Choosy? Cara Fornero, passi in via Luca della Robbia

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24 ottobre 2012

PESARO – Choosy. Tradotto: schizzinoso. E’ la nuova etichetta uscita dalla politica per definire i giovani (altra etichetta ormai senza senso che farà la gioia di Crozza e Littizzetto) che non si accontentano della prima offerta che capita e si ostinano, che stupidi, ad aspettare il posto ideale di lavoro. E magari sono pure laureati. Doppiamente stupidi…

Elsa Fornero

Ora, le riflessioni da fare, anche con sfumature escatologiche, sarebbero tante. Come quella di far passare la Fornero per via Luca della Robbia, a Pesaro, davanti al nuovo centro per l’impiego di Pesaro. Al martedì è aperto dalle ore 15 alle 17. Ieri, alle 14.40, fuori dalla porta aspettavano 23 persone. Contate una ad una: 23. E, carissima Fornero, sembravano tutto meno che choosy. 

Ma scusi, che cacchio di messaggio è “siate meno choosy”? Siamo tornati indietro al tempo in cui Berlusconi, per mettere al riparo gli anziani dal caldo, invece di agire sul welfare, consigliava loro di andare allegramente all’Ipermercato per sfruttarne l’aria condizionata? Ma che cavolo di consiglio tecnico è? Ci volete far credere che le ultime generazioni non hanno trovato un lavoro stabile solo perché erano schizzinose? Oppure perché la politica, negli anni, si è inventata una miriade di contratti a termine, pensati male e applicati peggio, ha prodotto contratti nazionali con aumenti ridicoli, solo per  far guadagnare di più alle aziende? Le stesse aziende che, oggi, tranne qualche raro caso, chiudono perché quei soldi non li hanno mai investiti in ricerca, sviluppo, qualità, reale formazione e sicurezza. Ma allora di cosa stiamo parlando?

Nel mio curriculum, oltre una laurea (con 110 e lode), una abilitazione professionale ottenuta dopo praticantato (altro sfruttamento, almeno nel mio caso, legalizzato) di 18 mesi lontano da casa e doppio costoso (tra bolli e tasse) esame sostenuto a Roma (giornalista professionista) e quattro contratti a termine come redattore per un quotidiano, trovano posto lavori di ogni genere svolti quando ancora studiavo o non avevo ben chiaro cosa volessi fare. Altro che schizzinoso: ho fatto l’operaio, il raccoglitore di uva, lo scaricatore, il geometra, il cameriere, il barista e il promoter. Ho fatto di tutto. E ne sono pure orgoglioso. 

Ma di cosa stiamo parlando?

Nel giugno 2013 le Province italiane, tra cui quella di Pesaro e Urbino, saranno commissariate. Anche se nelle Province c’era e c’è un reale contatto col territorio. C’era e c’è il reale polso della situazione che stanno vivendo i giovani e i meno giovani. Altro  che in Parlamento. 

La prima considerazione che mi viene in mente, purtroppo, è che questa sia solo la conferma che la politica nazionale, o parte di essa, o parte di quella che sta sostituendo una parte della politica, fate voi, viva in una dimensione parallela, in una Matrix che rincoglionisce e copre gli occhi dalla realtà reale. Quella in cui loro campano, con i loro ritmi lenti, con decine di migliaia di euro al mese bonificate con regolarità svizzera e non con 800 euro, quando va bene, correndo come pazzi per arrotondare o cercare le offerte tra distributori e supermercati. Quella in cui loro alla fine hanno ancora benefit di ogni tipo e non, quando va bene, contratti a termine, contratti di sfruttamento legalizzato, firmati pure col sorriso. Quella in cui loro usano ancora l’auto blu e non un’utilitaria che segna sempre rosso perché la benzina costa più dell’oro. Quella dell’equità sociale e non dell’interminabile serie di tasse da pagare quando apri un’attività o devi mettere in regola una persona. Quella degli stipendi che, di riffa o di raffa, non si abbassano mai (i loro) e non di quelli lordi del popolo delle partita iva (i veri schiavi legalizzati del terzo millennio: guadagnano una miseria e sul lordo ci devono pagare tasse, inps e commercialista). Quella in cui noi dobbiamo accettare qualsiasi lavoro ma i loro figli (http://www.sora24.it/i-giovani-italiani-troppo-choosy-e-la-figlia-della-fornero-di-sacha-sirolli-44749.html) , guarda caso, spesso occupano posti di lavoro a tempo indeterminato con stipendi che altri non vedranno mai. E non perché sono i più bravi, hanno un curriculum migliore di altri o non sono choosy. Ma solo perché sono figli loro.

 

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