Alberi monumentali: il Gelso di Garibaldi a Sassofeltrio e il Tasso di Fonte Avellana patrimonio marchigiano

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24 ottobre 2012

OSIMO – Promuovere la conoscenza delle tecniche di consolidamento e di conservazione degli alberi monumentali delle Marche, come il Cedro del Libano di Villa Simonetti di Osimo (An) che, con i suoi 250 anni di vita, una circonferenza di 7,66 metri e 22 metri di altezza fa parte delle 397 Formazioni vegetali monumentali censite dal Corpo Forestale dello Stato nelle Marche. E’ stato questo lo scopo della giornata di studio organizzata, nel parco della villa osimana, dalla cooperativa FitoArs, specializzata nella cura del verde e associata al Consorzio Marche Verdi, con una dimostrazione di queste tecniche, illustrate su una quercia, che caratterizzano professionalità specifiche della tutela ambientale.

Sono interventi conservativi che permettono di valutare lo stato di salute di questi alberi e d’intervenire a favore della loro stabilità esaminando lo stato delle radici, tramite l’air spade, una tecnica che le libera dalla terra e ne consente la rigenerazione, con l’ausilio dell’aria compressa, e il “tree climbing”, l’arrampicata in albero, che permette la messa in sicurezza dell’albero stesso e, di conseguenza, delle persone o delle cose che si trovano nella sua vicinanza. La filosofia della FitoArs, infatti, è quella di tutelare, salvaguardare questi alberi intervenendo solo se necessario dopo un’attenta valutazione. All’incontro, moderato da Luca Possanzini del Consorzio Marche Verdi e patrocinato dalla Regione Marche e dall’Assemblea legislativa regionale, hanno partecipato, con un saluto, Stefano Simoncini, sindaco di Osimo (An), e Adriano Cardogna, presidente commissione Politiche comunitarie dell’Assemblea legislativa, che ha ricordato, con una certa emozione, che la sua provenienza è proprio quella del mondo della cooperazione forestale. Giulio Ciccalè, settore Forestazione della Regione Marche, ha spiegato come si è arrivati allo studio regionale che ha tracciato il quadro degli alberi monumentali, con un impegno durato oltre due anni, mentre Gabriele Guidi, vicequestore aggiunto del Corpo Forestale dello Stato, ha elencato i più importanti rappresentanti di questo patrimonio paesaggistico regionale fra i quali il Platano dei Piccioni nell’ascolano, con un’età superiore ai 500 anni, il Tasso di Fonte Avellana (Pu) e il Gelso di Garibaldi Cà Micci di Sassofeltrio (Pu) ricordando che “questi alberi sono profondamente legati alla storia dell’uomo, molti di loro nascono, vivono e muoiono con l’uomo, hanno una capacità di coesistenza legata all’umanità”. Gli agronomi Giovanni Morelli di Progetto Verde e Sergio Minelli di Ares hanno spiegato l’utilizzo dei nuovi metodi diagnostici dell’arboricoltura e il progetto d’intervento sul Cedro del Libano di Villa Simonetti.

 

 

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