Simona Ricci: “Il lavoro prima di tutto, anche la Cgil Provinciale a Roma”

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15 ottobre 2012

Da Simona Ricci, segretaria generale Cgil Pesaro Urbino riceviamo e pubblichiamo:

Simona Ricci

PESARO – “Dar voce ai più invisibili tra gli invisibili. Sabato 20 ottobre saremo anche noi, da Pesaro, in piazza San Giovanni a Roma per la grande manifestazione indetta da Cgil Nazionale dal titolo “Il Lavoro prima di tutto”. Ci saremo anche noi, ci saranno i lavoratori e le lavoratrici delle aziende in crisi del nostro territorio, per dare senso e voce a quelle persone la cui dignità è appesa ad un sottilissimo filo, che rischia di spezzarsi se non si interviene presto per arginare una crisi lunghissima e devastante, che ha destrutturato il sistema economico e la rete sociale ed istituzionale, di questo territorio come della gran parte del Paese. Cgil nazionale ha le sue proposte, contenute in quel Piano per il Lavoro che già dal nome, richiama alla memoria il dopoguerra, quando la Cgil di Giuseppe Di Vittorio propose al paese stremato dalla guerra e da lacerazioni civili devastanti, un piano che aveva al centro il lavoro, la sua dignità, i diritti e la cittadinanza. Questa crisi, lontana dal risolversi, è stata da molti definita un vero e proprio dopoguerra finanziario: può essere utile, allora, andare a rileggersi quel Piano del Lavoro per la rinascita economica della provincia di Pesaro e Urbino che la Cgil di Pesaro, nel lontano 1949 propose ai lavoratori, alle associazioni di categoria e alle istituzioni locali. E può essere sorprendente, per chi non conosce a fondo la storia del movimento sindacale di questo territorio, leggere l’analisi puntuale, con tanto di statistiche e proiezioni, che la Cgil faceva: quasi 15.000 disoccupati, l’aumento vertiginoso degli emigrati per lavoro, oltre 3000 in 2 anni, l’esplosione dei protesti cambiari e dei “crediti su pegno”. Le proposte andavano dalla produzione di energia all’agricoltura e zootecnia, dall’edilizia popolare a strade e lavori pubblici fino ad uno schema che indicava addirittura dove attingere le risorse per lo sviluppo (“ E’ accertato che 1 lira investita nel processo produttivo-economico produce altre 6/7 lire di ricchezza”, scriveva la Cgil, quasi un moderno monito a quelle imprese che hanno disinvestito nei processi produttivi per dedicarsi alle speculazioni finanziarie e alle rendite…).

Poco più di 2 anni fa, assieme a Cisl e Uil, dopo un lavoro interno frutto di un confronto serio e condiviso, consegnammo alla Provincia e alle associazioni, in occasione della presentazione del Piano Strategico Provincia 2020, un documento di quasi 20 pagine ricco di proposte e idee per lo rilanciare lo sviluppo di questo territorio. Fummo gli unici. Oggi siamo qui, nel pieno di una terribile recessione, che sta sfiancando lavoratori e imprenditori, inseguendo le centinaia di crisi aziendali, senza che continui ad esserci una discussione e soprattutto una vera e propria mobilitazione che tenti di far ripartire questo territorio. E’ passato quasi un mese da quando la commissione provinciale per il lavoro, convocata in seduta straordinaria, ha inviato una lettera controfirmata dalla Provincia e da tutte le parti sociali per chiedere un incontro “urgente” (sic!) alla Regione per confrontaci sulla crisi e su come uscirne. Attendiamo ancora una risposta. E mentre la discussione sulle province sembra accartocciarsi inesorabilmente su numeri e confini amministrativi spazzati già via da tempo dalle traiettorie dello sviluppo e, poi, dalla crisi, stenta ad emergere in questa regione una visione dello sviluppo capace di superare i campanili almeno quando si debba discutere di economia, di politiche sociali e sanitarie, di servizi pubblici locali. Altrove, in Europa, ad esempio, sarebbe impensabile che un piccolo comune, magari negoziando bene che vada con un comune confinante, possa pensare di costruire un enorme outlet, con gli evidenti impatti economici, ambientali, occupazionali e sulla mobilità che hanno questo tipo di strutture, senza che questa eventuale decisione sia rimessa ad una discussione condivisa e larga, sia da un punto di vista istituzionale che sociale. Qui la legislazione lo consente, ad ognuno il suo Prg, ad ognuno il suo outlet.

Nel frattempo, e senza alcuna discussione, il governo Monti decreta la scomparsa di confini amministrativi, cancella indistintamente spesa pubblica produttiva e improduttiva, diminuisce l’Irpef e aumenta l’Iva quando sappiamo perfettamente gli effetti che queste politiche produrranno sui percettori di reddito da lavoro e da pensione. Ci stiamo impoverendo, e non solo economicamente. Potremmo uscirne a partire dall’uso del pronome NOI anziché IO.

Un commento to “Simona Ricci: “Il lavoro prima di tutto, anche la Cgil Provinciale a Roma””

  1. Filippo Crescentini scrive:

    Mi ero preso l’impegno di essere presente a tutte le manifestazioni indette dalla CGIL, anche a quelle nazionali. Sabato 20, purtroppo, non potrò esserci, se non con il pensiero. Condivido senza riserve la piattaforma e gli obiettivi della manifestazione. Mi auguro che sia un grande successo. Buon lavoro.

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