Riforma delle Province, Corbucci: “Pesaro e Urbino mantenga l’autonomia. No a decisioni diverse da parte del consiglio regionale”

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12 ottobre 2012

di Franco Corbucci*

URBINO – Per quanto riguarda il futuro assetto delle Province nelle Marche, dopo quanto stabilito dal Decreto del Governo Monti, ritengo valida la proposta di avere quattro Province, come indicato dal CAL (Consiglio delle Autonomie Locali), il quale è rappresentativo dell’intera realtà marchigiana. Vedo però che in Consiglio Regionale si avanza anche l’ipotesi di arrivare a proporre due sole “Super Province”: Ancona e Macerata. Trovo quest’ultima idea del tutto fuori luogo. E’ già previsto dal Decreto del Governo che la Provincia di Pesaro e Urbino mantenga la propria autonomia, in quanto è in linea con tutti i parametri richiesti (sia per l’estensione territoriale che per il numero di abitanti).

Franco Corbucci

Il sindaco di Urbino Franco Corbucci

E’ quindi assurdo che una Provincia prevista dai parametri del Governo debba essere cancellata per accorparsi con Ancona, anch’essa confermata come autonoma da parte della legge di riforma. L’unico problema, se esisterà, fa riferimento all’assetto delle Province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo, le quali dovranno trovare un accordo e una sintesi.

Come sindaco di Urbino, città co-capoluogo di Provincia, sono quindi fermamente contrario a ogni provvedimento che vada in senso contrario allo spirito e alla logica che ha guidato la riforma delle Province. Su questo saremo estremamente vigili.

*Sindaco di Urbino

2 Commenti to “Riforma delle Province, Corbucci: “Pesaro e Urbino mantenga l’autonomia. No a decisioni diverse da parte del consiglio regionale””

  1. Fabrizio scrive:

    Il presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, Matteo Ricci, ed il presidente della Camera di Commercio di Pesaro, Alberto Drudi, hanno inviato una lettera a tutti i consiglieri regionali eletti nella provincia di Pesaro e Urbino, chiedendo di tener conto, nelle prossime sessioni consiliari, della proposta approvata dal Consiglio delle autonomie locali, che ha individuato nelle Marche 4 ambiti territoriali ottimali per il governo della regione, escludendo categoricamente qualsiasi ipotesi di soluzione basata su 2 aree vaste. Ricordando come essenziale il mantenimento della Provincia di Pesaro e Urbino, soprattutto per la salvaguardia nel territorio di servizi, organi ed emanazioni periferiche dello Stato, andando incontro all’interesse dei nostri cittadini, delle nostre imprese e dei lavoratori e a tutela della sicurezza, economia e coesione territoriale e sociale. Pensando al mantenimento di Prefettura, Questura, Comandi di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Forestale, Camera di Commercio, Inps, Direzione del lavoro, Motorizzazione civile, Ufficio scolastico, agenzie economiche territoriali, fino alla conservazione della dimensione provinciale di associazioni di categoria e organizzazioni sindacali. Ciò che non riesco a comprendere è l’egoismo campanilistico dei territori provinciali del centro-nord delle Marche, e perchè a Pesaro, ma anche ad Ancona, si accetti supinamente di subire la volontà anticostituzionale del governo di riduzione ad una sola delle province attuali di Ascoli, Fermo e Macerata, e si pretenda invece per esse soltanto la conservazione di tutti gli uffici periferici dello Stato, e s’invochi nel contempo la soppressione di essi soltanto a Fermo, od ancha a Macerata, come se i cittadini di quest’ultima, o delle seconde insieme, non avessero gli stessi diritti di mantenere analoghi servizi delle prime. Nella regione Marche, le province o restano cinque, Fermo inclusa, o passano con evidente risparmio economico a due soltanto: Marche nord e Marche sud. Così da non creare squilibrio regionale, fra una grande provincia a sud (Macerata-Fermo-Ascoli) e due piccole a nord (Pesaro ed Ancona). E’ comqiunque inaccettabile che le province di Pesaro-Urbino e di Ancona si ergano a legislatori, scegliendo diversamente dalla legge di riordino delle province, che prevede una provincia sola a al centro-sud della nostra regione. Se non piace l’idea a due (Ancona-Pesaro ed Ascoli-Fermo-Macerata), le province marchigiane restano cinque, Fermo inclusa, come ha avuto il coraggio di mantenere tutte le sue province la regione Veneto, senza eccezioni di sorta, o saranno solo tre (Pesaro, Ancona e Macerata-Fermo-Ascoli), e non quattro, mai contro la legge.

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