Bici (leggendarie) in mostra a Palazzo Gradari

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13 ottobre 2012

 

 

PESARO – In un contesto importante e affascinante come Palazzo Gradari, un’altra tappa del programma di promozione della bicicletta, attivato dal Comune di Pesaro nell’ambito del progetto europeo Cyclo.

 

Dopo il concerto “a pedali” del 23 agosto in piazzale della Libertà (Palla di Pomodoro) e le numerose iniziative della Settimana Europea della mobilità sostenibile (16-22 settembre) ecco due nuovi appuntamenti incentrati sul mezzo a due ruote. La mostra fotografica è l'esito di un concorso con tema “La bicicletta per la mobilità sostenibile a Pesaro” attivato a fine agosto, aperto a tutti e con partecipazione gratuita. Il concorso è stato organizzato in collaborazione con Centrale Fotografia e Macula, importanti associazioni che da anni operano sul territorio. Cinquanta partecipanti hanno inviato oltre 140 fotografie, che sono state selezionate da un'apposita giuria. In occasione dell'inaugurazione della mostra – avvenuta questa mattina alle ore 11.30 -, sono stati premiati i vincitori del concorso. L’esposizione “Biciclette leggendarie”, proviene dalla collezione privata del dott. Dario Corsi di Pesaro ed è realizzata in collaborazione con italianlegendbycicles.Viene rappresentata l’evoluzione delle biciclette da corsa dal 1920 al 1985.E’ possibile osservare da vicino le prime biciclette dei pionieri del Giro d’Italia e del Tour de France e dei campioni di ciclismo del secolo scorso. Sarà possibile visitare le mostre a Palazzo Gradari dal 13 al 27 ottobre 2012, con orario 10.30-12.30 e 16.30-19.30. BICICLETTE LEGGENDARIECOLLEZIONE PRIVATA del Dott. Dario CorsiIn collaborazione con italianlegendbicycles

Esposizione di biciclette d’epoca che illustra lo stato dell’arte della produzione italiana di biciclette degli anni 70-80. E’ possibile osservare da vicino le biciclette dei campioni del Giro d’Italia e del Tour de France.

L’esposizione ripercorre l’evoluzione tecnica delle biciclette da corsa degli anni ottanta. Dal 1933 anno in cui Campagnolo introdusse nelle biciclette da corsa il primo cambio a tre rapporti (permettendo così di affrontare percorsi più impegnativi quali le mitiche salite delle Dolomiti e dei Pirenei) le biciclette sono arrivate ad avere ben 12 rapporti negli anni ottanta.

Anche i telai nel corso degli anni subiscono alleggerimenti di peso e la geometria dei telai viene variata in relazione alle nuove esigenze del ciclismo agonistico e le biciclette vengono rese sempre più efficienti e leggere.

La tecnica costruttiva è stata trasferita anche nelle biciclette da lavoro e passeggio e la produzione di biciclette in Italia risulta in quegli anni elevatissima, permettendo l’inizio della mobilità urbana della popolazione negli anni sessanta-ottanta.

Nell’esposizione ci sono biciclette rappresentative degli anni del boom economico italiano con cambio Campagnolo al telaio e componentistica di altissimo livello che ha portato l’industria di biciclette italiana ad essere leader nel mondo.

Campioni quali Merchx, Saronni, Moser, Hinault e tanti altri hanno vinto Campionati del mondo e Giri d’Italia con queste biciclette. L’acciaio delle tubazioni del telaio veniva lavorato dai telaisti italiani più bravi con risultati incredibili nelle diverse competizioni.

La ditta più importante in quegli anni nella costruzione di tubazioni per il telaio della bicicletta è la ditta Columbus che affina la tecnica di costruzione fino ad arrivare alla costruzione di telai leggerissimi con congiunzioni tra i tubi particolari ed elegantissime. La Colnago Arabesque rappresenta il massimo livello costruttivo di eleganza nelle biciclette da corsa.

Colnago, Masi, De Rosa , Marastoni e tanti altri artigiani costruiscono biciclette come vere opere d’arte. La maestria dei telaisti italiani viene apprezzata da tutti i campioni del ciclismo di quegli anni i quali colgono importanti vittorie.

Campionissimi del pedale hanno pedalato con questi gioielli vincendo le competizioni più importanti e scrivendo così la storia del ciclismo mondiale.

 

 

 

 

 

I VINCITORI DEL CONCORSO FOTOGRAFICO

“La bicicletta per la mobilità sostenibile a Pesaro”

 

 

Paolo Moreschi (1°classificato)

grafico, designer e fotografo. Quindici anni nel settore della comunicazione tra web, grafica stampata, design e fotografia. Attualmente ha uno suo studio di comunicazione e design a Pesaro ma non trascura mai la sua passione più profonda: fotografia di strada, quel tipo di fotografica che esige una continua osservazione a trecentosessanta gradi della tridimensionale che ci circonda.

 

 

Guido Zonghetti (1°classificato)

nasce a Pesaro il 6 Aprile 1967. Laureato in Ingegneria Meccanica, lavora come Responsabile di Ufficio Tecnico in un’azienda che opera nel settore del legno.

La passione per la fotografia lo ha portato a scattare fin da piccolo, ed è tuttora coltivata come un hobby che lo impegna e lo diverte al tempo stesso. I settori in cui rivolge principalmente la sua attenzione sono la fotografia sportiva e di reportage.

Ha dunque realizzato servizi fotografici a Sarajevo, alla Coppe del mondo di Sci Alpino e segue eventi sportivi locali e nazionali, quali pallacanestro, pallavolo, rugby, ginnastica ritmica.

 

 

Vitalia Cojocaru (2°classificata)

La prima macchina fotografica le è stata regalata dai nonni, fu amore al primo scatto.

Ha 17 anni, e poiché ha poca esperienza come fotografa cerca di bilanciare questa mancanza con fantasia, inventiva e personalità.

Si è appassionata a quest’arte per la sua capacità di sorprendere, divertire ed educare.

Può documentare qualsiasi dettaglio con rapidità e precisione e riesce contemporaneamente a cogliere e comunicare emozioni.

Come disse Leifer “La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha” ed è proprio quello che cerca di fare ogni volta che guarda il mondo attraverso un oculare.

 

 

Paola Fabiano (3°classificata)

19 anni, studentessa di lingue orientali all’università Carlo Bo. Sogna un giorno di lavorare come interprete. Nel tempo libero le piace stare in compagnia all’aria aperta, fare lunghe passeggiate con il suo cane e scattare fotografie.

 

 

 

 

In collaborazione con le associazioni Macula e Centrale Fotografia

 

 

 

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