East Cost, gossip pesaresi a Miami

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30 ottobre 2012

Pu24.it ha pubblicato – raccontata da Lorenzo Scatigna – la storia di Enrico Marcheggiani, pesarese di Gallo di Petriano che da dieci anni vive a Miami Beach e da tre è abbonato agli Heat di LeBron James, Dwayne Wade, Chris Bosh e da questa stagione anche di Ray Allen, che ha lasciato i Celtics per trasferirsi in Florida. I racconti di Lorenzo ci consentono di raccontare, dei pesaresi, ma anche di altri italiani, e comunque di tanti personaggi che vivono a Miami o vanno a trascorrere le loro vacanze al caldo della Florida. Oggi vi proponiamo la prima puntata.

 

di Lorenzo Scatigna

MIAMI (Stati Uniti) – Come ben immaginerete non c’è solo Enrico Marcheggiani tra i pesaresi trapiantati in pianta stabile a Miami. Anzi più che pesaresi, direi feltreschi: infatti sodale di Enrico, anche per estrazione calcistica ma non solo, è Francesco Cecchini di Urbino, parenti a Pesaro, ex colonna difensiva del Cerreto D’Esi, una tecnica rivedibile ma praticamente insuperabile di testa: per capirci, stopper in puro stile Sergio Brio, con indimenticabili stagioni sia nella Pergolese che a Fossombrone ed un lavoro per un’importante ditta di Pesaro che lo portava spesso nel Caucaso. Poi il salto al di là dell’Oceano e ormai da diversi anni broker immobiliare di successo per una impresa costruttrice riminese che ha deciso di erigere edifici tra Miami e Fort Lauderdale. Nel tempo libero si dilettava come istruttore di calcio nei primi Milan Camp a Miami (quelli di Massaro per intenderci) e a diffondere il verbo calcistico nella lega dilettantistica delle emittenti televisive del sud della Florida (ma che razza di Lega è? Eh, lo so ma portate pazienza, sono gli unici americani che abbiamo e ce li dobbiamo tenere), in squadra assieme ad Enrico nei Borders, gli “illegali” praticamente. Ora li trovate entrambi, ogni martedì, evoluire al calcetto del “Roof Top Soccer” a Brickell, quartiere finanziario sulla terraferma.

Avete presente lo stacco pubblicitario della TNT nella partite interne dei Miami Heat quando oltre a squarci di Ocean Drive si intravedono dei grattacieli con un campo da calcetto sul tetto di uno di questi, in stile vignetta di Mordillo in cima al cucuzzolo roccioso? Ecco, anche se non ce l’avete presente quello è il Roof Top Soccer: meta fissa ed obbligata dei malati, europei e non, del calcetto traferitisi a Miami per lavoro (camerieri e baristi), per divertimento o per affari. Quando sono in town per vacanza, quindi spesso, ogni mercoledì sera sfoggiano il loro non ancora sfiorito talento diversi ex calciatori italiani del calibro di Paolo Maldini, Christian Panucci, Bobo Vieri, Stefano Torrisi, Billy Costacurta, Massimo Marazzina. A tirare le fila il più glitterato degli italiani famosi in Florida (dopo l’indimenticabile Giorgione Chinaglia, RIP), l’ex naufrago Rossano Rubicondi che ormai definitivamente sfuggito alle grinfie di Ivana Trump ora + una vera celebrità assieme all’immancabile Teo Mammucari, oltre che al Roof Top, al Segafredo Bar su Lincoln Road a South Beach.

Se mai vi chiedeste quali saranno le prossime stars nostrane ad esibirsi nella terrazza più famosa di Brickell state pure con Ale Nesta, Andrea Pirlo, Bernardo Corradi, Stefano Mauri, tutti già di casa nella glamour Miami Beach, a breve, non appena termineranno le rispettive più o meno gloriose carriere agonistiche. Sempre e comunque aspettando il messia, Alex Del Piero.

Le loro divise autografate intanto sono già gelosamente custodite ed appese in bella vista nell’ufficio di uno dei due soci del Roof Top Soccer, il calciatore messicano Pavel Pardo Segura, già ex Stoccarda ed ora apprezzato centrocampista dei Chicago Fire nella Major League Soccer.

Ah già, dimenticavo: il vero grande motivo d’interesse del Roof Top è il socio del messicano, ovverosia Teofilo Cubillas, il “Pelè peruviano”, considerato il migliore della storia calcistica del suo paese, uno dei più forti sudamericani di sempre nella pratica del gioco del calcio. Una carriera da leggenda per oltre un decennio, dalla fine degli anni ’60 ai primissimi anni ’80, al di là e al di qua dell’Oceano, ora a godersi una meritata pensione in Florida a Coral Springs dove attualmente dirige una scuola calcio per bambini.

