, ma dobbiamo impegnarci per evitare di giocarcela uno contro cinque e per fermare meno il gioco”.

Un messaggio indirizzato soprattutto a Barbour.
“E’ quello che ha preso più tiri: sedici sono troppi. Ma Antwain ha le qualità per essere un punto di riferimento. Il primo allenamento, dopo un quarto d’ora era senza fiato, ma adesso non chiede mai di essere sostituito, anche se non è al top”.

Crosariol?
“Andrea voleva fare troppo bene contro la sua ex squadra, ma ha giocato pochissimo: in 7 minuti 4 falli”.

Cosa chiede a Hamilton: più precisione al tiro o migliore lavoro per il collettivo?
“Ci sono giornate che fai canestro e altre no. Lui è in fase di ri-elaborazione, deve rigenersarsi, ha dentro una base importante ma non riesce ancora a interfacciare software con hardware. Nel college è stato abituato a essere il giocatore più importante, a tirare a piacimento. Anche qui ha iniziato a fare lo stesso. Gli abbiamo spiegato che deve anche gestire. E forse in questo momento pensa troppo”.

Hamilton gioca solo con la mano destra: ma è vero che è mancino?
“E’ così, mangia e scrive con la mano sinistra, sul parquet usa solo la destra”.

Mercoledì siete stati a pranzo alla Scavolini, ricevendo parole di incoraggiamento, di stimolo a fare bene, soprattutto a essere gruppo.
“Un pranzo piacevole. Ai ragazzi ho detto: avete visto? Siamo andati a casa del nostro patron che da 38 anni mette il nome della sua azienda sulla maglia che indossate. E avete notato con quanta passione la proprietà ci è vicina e ci trasmette fiducia. Vicinanza e fiducia che devono fare aumentare le energie che mettiamo in campo”.

Valter Scavolini ha cambiato consuetudine: gli anni scorsi invitava la squadra dopo quattro vittorie consecutive, quest’anno si accontenterà di due…
“Un pranzo dopo due o quattro vittorie non cambia l’amore di Valter per la sua squadra!”.

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