Fp Cgil critica il Comune di Fano sulla vicenda arretrati ai lavoratori

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30 ottobre 2012

Cgil Filmcams

FANO – Sulla vicenda degli arretrati dei dipendenti comunali di Fano interviene la Fp Cgil con una nota firmata da Angela D’Alessandro, responsabile Enti locali della Fp Cgil provinciale.

“In questi giorni – scrive – si è spesso parlato del problema degli arretrati dei dipendenti comunali fanesi. Sono state dette molte cose inesatte o “parzialmente vere”. In particolare la Fp Cgil è stata indicata come quel soggetto che pone il bastone tra le ruote al Comune che invece vorrebbe assolutamente pagare questi arretrati ai dipendenti.

In questa situazione ci sembra opportuno spiegare di chi e di che cosa stiamo parlando.

L’Amministrazione comunale sembra, stando alle cronache locali, che stia parlando di “privilegiati” che hanno un lavoro e che prendono già uno stipendio. Strano mondo il nostro, un mondo nel quale chi ha un lavoro e prende per questo uno stipendio è un privilegiato come se avere un lavoro oggi fosse un privilegio e non invece un diritto. Inoltre questi “privilegiati” sono persone alle quali li lavoro non è caduto addosso, non lo hanno vinto alla lotteria di Capodanno e non lo hanno neanche ereditato dai genitori…. Sono persone che hanno sostenuto un concorso insieme ad altre centinaia (a volte migliaia) di candidati, e l’hanno vinto perché si sono preparate.

Parliamo di lavoratori con stipendi normali, che permettono di sopravvivere con una certa dignità, ma nulla di eccezionale. Anzi, la maggior parte dei “privilegiati” di cui si parla, sono persone che appartengono alla categoria economica più bassa di quelle previste dal Contratto nazionale delle Autonomie locali. Persone che guadagnano anche 16.314,57 euro lordi all’anno. Se togliamo il 30% di tasse (sì, perché questi sono i “privilegiati” che le tasse le pagano tutte, fino all’ultimo centesimo) abbiamo un reddito annuo di circa 11.400 euro.

Vi invito a dividere questa somma per i 12 mesi dell’anno e poi vediamo veramente di chi stiamo parlando.

Infine, queste persone sono le persone che vivono ogni giorno la crisi anche sulla loro pelle, sono le mogli e i mariti di chi ha perso il lavoro, le madri e i padri di chi un lavoro non lo ha mai avuto e forse ha smesso di cercarlo”.

“Gli arretrati di cui si discute – conclude Angela D’Alessandro – riguardano il cosiddetto salario accessorio dei dipendenti degli anni compresi tra il 2007 e il 2011 che è un diritto dei lavoratori. Il salario accessorio è spesso legato ad un ruolo o ad una responsabilità particolari che si richiede loro di ricoprire. Si chiama “salario accessorio” ma non per questo è meno importante di quello principale.

Per tutto ciò, secondo noi, sono inaccettabili le posizioni di chi utilizza strumentalmente la vicenda del contratto dei dipendenti del Comune per sostenere la tesi per la quale, ‘dal momento che c’è la crisi e c’è chi sta peggio di voi, accontentatevi e poche storie. Questa è una china pericolosa per i diritti di tutti i lavoratori, pubblici e privati.

Sono due i quesiti importanti ai quali vorremmo che qualcuno rispondesse: come è possibile che in un Comune di quasi 500 dipendenti il fondo contrattualmente previsto pei i dipendenti e relativo a ben 5 anni sia solo di 720 mila euro? E poi qual è quel datore di lavoro pubblico o privato che sia che ti propone un accordo nel quale scrive sostanzialmente: intanto prendete questo 720 mila euro ma fatemi pure causa perché può essere che voi abbiate ragione nel rivendicare di più?”.

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