Ma allora quanto è forte questa Scavo?

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15 ottobre 2012

PESARO – Ma allora questa Scavolini Banca Marche è più forte di quello che ci si aspettava ed è in grado di competere per i playoff come il coach veneziano Mazzon ha dichiarato dopo essere stato pesantemente sconfitto dalla Vuelle? Andiamoci piano con i giudizi affrettati e godiamoci il momento positivo. Non per voler fare i pompieri a tutti i costi, ma la parte abbordabile dal calendario è finita e già dalla trasferta di Siena le cose cambieranno notevolmente per i ragazzi di Ticchi, ma è innegabile che questa formazione stia migliorando domenica dopo domenica, trovando diverse soluzioni offensive e affidandosi ad una discreta difesa nei momenti caldi dell’incontro.

Scavolini Banca Marche saluta la Reyer a fine partita

E’ il lato positivo di non avere una vera stella in squadra, con tutti i giocatori che a turno possono ergersi a protagonista, fa bene a essere soddisfatto Ticchi quando quattro/cinque dei suoi raggiungono la doppia cifra, segnale di una formazione che ha diverse frecce da scagliare a rotazione, senza doversi affidare solamente all’estro dei singoli, Andrea Crosariol che dopo la sciagurata prestazione contro Roma sembrava un ex giocatore, ha dimostrato che se rimane concentrato e presente sul parquet può essere ancora un fattore in questo campionato dove i veri lunghi sono una merce rara, il baby Traini può permettersi di ritornare “normale” se Cavaliero ripeterà la buona prestazione contro Venezia, dove al di là dei 13 punti è piaciuta la sua conduzione del gioco con assist deliziosi per i lunghi e una buona scelta delle conclusioni in penetrazione. E’ una Vuelle che ha margini di miglioramento e che sta aspettando che tutti i suoi effettivi diano un contributo, senza concedersi partite incolori, solo a quel punto si saprà se l’obiettivo rimarrà il 15esimo posto o si potrà guardare un pochino più in su, per adesso godiamoci le due vittorie su tre partite (e con Roma si poteva fare molto meglio).

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Reggie Hamilton è il giocatore timoroso del primo tempo ignorato anche dai compagni che si prende appena un tiro in venti minuti o è quello del terzo quarto in grado di colpire da tre punti e di condurre la squadra giocando bene in transizione? Dalla risposta a questa domanda passeranno molte delle ambizioni biancorosse in questo campionato, con il play tascabile pesarese che fa intravedere a sprazzi il suo talento ma che accusa ancora troppe pause per essere il regista titolare della Vuelle, il ragazzo ha bisogno ancora di qualche partita e di sentire intorno a sé la fiducia dei compagni e del pubblico, per uscire fuori dal bozzolo e trasformarsi in una farfalla, per volare verso obiettivi che la sua carriera al college lasciava intuire ma che la sua prima esperienza fuori dagli States non sembra confermare per adesso, il tempo per migliorare c’è ma non si potrà aspettarlo all’infinito.

Una nota anche sul modo di giocare di questa Scavolini Banca Marche che si differenzia dal resto della serie A per un moderato uso del pick and roll andando alla ricerca di soluzioni offensive diverse e più imprevedibili, si comincia ad intravedere il lavoro di coach Ticchi con il pallone che gira con i tempi giusti alla ricerca del giocatore smarcato, sia per liberarsi per una conclusione da fuori, sia con un assist per i lunghi con Crosariol che ringrazia e schiaccia. Si sono viste un paio di rimesse laterali perfette con un paio di blocchi cechi per liberare sul primo passaggio il tiratore designato, si è vista anche una discreta zona che ha messo in difficoltà la Reyer togliendole i punti di riferimento, sono piccoli accorgimenti che usati nei momenti importanti possono anche fare la differenza tra una vittoria e una sconfitta.

 

I PIU’…….

Andrea Crosariol
Quando riesce a limitarsi nei falli e rimane in campo concentrato senza brontolare troppo con la terna arbitrale è ancora un fattore, certamente per innestarsi ha sempre bisogno di essere servito dai compagni con i tempi giusti non avendo molte soluzioni diverse dalla schiacciata, ma i sette rimbalzi conquistati sono tutti farina del suo sacco.

Antwain Barbour
Continua a cercare troppo i tiri dai cinque metri liberandosi con un movimento all’indietro dal coefficiente di difficoltà elevato, ma il suo tap-in nel secondo quarto rimanendo in aria per un tempo infinito è uno dei gesti atletici più belli visti negli ultimi anni all’ Adriatic Arena.

Tiri liberi
Non diciamolo troppo forte, ma il 19 su 22 di squadra è una statistica che fa bene sperare anche per i futuro.

 

….. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – VENEZIA

Rimbalzi: 37 a 32 per Venezia con 16 rimbalzi offensivi lasciati nelle mani degli avversari, con poca attenzione dimostrata sulle palle vaganti dove i veneziani arrivavano spesso prima dei biancorossi.

Valerio Amoroso: Sbaglia troppe volte i tiri da tre con i piedi per terra che sono sempre stati il suo marchio di fabbrica, ma anche da sotto non riesce a liberarsi per una conclusione ravvicinata finendo l’incontro con un 2 su 11 complessivo da migliorare quanto prima.

Sylvere Bryan: Dopo due belle prestazioni, il dominicano soffre la fisicità di Eric Williams non riuscendo a ripagarlo della stessa moneta in fase offensiva, una battuta a vuoto che non deve preoccupare.

 

DAGLI ALTRI PARQUET

Con l’inizio dell’Eurolega cominciano i “Monday Night” con le formazioni impegnate in Coppa che giocheranno il lunedì sera per il posticipo Rai, nell’anticipo del sabato Bologna espugna con autorità Montegranaro, nette vittorie casalinghe per Biella contro Caserta, Roma contro Reggio Emilia e Brindisi contro Cremona, un tiro sulla sirena di Drake Diener dà i due punti a Sassari nella sfida di alta classifica contro Cantù.

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