A volte quando ne manca uno per fare numero e si è in dispari tutti sperano di vederlo vestido de cortos (come dicono gli spagnoli), ma al suo posto arriva sempre il suo figliolo, Coco Cubillas, pronto a rimpiazzare l’assente di turno. E con tutto il rispetto non è proprio la stessa cosa.

Ma torniamo ad Enrico e Francesco, accomunati da una passione viscerale per il calcio, tifosi juventini doc ma ovviamenti presenti in quinta fila al Sun Life Stadium per l’amichevole Milan-Chelsea del 29 luglio scorso. I biglietti sono stati un gentilissimo e graditissimo omaggio di Massimo Ambrosini (a proposito: sopporta e tieni duro Capitano!), vero e proprio signore del calcio in tutti i sensi ed anche lui ormai di casa a South Beach, tramite intercessione del sottoscritto che vittima di topica colossale non era ancora al corrente della fede calcistiche dei nostri due amici. Ovviamente presenti, dicevamo poc’anzi: sì perché il Calcio (con la C maiuscola, inteso come il massimo campionato Italiano come lo chiamano a queste latitudini) ti fa sentire orgoglioso quando vivi all’estero indipendentemente dai colori della fede, ma il calcio, inteso come passione, ti fa vivere anche storie ai confini della realtà.

Sentite questa: sempre i nostri due di cui sopra, sempre loro, fino a qualche tempo fa, grazie ad un’altra loro conoscenza italiana (credetemi: Miami Beach è davvero piccola) giocavano a calcetto ogni martedì e giovedì sera per/con Tarek, figlio di uno degli sceicchi arabi più potenti e ricchi di sempre, nella sua megavilla da nababbi appunto su Pine Tree Drive.

Chiariamoci fin da subito, il campo da calcetto era la struttura sportiva più piccola all’interno della villa. Villa? Beh, definirla tale è riduttivo, accontentiamoci di magione con campo da golf annesso, attracco per la barca… Barca? Un panfilo più che altro, ed altre amenità varie. In più, non fuori città, bensì su Pine Tree Drive, il viale delle case da favole nella parte nord di South Beach a due passi da Collins Avenue e dalla spiaggia.

Faccio un esempio: la discreta dimora di Dwayne Wade su North Bay Road, lì a fianco, al confronto della tenuta del suddetto arabo è la dependance dove vive il custode.

Tra le altre cose la leggenda narra che questo principe Tarek, per legge divina del suo paese, da quando abbia visto la luce percepisca 10.000 dollari per ogni suo giorno di vita. Brutto? Sfiga tié verrebbe da pensare. Stiamo parlando di fantastilioni altro che l’ Almanacco del Giorno Dopo: “…oggi il sole sorge alle…”. Ma chi si ne frega, per lui basta che sorga ed ogni giorno sono 10 mila facili!.

Parlavamo appunto del calcetto in villa (o chiamatela come volete), il Principino disponeva di guardie del corpo: normale direte voi. Eh no! Queste erano particolari: addestrate da ex-portiere di calcio, messe a fare da scudo al parco macchine, Ferrari e Lamborghini, per parare eventuali pallonate che i nostri due e non solo loro, spesso e volentieri calciavano al di là della recinzione che delimitava il campo.

Il giovane Emiro non si faceva mancar niente, ma proprio nulla: spesso subito dopo la partita di calcetto vedevi arrivare il suo istruttore di pugilato per le lezioni di boxe e per le quali aveva fatto costruire ring apposito. Ovviamente non il tuo solito istruttore di boxe: questo arrivava in Porsche ed era di proprietà; dall’auto scendeva Evander Holyfield! Sì proprio lui, il destro che faceva male, l’ex pluricampione del mondo al quale in un match Mike Tyson per abbatterlo cercò di staccare un orecchio a morsi.

Proprio questi soldi non sappiamo come spenderli eh? Io un po’ di idee alternative le avrei avute. E voi?

Ma come direbbe l’avvocato Buffa, sommo maestro: “…Tutti felici! E d’altra parte siamo in America: sembra un film di Altman….ma è la verità”.

4 Commenti to “East Cost, gossip pesaresi a Miami”

  1. Chicco Tonucci scrive:

    splendido… Lolliz e spero sia solo l’inizio di una serie di articoli sulla SO-FLA Pesarese !!! peccato i lapsus riguardo alle presenze a Milan – Chelsea… non c’erano solo Juventini ma anche un Granata e un milanista insieme!! quindi presenze Pesaresi al Sun Life Stadium sostenitori del gentilissimo, squisitissimo e campionissimo Massimo Ambrosini aggiornato = N. 4 un contributo importante!!

  2. Gregorio Gaudenzi scrive:

    Interessante! Attendiamo con ansia altri articoli…

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