L’esempio del Centro Studi Vitruviani: la cultura dà lavoro

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20 ottobre 2012

FANO – Sono giovani, pieni d’iniziativa, appassionati di cultura, storia e Vitruvio, i quattro dottorandi, le due borsiste e la giovane ingegnere che, ogni giorno, svolgono studi, indagini e ricerche per il Centro Studi Vitruviani.

 

 

Massimo Gasparini (archeologo, di Fano), Caterina del Bianco (architetto, di Fano), Daniela Amadei (laureata in Ingegneria edile-architettura, di Fano), Alessandra Boldrini (laureata in conservazione dei beni culturali, di Fano), Lucia Paoloni (laureata in conservazione dei beni culturali, di Fermignano), Marco Proietti, (architetto, di Roma), Elena Camerini (volontaria laureata in ingegneria, di Fano). Questi i nomi dei giovani di cui l’associazione Centro Studi Vitruviani, nata nel 2010 e dedicata allo studio e alla divulgazione dell’opera di Marco Vitruvio Pollione, si è arricchita grazie al finanziamento dei dottorati di ricerca da svolgersi sul territorio di FanoAteneo e delle borse di studio della Provincia di Pesaro e Urbino.

 

 

 

“La loro presenza e, soprattutto, il loro lavoro -spiega Paolo Clini, coordinatore scientifico del Centro Studi Vitruviani- sono un importante risultato per il Centro Studi che, tra i suoi obiettivi, vede il coinvolgimento del territorio e attività di alta formazione e lavoro per i giovani studenti e laureati”.

 

 

 

“Collaboro con il Centro -afferma il ventiseienne Massimo Gasparini, archeologo- occupandomi della parte informatica e della realizzazione dei testi sulla mostra ‘La via Flaminia, immagine del paesaggio archeologico’. Il III Symposium è un evento unico e di alto livello culturale, un’occasione straordinaria per portare lustro e conoscenza alla nostra città”. Gasparini, fanese, ha iniziato la sua collaborazione con il Centro Studi nell’inverno del 2010, poco dopo la sua istituzione. Si è laureato nel 2011 in Archeologia, all’Università Carlo Bo di Urbino e, in questo contesto, è entrato in contatto con il professore Mario Luni, docente di Archeologia Classica all’Università Carlo Bo di Urbino, in seguito suo tutor, ha partecipato a diversi scavi in Libia e in altri siti archeologici in Italia, tra i quali quello di Fossombrone”.

 

 

 

“Sono entrata in contatto con il Centro Studi Vitruviani -racconta la dottoranda fanese Caterina del Bianco- quando ho deciso di fare la mia tesi di laurea su Fano e, in particolar modo, sul teatro romano. Dopo essermi laureata in Architettura, all’Università “Alma Mater Stodiorum” di Bologna, ho donato il plastico del teatro, da me realizzato, al Centro ed ho iniziato, così, la mia collaborazione partecipando a eventi e conferenze e a ottobre del 2011 sono entrata pienamente a far parte del team di ricercatori”. Caterina del Bianco, tra l’altro, sta conducendo una ricerca proprio sulla Basilica di Vitruvio.

 

 

 

“Per poter accedere al dottorato -spiega Daniela Amadei, fanese laureata in Ingegneria edile-architettura dell’Università Politecnica delle Marche- ho sostenuto un esame e mi sono posizionata in graduatoria. La mia attività, all’interno del Centro, prevede studi sul territorio e ricerche che hanno, come perno fondamentale, l’archeologia e Vitruvio. Oltre all’attività di ricerca, noi dottorandi siamo di supporto alle due “borsiste” che collaborano con il Centro.

 

 

 

Hanno vinto una “borsa di lavoro” le due giovani laureate, Alessandra Boldrini e Lucia Paoloni. “Lavoriamo a tempo pieno -afferma Alessandra Boldrini, laurea in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Ravenna- per la gestione e la realizzazione del III Symposium del Centro Studi Vitruviani. Ci occupiamo della logistica e manteniamo i contatti con i comuni e gli enti”. “L’organizzazione del convegno è molto stimolante -spiega Lucia Paoloni, laureata in Conservazione dei Beni Culturali all’Università Carlo Bo di Urbino e impegnata alla Scuola di specializzazione all’Università La Sapienza di Roma- perché siamo direttamente in contatto con i professori, provenienti da tutto il mondo, che partecipano al convegno. Siamo state inserite da poco grazie ad un bando, indetto dalla Provincia, siamo state selezionate in base al nostro curriculum e al colloquio che abbiamo sostenuto”.

 

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