Accademici da tutto il mondo a Fano per il “III Symposium di Studi Vitruviani”

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26 ottobre 2012

FANO – Quattro giorni dedicati alla cultura classica e all’architettura e ingegneria trattata da Marco Vitruvio Pollione nel suo De Architectura opera letteraria enciclopedica redatta tra il 35 e il 25 a. C.. Il Centro Studi Vitruviani di Fano (Pesaro e Urbino, Marche), chiama a raccolta i massimi accademici internazionali per il “III Symposium di Studi Vitruviani” in programma da giovedì 8 a domenica 11 novembre 2012.

 

Un momento della conferenza

Con il III convegno -commenta Paolo Clini, coordinatore scientifico del Centro Studi Vitruviani- cercheremo di analizzare il rapporto tra la “norma del costruire antico” di Vitruvio e le effettive realizzazioni della stessa. A Fano saranno quindi presenti relatori internazionali che hanno approfondito questo tema: il perché a Roma non si costruiva come Vitruvio insegnava. Ci saranno anche riferimenti al territorio locale, ad esempio alla Basilica di Fano. Nonostante non siano ancora stati ritrovati dei reperti, rimane l’esempio più rappresentativo di edificio costruito sulle norme vitruviane”.

 

“Con questo evento -conferma Luciano Filippo Bracci, presidente Centro Studi Vitruviani- vogliamo evidenziare il significativo legame che la città di Fano ha con Vitruvio, a partire dalla basilica descritta nella sua opera”.

 

Mostre, incontri, convegni, workshop si susseguiranno tra Fano, Fossombrone e Cagli ad iniziare dall’inaugurazione de “La via Flaminia, immagine del paesaggio archeologico” in programma giovedì 8 novembre, alle ore 16, nella sala mostre di palazzo Corbelli (via Arco D’augusto 47 Fano) con visite virtuali alla strada che collegava Fano a Roma. Presenti all’appuntamento Werner Oechslin, Stiftung Bibliothek Werner Oechslin, Einsiedeln, Paolo Clini, Università Politecnica delle Marche, Mario Luni, Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, Andrea Galli, Cirp (Centro Interdipartimentale Paesaggio Univpm Marche). L’esposizione proporrà fotografie e riproduzioni multimediali della Flaminia in cui i visitatori potranno immergersi.

 

L’ambiente originario della via Flaminia -precisa Clini– sarà riprodotto all’interno di una stanza nella quale gli ospiti potranno decidere cosa vedere e dove dirigersi. E’ una modalità innovativa che abbiamo scelto per rendere la mostra il più possibile fruibile anche ai non addetti ai lavori e per coinvolgere il territorio nell’appuntamento, caratterizzato da segni storici di enorme valore”.

 

I presenti potranno inoltre osservare una copia della Tavola peutingeriana, il più antico documento cartografico dell’antichità contente le principali informazioni del mondo conosciuto dagli antichi tra cui percorsi e distanze tra 100.000 chilometri di strade. La mostra sarà visitabile fino a sabato 8 dicembre (orario 16.30-19.30).

 

Durante l’iniziativa sarà inoltre presentato al pubblico il curriculum “Architettura Classica e Studi Vitruviani. Analisi, Rappresentazione, Comunicazione, Tutela” della Scuola di Dottorato in Scienze dell’Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche consorziata con l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e i progetti di ricerca di Daniela Amadei, Massimo Gasparini, Caterina Del Bianco, Marco Proietti promossi dal Centro Studi Vitruviani.

 

A chiudere la giornata del giovedì sarà, alle 21.15, nella sala Verdi del Teatro della Fortuna (piazza XX Settembre, Fano) l’incontro “A cosa serve Michelangelo? Dialogo sulla rovina dell’arte”con Bruno Zanardi (Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”) e di Tomaso Montanari, autore del libro omonimo (Einaudi, 2011). A partire dalla storia del presunto “Crocifisso di Michelangelo” Zanardi e Montanari approfondiranno l’attuale ruolo dell’arte nella società e gli errori “all’italiana” della gestione del patrimonio artistico.

 

La valorizzazione del patrimonio artistico e culturale –ha sottolineato il presidente del Centro Studi Vitruviani- è una questione più che mai attuale e urgente. Le enormi testimonianze del passato sono spesso lasciate all’abbandono, è il caso, ad esempio, del Teatro romano di Fano, e si perdono opportunità uniche di promozione di un territorio e delle sue radici storiche“.

