Fano – Grosseto, Galuzzi: “Stop polemiche, priorità ai lavori”

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12 ottobre 2012

PESARO – L’unica cosa certa che c’è, ad oggi, sulla Fano – Grosseto è che l’impegno del presidente Ricci in prima persona e il fronte compatto di tutti i partiti sia di maggioranza che di opposizione, hanno permesso di riesumare un opera strategica che era morta  e sepolta da decenni nei cassetti romani.

L'assessore Massimo Galuzzi

Alla stato attuale alla Provincia non è ancora stata formulata nessuna proposta progettuale. Ogni polemica, quindi, non solo è strumentale ma è anche grave. Si rischia soltanto di rendere vano il lavoro fatto e di annullare, in un momento cruciale,  l’impegno del presidente Spacca e del Governo per il completamento dell’opera.

Quando vi saranno le necessarie proposte si potrà discutere di tutti gli aspetti affinché la realizzazione di questa arteria sia conforme alle esigenze e alle aspettative del territorio, compresi gli obiettivi di crescita e sviluppo che la sua realizzazione comporterà per tutta la nostra comunità e per tutta la sua popolazione.

 

Un commento to “Fano – Grosseto, Galuzzi: “Stop polemiche, priorità ai lavori””

  1. Nicola Giannelli scrive:

    Questa vicenda ancora una volta dimostra come il project financing, che i politici sofoderano sempre come soluzione per far pagare al privato quando il pubblico non ha soldi, sia in realtà una soluzione comunque a carico dei cittadini. I soldi non crescono nel campo dei miracoli quindi i privati che devono ripagare le banche e fare i loro profitti da chi riprendono i soldi che hanno messo? Dagli utenti ovviamente! E siccome la Guinza a pagamento da sola non basterebbe a ripagare l’opera non c’è che chiedere il pedaggio su tutta l’arteria, anche perchè le tratte già costruite a spese del pubblico comportano un surplus netto per l’investitore privato. In pratica la tariffa diventa una tassa a carico del territorio. La retorica dominante dice che con invece di tassare i cittadini si chiedono i soldi a investitori privati ma realtà è questa: le tariffe diventano forme di prelievo parafiscale, una parte delle quali va a beneficio di banche e profitti di privati.

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