Barista finge la rapina. Si era giocata l’incasso alla Slot

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4 ottobre 2012

 

FANO – Ai carabinieri della Stazione CC di Marotta e della Compagnia CC di Fano quella rapina denunciata telefonicamente alle otto di domenica 2 settembre 2012, da una 58enne barista domiciliata a Senigallia, era subito apparsa alquanto anomala. Stando al racconto della donna, attorno alle sette di mattina, poco dopo l’apertura del locale, un uomo a volto scoperto era entrato all’interno e, con fare deciso, puntandole un coltello alla gola, si era fatto consegnare l’incasso ammontante ad oltre 500 euro.

Carabinieri in azione

Aveva poi dichiarato di aver trovato la forza di chiamare i carabinieri dopo circa un’ora, una volta ripresasi dal forte choc. I militari, tenendo conto che il bar era ubicato a due passi dalla locale Stazione ferroviaria, raggiungibile, peraltro, tramite un vicino sottopasso, avevano eseguito immediati accertamenti ritenendo verosimile l’allontanamento del rapinatore in direzione della Stazione. Tali accertamenti, però, non avevano permesso di individuare riscontri di alcun tipo a supporto di quanto dichiarato dalla denunciante. Oltretutto, la barista aveva affermato che le telecamere interne al bar non erano in quel momento attive, in quanto il monitor dell’impianto era spento da diversi giorni. Invece, sono state proprie le telecamere dell’esercizio, il cui impianto è stato minuziosamente controllato dai militari, che, contrariamente a quanto ritenuto dalla donna erano regolarmente funzionanti, a permettere ai militari del Cap. Cosimo Giovanni Petese e del Luogotenente Antonino Barrasso di venire a capo dell’intricata vicenda e di scoprire, invece, che quella mattina la barista, una volta entrata nel bar, aveva subito abbassato la saracinesca, chiuso a chiave la porta e, poi, aveva prelevato diverse centinaia di monete da uno e due euro dal fondo cassa e, per circa un’ora, si era tranquillamente dedicata a “tentare la fortuna” giocando alle slot machine eseguendo ben oltre 260 partite. Purtroppo, però, la fortuna quel giorno le aveva voltato le spalle, poiché non era riuscita a realizzare neanche una vincita. Subito dopo aver finito di giocare, per nascondere l’irrefrenabile passione per il gioco e giustificare l’ammanco al proprietario del bar, aveva inscenato la finta rapina telefonando ai carabinieri. La 58enne ex barista dovrà ora rispondere dei reati di furto aggravato e simulazione di reato e, probabilmente, sottoporsi ad una lunga terapia per guarire dalla dipendenza del gioco.

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