 

La seconda giornata del symposium, quella di venerdì 9 novembre, sarà dedicata al convegno “Vitruvio e l’Archeologia. Tra Norma e Prassi” (info e prenotazioni info@centrostudivitruviani.org– tel. 0721-175162) in programma alle ore 9, nella sala Verdi del Teatro della Fortuna (piazza XX Settembre, Fano). L’alta Cultura si ritroverà a Fano, per approfondire l’opera di Vitruvio, insieme aPierre Gros, professore all’Università di Aix-Marseille I e premio internazionale per l’Archeologia “Antonio Feltrinelli” 2010 dell’Accademia Nazionale dei Lincei, chairman del convegno che coordinerà gli interventi di: Elena Francesca Ghedini e Jacopo Bonetto, dell’Università degli Studi di Padova Università degli Studi di Padova; Mario Luni e Oscar Mei, Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”; Antonio Monterroso, Consejo Superior de Investigaciones Científicas, Madrid; Antonio CorsoAnna Maria Liberati, Museo della Civiltà Romana, Roma; Livio De Luca, Centre National de la Recherche Scientifique (UMR CNRS/MCC MAP), Marseille; Francesca Salatin, IUAV Venezia, Vincitrice Premio di laurea Paolo Taus.

 

S’intitola “La Via Flaminia e il complesso delle Gallerie del Furlo” il workshop di fotogrammetria/lidar organizzato dal Centro Studi Vitruviani in occasione del “III Symposium di Studi Vitruviani”. Proporre appuntamenti di alta formazione è uno degli obiettivi primari del Centro Studi Vitruviani di Fano che, per l’occasione, proporrà a giovani laureandi, dottorandi e dottori di ricerca delle Facoltà di Ingegneria, Lettere e Filosofia, Architettura, Conservazione dei Beni Culturali due giornate di lavoro e di confronto tra due tecniche di rilievo. Il workshop si svolgerà davenerdì 9 a domenica 11 novembre al complesso archeologico di San Vincenzo al Furlo, alla galleria di Vespasiano e alla galleria Piccola site nella Gola del Furlo in provincia di Pesaro e Urbino.

 

Domenica, alle 18, nella sala Mencherini del Teatro comunale di Cagli, i lavori realizzati saranno presentati durante la “Conclusione del III Symposium di Studi Vitruviani”, incontro aperto al pubblico.

 

L’iniziativa è promossa dal Centro Studi Vitruviani in collaborazione con Riserva Naturale Statale “Gola del Furlo”, Provincia Pesaro e Urbino, Comune di Cagli e Leica Geosystems srl. Per partecipare – info: www.centrostudivitruviani.org – www.centrostudivitruviani.org/?page_id=5134 –

Mail: info@centrostudivitruviani.org – oggetto: “workshop Furlo”)

 

 

Il Symposium è in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e l’università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” con il patrocinio del Ministero dei Beni e Attività Culturali e con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, Comune di Fano, Provincia di Pesaro e Urbino, Riserva Statale Gola del Furlo e Sovrintendenza per i Beni Archeologici delle Marche.

 

Il Symposium, un “festival della cultura” da salvaguardare

Ha ottenuto il sostegno dei maggiori enti locali che lo hanno definito “un festival della Cultura classica da tutelare e continuare a promuovere negli anni” il “III Symposium di Studi Vitruviani” in programma dall’8 all’11 novembre a Fano, Cagli e Fossombrone e organizzato dal Centro Studi Vitruviani di Fano presentato oggi, venerdì 26 ottobre, nella sala di Rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano.

 

“Il Symposium, l’appuntamento promosso dal Centro Studi Vitruviani –ha detto Davide Rossi, vicepresidente e assessore alla Cultura della Provincia di Pesaro e Urbino- è un vero e proprio ‘festival della Cultura classica’ con i suoi 4 giorni di eventi dedicati all’approfondimento e alla conoscenza della figura di Vitruvio. Quello del Centro Studi è un progetto da salvaguardare perché rappresenta un importante strumento economico, capace di attirare un turismo ‘alto’ e di arricchimento culturale e spirituale”.

 

“L’anno prossimo –continua Rossi- le competenze in materia di Cultura passeranno dalla Provincia alla Regione. Abbiamo chiesto un incontro all’assessore alla Cultura delle Marche Pietro Marcolini per far sì che la Regione diventi socia del Centro Studi. E’ fondamentale che le Marche decidano di contribuire a un progetto in grado di uscire dal localismo con una coraggiosa ed encomiabile scelta di cultura”.

