Il coach delle pari opportunità esalta la VL

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14 ottobre 2012

 

PESARO – Coach Giampiero Ticchi ha ricevuto, per la prima volta da quando allena la Vuelle, i primi cori dei tifosi. Inginocchiato davanti alla panchina, si è voltato verso la tifoseria storica e ha ringraziato. Felice durante e dopo la partita.

 

Giampiero Ticchi, primi cori dei tifosi pesaresi per lui

“Due punti importanti, ci siamo anche divertiti. Credo sia sia divertito anche il pubblico. Gli striscioni di inizio partita (con tutti i nomi dei giocatori e del coach mostrati dalla Vecchia Guardia; ndr) ci hanno dato una grande carica. Potevamo mettere in difficoltà Venezia con i giochi in velocità. Male in difesa nel primo tempo, quando abbiamo subìto anche un brutto 9-0. Discreti in attacco, non riuscivamo a fare la differenza perché in difesa soffrivamo i loro giocatori più importanti. Ai ragazzi ho chiesto di difendere più intensamente, ma senza perdere ritmo e velocità. Quando abbiano difeso 4-5 azioni bene, abbiamo fatto il break con tiri costruiti, di squadra, a parte uno di Cavaliero allo scadere dei 24 secondi. I ragazzi hanno interpretato la loro migliore partita in attacco, limitando i palleggi e cercandosi uno con l’altro”.

 

Coach Ticchi, il suo sistema può essere definito delle “pari opportunità”, visto che anche oggi avete chiuso con cinque giocatori in doppia cifra, peraltro non gli stessi di Biella.

 

“E’ il nostro obiettivo, una delle prime cose che guardo dopo le partite. Se vedo 4-5 giocatori in doppia cifra vuole dire che abbiamo giocato bene. E se sono diversi rispetto alla partita precedente significa che si è fatto meglio. Voglio sottolineare, visto che Andrea Crosariol è qui in sala stampa, che non avevo alcun dubbio sulla sua risposta perché vedo tutti i giorni come lavora. Ma stasera sono molto contento di Reggie Hamilton”.

 

Crosariol racconta la sua prova senza esaltarsi.

 

“Dobbiamo lavorare ancora tanto, ma si sono viste cose interessanti. Ha giocato molto bene Cavaliero, io credo di essere stato bravo a farmi trovare pronto sui suoi passaggi”. Signori, questo e’ il gruppo. Il significato di stare insieme, di lavorare insieme e’ sintetizzato dalle parole di Andrea che ha chiuso con 18 punti, in virtù di uno stupefacente 9/9 al tiro da 2 punti, 7 rimbalzi, 4 recuperi, 1 assist, 3 stoppate date e 30 di valutazione. In verità, gli assist dovrebbero essere due, il secondo sono le sue parole ancora a caldo. Non pensa al suo tabellino, alle sue statistiche, ma al gruppo. Si cresce così.

 

E non a caso, quando si chiede a Daniele Cavaliero quale sia il corrispettivo per gli assist serviti a Crosariol, la risposta del giocatore triestino è un altro assist…

 

“Lui è molto bravo, ha un grande tocco e sa farsi trovare sempre nei posti giusti. E accade perché ogni giorno ci si conosce meglio”.

 

Molto importante anche il fatto che si sia sbloccato Reggie Hamilton…

 

“Reggie è un grande realizzatore – risponde Cavaliero -, su questo non ci sono dubbi, ma è la prima volta lontano da casa, è giovane e bisogna dargli tempo”.

 

Coach Mazzon, dopo la pretattica della vigilia, ha schierato Szewczyk. Una furbata che non ha pagato. A fine gara, però, l’allenatore veneto è molto corretto e prima ancora della prova dei suoi sottolinea quella della Scavolini Banca Marche. Parla solo lui, perché i giocatori sono in silenzio. E non parlano, mettendo nei guai i cronisti incaricati di scrivere articoli sull’Umana Venezia. Il rispetto per il lavoro degli altri non esiste. E’ grande, invece, il rispetto che Mazzon mostra per la Vuelle.

 

“Conoscevo Mack dalla Grecia, ho visto Barbour la scorsa stagione, Hamilton è stato protagonista nel college. E conosco bene gli italiani. Sono convinto davvero che Pesaro possa lottare per un posto ai playoff”.

 

 

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