Idem e Berruto, Campioni di vita regala emozioni

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31 ottobre 2012

PESARO – Affascinati, emozionati, commossi, avvinti, incollati alla poltrona, ma anche sorpresi, divertiti, entusiasti. Soprattutto grati. Innanzitutto a Barbara Rossi, ripagata in un paio d’ore indimenticabili dei due mesi di fatica, di lavoro per organizzare il primo Meeting Campioni di Vita 2012, e a Giancarlo Sorbini.

“Ma adesso sappi – ha detto a Barbara Luisa Rizzitelli, presentatrice della serata – che dovrai ripeterla in futuro”.

Berruto e Idem sul palco pesarese insieme a Sorbini e Rossi

Non sarà facile ripetere il successo ottenuto da Josefa Idem e Mauro Berruto, ma lo sport è una miniera di passioni, di emozioni, di personaggi. Perché – una sera di più possiamo scriverlo, anzi urlarlo – lo sport è la parte più bella della nostra vita. Lo sport praticato, non quello vissuto in poltrona, con il telecomando, ma anche quello parlato, raccontato, se a farlo sono persone che oltre a vincere medaglie sono “campioni di vita”.

In questo contesto, anche se a qualcuno sembrerà la classica marchetta, è doveroso dire grazie all’Hotel Baia Flaminia Resort, che ha ospitato l’evento che ha portato quattrocento persone nella grande sala congressi, e alla Banca dell’Adriatico, che ha sponsorizzato l’evento. Sappiate che altri hanno chiuso le porte in faccia a Barbara e Giancarlo.

Un lungo, caldo, intenso applauso ha accolto l’entrata in sala di Josefa Idem, alla quale poco prima il presidente Elio Giuliani ha consegnato il premio il Maestro del Circolo della Stampa.

Ed è stata Barbara Rossi, presidente della Snoopy (“una delle poche donne in Italia”, ha ricordato Luisa Rizzitelli), a condividere le sue emozioni…

“Sono giorni che non dormo pensando a questo momento che sognavo da tempo. Qualcuno mi ha detto che sognavo troppo in alto a volere portare qui Josefa Idem e Mauro. Agli allenatori dello Snoopy ho detto: oggi niente allenamento, andiamo a un allenamento di vita”.

In sala, personaggi delle istituzioni, della politica e dello sport. Il sindaco Ceriscioli ha salutato Idem e Berruto e ringraziato “la Snoopy che continua a stupirci. Prima lo ha fatto Giancarlo Sorbini, realizzando un palasport, anzi una Smart Palestra. Oggi ci fa un ulteriore regalo con questi due grandi protagonisti dello sport”.

Il coach dell’Italia medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Londra ha incollato alla poltrona i presenti per tre quarti d’ora, raccontando e raccontandosi con immagini, schede, dotte citazioni e straordinaria umanità.

Ha aperto con il video di Londra, la semifinale persa con il Brasile, la finale per il bronzo vinta con la Bulgaria. E che gioia rivedere sul podio la maglia di Vigor Bovolenta che se ne è andato troppo in fretta. Un’emozione in più nel giorno in cui è nato il figlio Andrea.

“La passione, i sogni, la fatica, sono il mio lavoro quotidiano. Siamo tutti allenatori: di squadre, di persone, di atleti, di dipendenti, di figli…”. Berruto ha illustrato il rapporto tra Potenziale e Risultato e citato Abraham Maslow, psicologo statunitense, famoso per gli aforismi, e Chris Argyris, professore alla Harvard Business School. Quindi ha mostrato uno spezzone del fil “L’attimo fuggente”, quando il professor John Keating, il fantastico Robin Williams, porta i ragazzi di “Welton”, college del Vermont, a giocare a pallone. Insegnava filosofia, amava lo sport. Ci sembra di vedere la scuola… italiana, dove l’ora di educazione fisica viene “rubata” per fare il compito in classe di italiano o latino o matematica.

“Lo sport spinge all’eccellenza; è uno strumento di integrazione; una scuola di fatica, disciplina, merito. Pensate: ogni domenica mattina, tranvieri, macellai, impiegati, operai lavorano per convincere Francesco a passare la palla a Mohamed per fare gol”. Insomma, quello che risulta difficile o impossibile in strada, nelle case, in un autobus, accade ogni volta che si gioca una partita, di ogni sport. “Il problema è capire quale ruolo ha lo sport. Eppure ha una potenzialità anche come investimento economico. L’Italia – ha sottolineato Berruto – è il secondo paese, dopo il Giappone, per numero di over 60. Il budget della mia regione, il Piemonte, per la sanità, ha cifre che – in proiezione Italia – non è sostenibile per un paese come il nostro. La maggior parte delle spese sostenute dal Sistema Sanitario Nazionale riguarda la malattie cardiovascolari, il diabete e quelle provocate dall’obesità e dai disturbi alimentari. Siamo i leader nel mondo per il tifo sportivo, non della pratica sportiva. Se si praticasse lo sport, queste patologie si ridurrebbero del 30 per cento. In Usa calcolano che 1 dollaro allo sport ne restituisce 3 in risparmio delle spese sanitarie. E nei paesi scandinavi, ai quali le agenzie di rating assegnano il Triplo A, il massimo per la situazione economica, il dollaro che valeva 3 diventa 8 in produttività. Chi fa sport, si ammala di meno, lavora di più e di conseguenza più produce. In futuro, però, si arriverà a medici che non prescriveranno più farmaci ma pratica sportiva, anche perché lo sport è inserito nei diritti costituzionali alla salute. Qui, invece, dobbiamo ringraziare società eroiche come la Snoopy che aiutano a fare sport.”.