 

Dello stesso parere il vicesindaco e assessore alla Cultura di Fano Maria Antonia Cucuzza: “Anche il Comune si impegnerà nel tavolo di lavoro per coinvolgere la Regione Marche a sostenere il Centro Studi. Il Centro Studi Vitruviani è un’associazione che riveste un’importanza strategica sia per i suoi progetti pratici, che stanno anche dando lavoro ai nostri giovani del territorio, sia per i suoi obiettivi scientifici e culturali che mirano a diffondere le norme vitruviane, mai così necessarie per rivedere la visione urbanistica e architettonica delle nostre città”.

 

Per Alberto Mazzacchera, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Cagli “il Centro Studi Vitruviani rappresenta una ricchezza non solo per Fano ma per l’intero territorio provinciale. Per questo il Comune ha deciso di entrare a far parte del progetto dell’associazione. La collaborazione è già stata avviata con il restauro del Ponte Manlio, un’opera straordinaria che stiamo ristrutturando grazie a un finanziamento europeo da 158.000 euro e all’appoggio scientifico e pratico del Centro Studi Vitruviani. Per poter conoscere il ruolo di quest’opera posta sulla via consolare Flaminia sarà possibile visitare il box immersivo presente nella mostra ‘La via Flaminia, immagine del paesaggio architettonico’ a palazzo Corbelli a Fano”.

 

Ringraziando tutti gli enti che sostengono il Centro Studi Vitruviani, a partire dai soci fondatori, la Provincia di Pesaro e Urbino, il Comune di Fano, la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, il presidente dell’associazione, Luciano Filippo Bracci, e il coordinatore scientifico Paolo Clini, hanno ricordato la presentazione del primo volume del Centro: “Vitruvio e il disegno di architettura” collana editoriale del Centro Studi Vitruviani edito da Marsilio Editori in programma venerdì 9 novembre, alle ore 9, nella sala di Rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, durante il convegno “Vitruvio e l’Archeologia tra norma e prassi”.

 

 

Vitruvio si fa “virtuale” con la mostra sulla via Flaminia

 Gli studi classici e vitruviani si mettono in mostra con le visite virtuali e i pannelli illustrativi de “La Via Flaminia, immagine del paesaggio archeologico” in programma da giovedì 8 novembre a sabato 8 dicembre, a palazzo Corbelli di Fano (Pesaro Urbino, Marche) nell’ambito del “III Symposium di Studi Vitruviani” iniziativa promossa dal Centro Studi Vitruviani di Fano (Pesaro e Urbino, Marche).

 

Il pubblico potrà ripercorrere il tratto finale di una tra le più importanti arterie viarie del mondo classico che da Roma, passando per Fanum Fortunae, si congiungeva alla via Aemilia in un percorso di oltre 320 chilometri. Palazzo Corbelli ospiterà visite virtuali, monitor touch screen e pannelli illustrativi in cui si potrà rivivere l’atmosfera delle aree archeologiche in analisi suddivise nelle città principali attraversate dalla Flaminia: Fano, Fossombrone, Acqualagna, Cagli e Ponte Riccioli.

 

La mostra, ad ingresso gratuito, sarà inaugurata giovedì 8 novembre, alle ore 16, con una cerimonia alla presenza di personalità del mondo accademico di livello internazionale come Werner Oechslin, della Stiftung Bibliothek Werner Oechslin, Einsiedeln; Paolo Clini, Università Politecnica delle Marche e coordinatore scientifico del Centro Studi Vitruviani; Mario Luni, dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”; Andrea Galli, del Cirp (Centro Interdipartimentale Paesaggio Univpm Marche).

 

Durante la giornata inaugurale sarà inoltre presentato il Curriculum “Architettura Classica e Studi Vitruviani. Analisi, Rappresentazione, Comunicazione, Tutela” della Scuola di Dottorato in Scienze dell’Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche consorziata con l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e i progetti di ricerca di Daniela Amadei, Massimo Gasparini, Caterina Del Bianco, Marco Proietti promossi dal Centro Studi Vitruviani. Il dottorato è interamente finanziato da FanoAteneo e dagli enti del territorio che appartengono all’associazione.

 

A parlarne saranno: Marco Pacetti, rettore Università Politecnica delle Marche; Stefano Pivato, rettore Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”; Stefano Aguzzi, sindaco di Fano e Presidente di Fano Ateneo; Graziano Cerri, direttore della Scuola di Dottorato; Fausto Pugnaloni, coordinatore del Curriculum.

 

L’esposizione è promossa dal Centro Studi Vitruviani che, dal 2010, anno di nascita dell’associazione di Fano (città nella quale Vitruvio pare abbia collocato la sua Basilica, unica opera di cui l’architetto afferma di aver seguito la costruzione), mira a diffondere e promuovere lo studio e la diffusione della cultura classica, dell’opera antica e dell’influenza moderna di Marco Vitruvio Pollione.

