Sos crisi: 698mila ore di Cig e disoccupazione al 6%

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16 ottobre 2012

PESARO – Una crisi continentale che non accenna proprio a diminuire. I dati sull’occupazione della nostra provincia nel primo semestre 2012 sono estremamente preoccupanti: disoccupazione al 6%, diminuiscono gli occupati dell’1,4%. Per quel che riguarda le assunzioni mentre nel primo semestre 2011 si era intravista una timida ripresa, ora facendo un raffronto tra il 2011 e 2012 abbiamo un saldo negativo del 6,1%. Se consideriamo poi le assunzioni per tipologia contrattuale osserviamo un trend in crescita del lavoro flessibile a scapito delle altre forme contrattuali (apprendistato, contratti a termine).

Un dato merita di essere segnalato: i voucher venduti dal 1 gennaio al 31 luglio di quest’anno nella nostra provincia sono stati 47.413 la maggior parte utilizzati nei servizi turismo e commercio.

Un altro dato è quello relativo all’iscrizione alle liste di mobilità per licenziamenti collettivi e individuali (l. n. 223 e l. n. 236), lo stock al 30 giugno 12 è di 5.164 unità di cui quasi la metà nel centro per l’impiego di Fano che in questo momento risulta essere il territorio più in sofferenza.

E ancora un altro dato: le domande di disoccupazione e quelle di mobilità indennizzata risultano essere nella nostra provincia 17.791 il 20, 40% in più rispetto al 2011, con una sofferenza maggiore nel fanese dove la differenza nei due anni è del 31%.

Per quel che riguarda la cassa integrazione va detto che nel raffronto tra marzo 2011 e marzo 2012 abbiamo un incremento del 20%, e che la cassa integrazione in deroga rappresenta il 70% delle cig e interessa circa 11 mila lavoratori.

A settembre le ore di CIG ammontano a 698mila, di cui 125mila di CIG ordinaria, 325mila di straordinaria e 248mila di CIG in deroga.

Tra agosto e settembre la CIG diminuisce di appena il 2,3%, soprattutto a causa della riduzione della CIG in deroga (-40%). Aumentano, invece, la CIG ordinaria (+57,2%) e la straordinaria (+46,8%).

Confrontando il mese di settembre con luglio, data la relativa rappresentatività del mese di agosto, si vede un calo delle ore di CIG del 29,4%: in tal caso la riduzione è determinata dal calo delle ore richieste ed autorizzate di CIG straordinaria (-56,2%), dato che la CIG ordinaria e in deroga aumentano a settembre rispetto a luglio (rispettivamente, +27% e +67%).

Rispetto allo stesso mese del 2011, a settembre 2012 la CIG risulta superiore del 24,8%.

Il 2012 mostra valori superiori a quelli del 2011 anche considerando le ore di CIG cumulate dall’inizio dell’anno: 5,7 milioni nel 2011 contro i 7,7 milioni del 2012 (+34,2%).

Dall’inizio della crisi, le ore di CIG cumulate nel periodo “gennaio-settembre” sono raddoppiate.

Le tendenze per le varie componenti della CIG sono così ripartite:

• Le ore di CIG ordinaria sono aumentate a settembre rispetto ad agosto del 57% risultano maggiori del 27% rispetto a quelle del mese di luglio. Dal confronto con quest’ultimo mese, a settembre risulta particolarmente incrementata la CIG ordinaria nel settore del legno (31mila ore, +43,4%), della meccanica (38mila ore, +30,6%), della chimica (7mila ore, raddoppiate rispetto a luglio), mentre una riduzione si osserva per il settore del pellame (-90%).

• Le ore di CIG straordinaria sono aumentate a settembre rispetto ad agosto (+46,8%), ma risultano ridotte rispetto al valore registrato a luglio: -56,2%. Tra luglio e settembre il calo più evidente ha interessato il settore del legno (215mila ore, circa la metà di luglio), mentre aumenta la CIG per la chimica (33mila ore, +15,1%).

• Le ore di CIG in deroga diminuiscono tra agosto e settembre (-40%), ma risultano aumentate rispetto a luglio (+67%), con un incremento particolarmente evidente nel settore meccanico (42mila ore, raddoppiate rispetto a luglio).

 

VOCI PREOCCUPATE

“E’ chiaro che la crisi di questi anni sta cambiando il tessuto produttivo del nostro territorio e ci dicono che le imprese che reggono meglio all’impatto economico negativo sono quelle che hanno allargato i mercati che punto su produzioni innovative o su prodotti eccellenti e marchi di qualità – commenta Loredana Longhin, della segreteria confederale provinciale – Per fare meglio questo ci sarebbe bisogno di un disegno strategico che punti decisamente sulle risorse vere a partire dalla capacità di fare innovazione utilizzando come supporto la ricerca, l’università e valorizzando il sistema di formazione continua, oltre che promuovendo interventi immediati sul fronte del fisco e degli investimenti indispensabili per alleggerire la morsa della disoccupazione e della precarietà e per rilanciare la nostra economia. Per queste ragioni nel corso dell’ultima Commissione provinciale lavoro abbiamo sollecitato la Provincia a richiedere un incontro alla Regione per definire degli obiettivi specifici per aggredire questa situazione che è ancora più drammatica se si considera quanto a farne le spese siano i giovani e le donne. E sabato 20 ottobre saremo a Roma con tutti i lavoratori che hanno perso l’impiego per dire a questo Governo, che oggi più che mai è necessario ripartire dal lavoro per dare fiducia e costruire il futuro”.

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