Dalle immagini di Londra 2012 ai quadri di William Turner, il pittore inglese che ha anticipato l’impressionismo, i quadri di Monet sulla vita in mare (“Burrasca a Etretat”, “Barche sulla spiaggia di Etretat”). Berruto come Turner che – racconta la leggenda – per meglio dipingere la tempesta in mare si fece legare all’albero maestro di una barca, osservando da dentro.

“Sentire, vedere e percepire, da 25 anni lo sport è al centro della mia vita”. Berruto rende omaggio alla pallavolo, ne svela i segreti ai neofiti, la esalta per la felicità dei tanti praticanti presenti. “Il volley è lo sport con più nazioni affiliate alla Fivb che all’Onu. La nostro è l’unica disciplina in cui è proibito fermare la palla, controllarla, e il passaggio è obbligatorio. Abbiamo la più alta densità di atleti per mq. E’ un po’ come fare le vacanze in barca; se tutto va bene, siamo a posto, altrimenti qualcuno finisce fuoribordo. Come nel tennis, niente è acquisito fino all’ultima palla, tutto è in gioco, e noi dobbiamo gestire vittorie o sconfitte parziali. Immaginate la finale dei 400 metri: uno domina i primi 300, poi deve attendere gli altri, fermarsi e ripartire insieme e vince chi fa meglio negli ultimi 100”.

Berruto mostra le immagini del favoloso gol di Maradona, “il gol” commenta il coach di Italvolley. Quello segnato all’Inghilterra in un Mondiale. Nella stessa partita segnò di mano, “la mano de Dios”, e superando in dribbling quasi tutti gli inglesi. “Nella stessa partita, il meglio e il peggio”. Il racconto del cronista argentino è nella storia… “La magnitudine di un campione è proporzionale alla capacità di emozionarsi”.

Ancora un quadro, anzi alcuni quadri. Sono del pittore francese Yves Klein, che cercava la perfezione del blu. Oggi una tonalità di colore blu è defiita IKB (International Klein Blue).

“A proposito di perfezione, vorrei mostrarvi l’esercizio di Jury Chechi agli anelli nelle Olimpiadi di Los Angeles. Quattro anni prima, aveva saltato i Giochi di Barcellona causa un grave infortuno a poche settimane dalla gara. Prese le stampelle e andò a commentare le gare in tv. A Los Angeles gareggiava per ultimo, gli avversari erano stati bravissimi. Serviva l’esercizio perfetto per vincere, lui lo realizzò. Ci sono cose che si possono comprare, ma Walt Disney diceva: se puoi sognarlo, puoi farlo. Ora non è che sia un sogno portare me qui, come ha detto Barbara, ma si possono far altri sogni. Avete visto la foto dell’Italia sul podio, l’ho scattata con il mio telefonino, ecco perché non è perfetta, la mia mano tremava. Ci sono prestazioni figlie di capacità tecniche e capacità emozionali, ma anche del metodo, dell’atteggiamento. Quando allenavo a Montichiari, mi fu chiesto di allenare la squadra dell’ospedale psichiatrico giudiziario a Castiglione delle Stiviere. Abbiamo giocato nel campo di serie A, disputato i tornei e vinto anche una partita. La motivazione, l’atteggiamento. Per questo vorrei mostrare ancora un’immagine…”.

Parte il video che racconta uno straordinario momento di sport, di vita, di passione, anche di limiti. E della voglia di non arrendersi di Gabriela Andersen-Schiess, maratoneta svizzera di 39 anni. Forse vittima di un colpo di calore, disidratata, fu l’ultima a entrare, barcollando. Medici e infermieri e giudici di gara accompagnarono il suo ultimo giro di pista senza intervenire, per non ripetere il caso di Dorando Pietri. Gabriela tagliò il traguardo, poi cadde.

“Quando mi chiedono con che criterio scelgo i giocatori, rispondo: li vorrei così”.

L’applauso della sala non finisce mai.

E siamo ancora a metà serata. La seconda parte, con Josefa Idem, ve la racconteremo domani.

(1-segue)

Un commento to “Idem e Berruto, Campioni di vita regala emozioni”

  1. gianfranco ioele scrive:

    Fantastico!!! Solo l’articolo riesce a emozionare.Figuriamoci a viverlo dal vero.

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