 

La mostra è visitabile tutti i giorni da giovedì 8 novembre a sabato 8 dicembre, dalle ore 16.30 alle 19.30. Per gruppi e scuole è possibile prenotare una visita guidata fuori dall’orario di apertura contattando la cooperativa Comedia (dott.ssa Francesca Serallegri 339.4334279).

 

 

Le Gallerie del Furlo, teatro del workshop d’alta formazione del Centro Studi Vitruviani

 S’intitola “ La Via Flaminia e il Complesso delle Gallerie del Furlo” il workshop di fotogrammetria/lidar organizzato dal Centro Studi Vitruviani in programma da venerdì 9 a domenica 11 novembre al complesso archeologico di San Vincenzo al Furlo, alla galleria di Vespasiano e alla galleria Piccola site nella Gola del Furlo in provincia di Pesaro e Urbino (Marche).

 

Il Centro Studi Vitruviani di Fano, istituzione d’eccellenza per gli studi sull’architettura classica, continua la sua attività di alta formazione con un’occasione esclusiva di lavoro e di confronto tra due tecniche di rilievo dedicata a 20 laureandi, dottorandi e dottori di ricerca delle Facoltà di Ingegneria, Lettere e Filosofia, Architettura, Conservazione dei Beni Culturali.

 

Nato nel 2010 con l’intento di porsi a riferimento internazionale per il proprio ambito di ricerca, il Centro Studi Vitruviani -che vede, tra gli altri, il professore Salvatore Settis (della Scuola Normale di Pisa. E’ membro del Consiglio Scientifico di European Research Council, dell’Accademia dei Lincei, dell’American Academy of Arts and Sciences e delle Accademie di Francia, di Berlino, di Baviera e del Belgio) presidente del Comitato scientifico di cui fanno parte, tra gli altri, Pierre Gros dell’Università Aix En Provence Marsiglia (e premiato dall’Accademia nazionale dei Lincei a Roma con il Premio internazionale “Antonio Feltrinelli” 2010 per l’archeologia) e Howard Burns (della Scuola Normale di Pisa. Ha ricoperto, tra le altre, la carica di Professor ordinario of Architecture, Robert C. and Marian K. Weinberg Professor of Architecture alla Harvard University e professore ordinario di storia dell’architettura all’Università di Ferrara)- continua a dare spazio alla formazione e al lavoro dei giovani studiosi italiani.

 

L’attività del Centro –ha precisato Paolo Clini, docente all’Università Politecnica delle Marche e coordinatore scientifico- continua a porsi nel giusto equilibrio tra alta Cultura e divulgazione della classicità in ogni sua espressione, legata, in primo luogo, all’opera di Marco Vitruvio Pollone, autore del De architectura. Il lavoro si propone di mostrare come in sole due giornate di lavoro sia possibile, attraverso le metodiche utilizzate, ottenere ottimi risultati in termini di dati e modelli geometrici, morfologici e comunicativi”.

 

La pratica del rilievo sarà supportata da una serie di lezioni teoriche che forniranno le nozioni di fotogrammetria, scansione laser 3D e restituzione di modelli digitali foto-realistici. Saranno inizialmente presentati e analizzati, oltre a strumenti, sensori e software, diversi casi di studio significativi per la discussione dello stato dell’arte delle metodologie di rilievo e modellazione 3D. I partecipanti dovranno effettuare il rilievo dei resti archeologici, raccogliere dati con macchine fotografiche, laser scanner e rielaborarli con software specifici seguiti dai tutor all’interno di aule appositamente attrezzate.

 

Il workshop si concluderà con la presentazione dei lavori alla conclusione delle due giornate domenica 9 novembre, alle 18, nella sala Mencherini del Teatro comunale di Cagli durante l’incontro pubblico conclusivo del Symposium coordinato da Alberto Mazzacchera, vicesindaco di Cagli (PU) e componente dell’Osservatorio regionale per la Cultura della Regione Marche.

 

L’iniziativa è promossa dal Centro Studi Vitruviani in collaborazione con Riserva Naturale Statale “Gola del Furlo”, Provincia Pesaro e Urbino, Comune di Cagli e Leica Geosystems srl.

 

Per partecipare al workshop mandare CV a info@centrostudivitruviani.org con oggetto: “workshop Furlo” e specificando le competenze informatiche.

