“La maglia della Robur è la mia seconda pelle”

di 

8 ottobre 2012

PESARO – Seconda puntata dell’omaggio di www.pu24.it a Carolina Costagrande.

Abbiamo concluso la prima puntata – on line da giovedì (se ve la siete persa leggetela qua) – sottolineando il grande affetto per Carolina, senza alcun dubbio la pallavolista più amata dai tifosi pesaresi.

Apriamo la seconda con un altro riconoscimento, altrettanto importante, addirittura più importante: i tifosi l’apprezzano anche come una donna di valore.

Carolina Costangrande nella foto Marco Giardini gentilmente concessa dalla Robur

Carolina Costangrande nella foto Marco Giardini gentilmente concessa dalla Robur

“Questo è ancora più importante. I successi passano, conta quel che rimane dopo: e se resti nel loro cuore per quello che sei, per la persona che conoscono, per la tua umanità, è davvero un grande riconoscimento. Non mi dispiace che nei tifosi ci sia il ricordo delle vittorie conquistate, dei titoli vinti, dei trofei nella bacheca della società, ma – in tutta sincerità – preferisco essere ricordata come persona”.

Oggi Carolina gioca in Cina, insieme con un’altra apprezzatissima ex, Kasia Skowrońska-Dolata. I tifosi dell’Hengda Guangdong le dedicano il coro che – come i napoletani per Maradona – le cantavano i fans pesaresi? “O mamma mamma mamma, o mamma mamma mamma, sai perché mi batte il corazon? Ho visto Carolina, ho visto Carolina, eh, mammà, innamorato son”.

“E’ buffo, ma non so se i tifosi riescono a pronunciare il mio nome. Sono arrivata in Cina dopo la World Cup (vinta dall’Italia nel 2011; ndr), dove ero stata nominata Mvp. E loro avevano imparato Mvp. Quindi il coro a me dedicato è “Mvp, Mvp”. Dopo le Olimpiadi, in cui non abbiamo vinto niente, non so cosa mi canteranno. Magari impareranno il mio nome. Però sono molto calorosi…”.

Quindi si trova bene…
“Sì, molto. Dopo le partite sono numerosi i tifosi che ci aspettano per salutarci, ci fanno tanti regali. Molti ho dovuto lasciarli in Cina perché non avevo modo di portarli a casa. Qualcuno addirittura, se trova prodotti alimentari italiani, ci fa omaggio. E non mancano gli striscioni per incitarci”.

Abbiamo realizzato questa intervista con Carolina dopo un allenamento al PalaSnoopy, mentre era in corso una partita giovanile. In campo ragazzine che magari sognano di diventare proprio Carolina Costagrande, di seguirne le orme, di lasciare un segno incancellabile nella storia del volley. Non sarà possibile per tutte. Lei che ha una grande etica del lavoro, cosa si sente di dire alle giovani pallavoliste per giocare almeno buoni livelli: lavoro, sacrificio?
“Io non sono nata così, non mi sono svegliata una mattina e mi sono sentita una grande giocatrice. Mi sono costruita e ho dovuto seminare prima di raccogliere. Ci vuole tempo e in questo periodo devi essere costante nello spirito di sacrificio, nel lavoro quotidiano in palestra. La bravura – a mio parere – è sapere aspettare con tranquillità che arrivino i frutti del tuo impegno. E’ vero che ai nostri giorni si raccoglie più velocemente di una volta, ma oggi vogliamo tutto e subito e così perdiamo lo spirito giusto che ti fa attendere con serenità, che ti porta a fare tanti sacrifici, a lottare per raggiungere un obiettivo, e poi un altro, e poi un altro ancora. Penso, inoltre, che passare il tempo in palestra , in compagnia di amiche, sia bellissimo. La palestra è un posto sano, la pallavolo è uno sport molto sano. Anche per un genitore dovrebbe essere importante sapere che un figlio è in palestra e non in mezzo alla strada. Visti i tempi in cui viviamo, fare sport è bellissimo. Io posso garantire che la pallavolo è un bell’ambiente”.

La Robur ha portato a Pesaro giovani in gamba. Per fare un nome: Cristina Chirichella. E la Snoopy un altro grande prospetto: Alessia Fiesoli. Però, senza la sponsorizzazione Scavolini, la società ha vissuto un’estate difficilissima e ancora oggi non ha certezze sul futuro, potendo contare solo sull’encomiabile impegno di Giancarlo Sorbini e dei suoi collaboratori e delle aziende che sono rimaste al fianco della pallavolo pesarese. Carolina, vuole dare un consiglio alla “sua” squadra?
“E’ un momento difficile, senza un punto di riferimento così importante qual è stato Valter Scavolini. Però è bello pensare a un progetto tutto nuovo. Secondo me, dopo i tre scudetti consecutivi, la Robur ha pagato il fatto di dovere ripetere quanto realizzato prima. Oggi che non c’è più il peso lasciato dalla nostra eredità le ragazze possono guardare al presente e al futuro in modo positivo: ripartono da zero, non hanno più il fantasma delle nostre vittorie e possono diventare a loro volta il punto di riferimento della società. Non c’è niente di più stimolante. Anche girare è piacevole, ma è più bello rimanere in un posto, creare un gruppo, affezionarsi alla città e sentirne l’affetto. Giochi con un altro spirito, costruisci qualcosa che è tuo e senti che la maglia è veramente tua. Ze Roberto ci diceva: “La maglia della Scavolini è la mia seconda pelle”. Ze ci ha trasmesso questo messaggio; io lo sento ancora. Abbiamo difeso questa maglia dando sempre tutto. Le ragazze arrivate adesso possono ricreare questo spirito”.

(2-fine)

Un commento to ““La maglia della Robur è la mia seconda pelle””

  1. Giada Biagioli scrive:

    Penso che non ci siano parole per descrivere quello che Carolina è, e in questo momento parlo della persona.
    E’ stato un onore per noi averti qui, e aver condiviso con te certi trionfi memorabili. Grazie Karol, per quello che hai fatto e dato a tutti, per quello che sei e per gli insegnamenti che continui a donarci.

    “Ze Roberto ci diceva: “La maglia della Scavolini è la mia seconda pelle”. Ze ci ha trasmesso questo messaggio; io lo sento ancora. Abbiamo difeso questa maglia dando sempre tutto.”

    Che parole..

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>