Il Codma di Fano possibile sede di un “polo logistico” per il trasporto su gomma, stoccaggio e distribuzione delle merci

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13 ottobre 2012

FANO – Realizzare, nel territorio di Fano, una struttura a disposizione delle aziende manifatturiere e degli operatori dell’autotrasporto della provincia e della regione per lo scambio e stoccaggio delle merci, il magazzinaggio, lo snellimento dell’attività di distribuzione.

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E’ la proposta della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Fano e della Camera di Commercio, che in un affollato incontro alla Mediateca Montanari di Fano si sono confrontati con rappresentanti della Regione Marche, associazioni di categoria, istituti di credito ed imprese sull’idea di un “polo logistico” per la mobilità delle merci da realizzare in un’area strategica tra la superstrada Fano – Grosseto e l’autostrada A 14, attraverso un finanziamento pubblico – privato. Il tutto, prendendo come base di partenza uno “studio di pre-fattibilità” elaborato dall’Università Politecnica delle Marche su sollecitazione di operatori del settore, che dovrà essere seguito da un vero e proprio piano di fattibilità e finanziario alla luce della crisi economica che nel frattempo si è abbattuta anche sul territorio provinciale.

“In questo momento di crisi – ha detto in apertura dei lavori l’assessore provinciale  alla Mobilità e trasportiRenato Claudio Minardi – bisogna ripensare il sistema economico e cercare nuove opportunità. Il Piano regionale dei trasporti prevede la possibilità di un polo logistico per le zone industriali di Pesaro e Fano, in grado di intercettare finanziamenti comunitari. Una previsione presente anche nel Piano territoriale di coordinamento della Provincia, che nelle sue linee guida ipotizza la realizzazione di una piattaforma logistica funzionale ai trasporti, stoccaggio e distribuzione delle merci, a servizio non solo delle aree industriali di Pesaro e Fano, ma anche delle vallate del Metauro, Foglia e Cesano, fino all’Umbria una volta completata la Fano – Grosseto. Questa struttura, a basso impatto ambientale – ha aggiunto Minardi – servirebbe anche a ridurre il traffico pesante nel centro. Non è in competizione, ma complementare all’interporto di Jesi”.

Il sindaco di Fano Stefano Aguzzi, nell’evidenziare come Fano sia baricentrica nel territorio provinciale (Fano – Grosseto, opere accessorie legate alla terza corsia, vicinanza dell’aeroporto sia al casello autostradale che alle opere accessorie), ha proposto di utilizzare una struttura già esistente, il Codma, nato come centro di smercio di materiale agricolo. “Oltre a non consumare nuovo territorio, sia dal punto di vista urbanistico che ambientale – ha detto Aguzzi -, il Codma ha piazzali già asfaltati, aree coperte e sarà quasi del tutto libero nei prossimi mesi perché abbiamo già spostato in centro storico i laboratori dell’Università. E’ lungo l’asse viario e lungo la bretella e le opere accessorie che verranno realizzate. In quella zona stiamo anche finalizzando i nuovi uffici dell’Ufficio dogane che ora ha sede al porto e che potrebbe essere utile anche per lo stoccaggio. Naturalmente possiamo valutare anche altre aree nelle vicinanze”.

Sull’area Codma si è detto d’accordo anche il presidente della Camera di Commercio di Pesaro e UrbinoAlberto Drudi, che ha suggerito di ampliare le potenzialità della struttura logistica facendone anche un centro per la formazione, la ricerca, lo studio su nuovi materiali. “All’estero ho visitato un polo logistico che aveva all’interno settori per lo studio dei mercati, laboratori per esami di qualità. Dobbiamo pensare all’occupazione dei nostri giovani, in versanti nuovi dell’economia. Dopo questa crisi, niente sarà più come prima. Le imprese, anche piccole, possono unirsi su settori e progetti precisi per andare incontro alle nuove sfide”.

Dopo l’intervento del dirigente del Servizio Urbanistica della Provincia Maurizio Bartoli, che ha evidenziato come il polo logistico rientri a pieno titolo negli interventi strategici di area vasta, previsto nel Ptc provinciale e favorito anche dalla programmazione regionale, la responsabile del Servizio Logistica della Regione MarcheCinzia Montironi ha espresso l’apprezzamento dell’ente, evidenziando come il progetto potrebbe avere accesso ai finanziamenti europei 2014 – 2020. “Nel 2010 – ha spiegato – la Regione ha fatto un bando per potenziare le aree logistiche. A disposizione c’erano 5 milioni di euro di fondi europei. Il Comune di Pesaro è stato tra gli enti che hanno avuto accesso al finanziamento, ma ha rinunciato per mancanza di un’area adeguata. Ad ogni modo, i fondi europei 2014 – 2020, pur se di minore entità, saranno più mirati e finanzieranno interventi già inseriti negli strumenti di progettazione: questo polo sembra dunque avere tutte le carte in regola ed il fatto di essere a servizio del trasporto su gomma, con stoccaggio, logistica e distribuzione urbana delle merci lo rende ancora più coerente con le strategie nazionali ed europee. Attendiamo un progetto più dettagliato per vedere cosa fare insieme a livello di finanziamenti”.

Il professor Giancarlo Giacchetta, ordinario di Impianti e Logistica industriale dell’Università Politecnica delle Marche, ha presentato lo studio di “pre-fattibilità di un autoporto nel comune di Fano” realizzato a suo tempo, supportato da un’indagine statistica tra autotrasportatori e imprese produttive del territorio in cui emerge l’importanza della struttura per ovviare ai problemi della viabilità urbana, dei parcheggi insufficienti, della logistica, sosta, carico/scarico merci, viaggi a vuoto, garantendo anche alle imprese parcheggi e magazzini custoditi. Dallo studio emerge come il 70% dei flussi avvenga nel raggio di 100 chilometri ed il 45% degli spostamenti da Fano sia verso altri territori della provincia. Interessante la testimonianza di un rappresentante della TWS, società che si occupa di logistica, su un progetto di movimentazione delle merci nel settore calzaturiero, mentre l’assessore alle Attività economiche e produttive del Comune di Fano Alberto Santorelli, nel concludere l’incontro, ha evidenziato come Fano abbia tutte le caratteristiche infrastrutturali per essere un punto di riferimento nel centro Italia, proponendo altri momenti di confronto ed una verifica direttamente  sull’area individuata, per poi dare il via alle fasi successive.

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