 

Fano “Centro di Cultura”, parola di Salvatore Settis

 “Continuare a esplorare i temi legati a Vitruvio, ma anche allargare lo sguardo, con una speciale attenzione a temi di attualità”. C’è tutto l’impegno e la passione di Salvatore Settis _ luminare riconosciuto a livello mondiale per la sua attività svolta nelle più prestigiose cattedre universitarie, tra cui la Scuola Normale Superiore di Pisa, di cui è stato direttore dal 1999 al 2010, dove oggi insegna Storia dell’arte e dell’archeologia classica _ nel programma del “III Symposium di Studi Vitruviani” che si svolgerà a Fano, Cagli e Fossombrone (Pesaro e Urbino, Marche) dall’8 all’11 novembre.

 

Settis è, infatti, dall’anno della sua fondazione, nel 2010, il presidente del comitato scientifico del Centro Studi Vitruviani di Fano. Una scelta fatta per sostenere le “buone e concrete intenzioni di una città piccola, ma importante, come Fano” e del coordinatore scientifico del Centro Studi, Paolo Clini, che ha sottolineato la volontà del Centro di “dare sostegno alla ricerca di giovani studiosi italiani”.

 

 

Che obiettivo si pone il III Symposium?

“Continuare nell’esplorazione dei temi legati a Vitruvio, ma anche allargare lo sguardo, con una speciale attenzione a temi di attualità come la tutela del territorio”.

 

Tra gli argomenti che saranno trattati, c’è anche la tutela del patrimonio storico-artistico, argomento a lei molto caro. La normativa italiana ha fatto passi avanti?

“Purtroppo la normativa ha fatto solo passi indietro, e per giunta la prassi amministrativa e di governo continua su una china perversa, come mostra la proposta di “silenzio-assenso” sulle procedure di autorizzazione a costruire nelle zone vincolate”.

 

Ci sono opere e monumenti, a Fano, che, a suo parere, devono essere rivalutati o tutelati? Il Teatro romano può essere compreso tra queste tracce del passato da salvaguardare?

“Penso che Fano vada vista come una realtà preziosa d’insieme e non come una specie di antologia casuale di singoli scampoli monumentali o di resti archeologici. Se si riuscirà a trasmettere questo messaggio, considerando ogni singolo ritrovamento come un anello di una preziosa catena, in questo contesto la necessaria valorizzazione del teatro apparirà non come un optional, ma come un passo necessario perché cresca l’immagine di Fano non solo come antica città romana, ma come centro di cultura del nostro secolo”.

 

Perché ha deciso di appoggiare, da subito, la creazione di un Centro Studi Vitruviani?

“In una stagione in cui di cultura si parla solo per fare vuota retorica, mentre di concreto non si fa niente, mi è parso che le buone e concrete intenzioni di una città piccola, ma importante, come Fano meritassero una speciale attenzione. Il fattore decisivo è stata la serietà del progetto espostomi da Paolo Clini, coordinatore del comitato, e, soprattutto, l’intenzione di creare borse di dottorato e altre occasioni che possano aiutare i giovani desiderosi di far ricerca. Un punto importantissimo nell’Italia di oggi, dove la ricerca è stata pesantemente marginalizzata e la disoccupazione giovanile è in crescita”.

 

Quanto è stato importante che il Centro Studi Vitruviani sia stato concepito e creato proprio a Fano?

“Non c’è bisogno di ricordare né la straordinaria importanza di Vitruvio come figura-chiave della cultura occidentale, né il suo speciale legame con Fano, per via della sua basilica, ben attestata anche se non conservata. In un caso come questo, il giustificato orgoglio municipale si unisce dunque al desiderio di onorare in concreto, con la ricerca. una figura di primissimo piano”.

Dove può arrivare il Centro Studi Vitruviani, qual è la potenzialità di un’associazione nata in una piccola realtà con un grande progetto?

“Dipenderà dalla costanza con cui si perseguirà il progetto. A me pare che sia indispensabile costruire, passo dopo passo, strutture di lunga durata, anche mediante l’assunzione di bravi ricercatori con contratti lunghi o permanenti. La fama di un centro come questo si forma mediante la bontà dei progetti di ricerca, la loro originalità, l’evidenza dei risultati conseguiti”.

 

Qual è il riscontro ottenuto dal mondo accademico al Centro Studi Vitruviani?

“Finora molto buona: credo che la fama di alcuni dei membri del Comitato scientifico, come Pierre Gros, oggi il massimo studioso di Vitruvio, contribuisca a rendere evidente la serietà delle intenzioni, così come il programma dei Simposii finora organizzati”.

 

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