Ricci: “Rimborsi neve?”. Cancellieri: “Promesse vere”

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24 ottobre 2012

URBINO – Non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione. Troppo importante il tema sul tavolo, nonostante il protocollo e i tempi ristretti imposti dalla visita-lampo. Così, dopo la consegna del sigillo d’Ateneo, Matteo Ricci è tornato ancora alla carica sul fronte terremoto bianco a Urbino, direttamente con il ministro dell’Interno.

Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri

Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri

“Ringrazio il rettore Stefano Pivato e il prefetto Attilio Visconti che hanno facilitato il momento opportuno per il confronto – racconta il presidente -. Ho sottoposto nuovamente la questione ad Anna Maria Cancellieri, richiedendo che il governo mantenga la promessa fatta nei giorni dell’emergenza neve. Proprio il ministro, in sede di conferenza Stato-Regioni, aveva esortato Comuni e Province a fronteggiare l’emergenza, rassicurando sul rimborso delle spese. L’emergenza l’abbiamo fronteggiata, anche con buoni risultati. Ma i 46 milioni per lo sgombero neve, promessi da Palazzo Chigi, come noto ancora non li abbiamo visti». La sollecitazione del presidente della Provincia oggi ha smosso qualcosa: «Cancellieri – spiega Ricci – ha riconosciuto di essersi impegnata nei giorni dell’emergenza. Mi ha richiesto di nuovo la documentazione sulla somma urgenza, che ho fatto trasmettere subito a Roma dalla Regione. Il ministro dell’Interno mi ha assicurato che ne parlerà venerdì prossimo, in Consiglio dei ministri. Ora attendiamo notizie da Roma”.

Anche perché il rimborso è indispensabile: “Ho spiegato al ministro – va avanti  Ricci – che se lo Stato non ci riconosce le spese per l’emergenza devono pagare i Comuni. Che poi, però, non riescono a chiudere i bilanci. Ma se la Provincia e le amministrazioni comunali non pagano falliscono le aziende: è un circolo vizioso. Senza contare che, se adesso nevica ancora, nessuno andrà sulle strade a sgomberare la neve. La trattativa sui danni? E’ più difficile ma non rinunciamo neanche a quella. Intanto, però, partiamo da questi 46 milioni”. E se la partita non avrà un sbocco positivo, secondo il presidente «la vicenda non si chiuderà. Siamo pronti a nuove mobilitazioni. Ne va della dignità del territorio e del principio di solidarietà nazionale. Non è ammissibile che dobbiamo essere la prima Regione con la tassa sulle disgrazia e la prima Regione con la disgrazia di serie B”.

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