La grande mareggiata: inghiottita la ciclabile. LE FOTO

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1 novembre 2012

PESARO – Qualcuno, avvicinandosi alla chiusura della pista ciclabile tra Pesaro e Fano (con sbarramento ai Gelsi e a Fosso Sejore) ha nominato Sandy, l’uragano che ha devastato la costa di nordest degli Stati Uniti d’America.

Per carità, il senso delle proporzioni esiste ancora. Eppure la mareggiata che ha colpito la riviera marchigiana ha provocato non pochi danni. In particolare, in zona Fosso Sejore e Sottomonte.

I venti dei quadranti meridionali sono pericolosi. E nella notte hanno soffiato fortissimo. Come mostrano le foto, la furia delle acque è stata incredibile. La spiaggia, larghissima, di Baia Flaminia a ponente del fiume Foglia, è un grande lago. Nel molo di levante del porto canale di Pesaro, nella zona della Rotonda Bruscoli, i ciottoli sono arrivati fino al parcheggio davanti al Circolo Canottieri. E così anche sul lungomare, tra la Palla di Pomodoro e il moletto, dove le acque del mare sono arrivate sulla passeggiata in legno e le pietre sono state scagliate fino ai giardini pubblici, sradicando una panchina.

Il peggio, però, lungo la pista ciclabile del mare che collega Pesaro a Fosso Sejore e Fano.

Malgrado i recenti lavori di sistemazione delle scogliere, la mareggiata ha colpito ancora, come in passato, più che in passato. Qualcuno ha detto che mai si era vista una mareggiata così violenta. Il 31 ottobre sarà ricordato per l’acqua piovuta dal cielo, incessante, copiosa, abbattutasi sulla riviera pesarese. La notte tra il 31 ottobre e il Primo novembre per quella arrivata dal mare. Arrivando in bicicletta da Viale Trieste, ci si imbatte nello sbarramento all’inizio della pista, subito dopo il sottopassaggio ferroviario dei Gelsi. La pista è chiusa anche dall’altro lato, al ponticello di Fosso Sejore, all’entrata del camping. Le strutture turistiche di Fosso Sejore si erano protette per la stagione invernale con degli steccati, abbattuti dalla furia del vento e del mare. Chi si è avventurato lungo la pista racconta di vere e proprie colline di sabbia bagnata, di fango. I sottopassaggi ferroviari utilizzati dai bagnanti nella stagione estiva, inutilizzabili. Molti operatori balneari, gestori degli stabilimenti, ma anche dei bar e dei ristoranti, sorti come funghi grazie alla pista ciclabile, sono accorsi subito per verificare i danni.

Alla sommità del cavalcavia in zona Crista, l’assessore Pascucci, che è anche titolare dei Bagni Due Palme, osserva quanto accaduto.

La domanda è spontanea: a cosa è servito spendere tanti soldi per le scogliere, per i recenti lavori atti a potenziarle, se poi una mareggiata, anche se violenta come quella della scorsa notte, cancella tutto?

Le acque sono arrivate fin sotto le strutture in muratura degli stabilimenti. Un lavoro di erosione che presumibilmente metterà a rischio la staticità delle opere.

I danni sono ancora da quantificare, ma probabilmente ingenti. Le forze della natura non guardano in faccia nessuno, anche se quasi sempre colpiscono la povera gente.

 

A FANO

Sono stati segnalati problemi e danni, pesanti, anche a Fano, soprattutto nella zona di viale Ruggeri e in tutta Sassonia sud: la spiaggia, già solitamente di dimensioni ridotte, in alcuni tratti è praticamente scomparsa e la furia delle onde ha travolto anche la vicina strada. L’Anfiteatro Rastatt, emblematico, si è trasformato in una piscina ma allagamenti si sono registrati anche a Baia Metauro e Gimarra.

Ecco il comunicato del Comune di Pesaro:

All’alba del primo novembre una violentissima mareggiata ha investito la costa pesarese arrecando danni a svariate infrastrutture balneari, in particolare a quelle situate nel tratto di costa compreso fra Sottomonte e Fosso Sejore. In quella zona le onde hanno raggiunto gli stabilimenti balneari presenti erodendone gli arenili fino ad intaccare le fondazioni dei capanni e dei chioschi.

La pista ciclo pedonale, nel tratto compreso fra il cavalcaferrovia  – località ”Crista” e i campeggi a Fosso Sejore – è stata in più parti sommersa dall’acqua che vi ha depositato sabbia e detriti, rendendo necessario interrompere la circolazione di pedoni e ciclisti per motivi di sicurezza.

Analoga situazione si è verificata lungo la spiaggia di levante e ponente dove i marosi hanno raggiunto gli stabilimenti balneari più esposti, erodendo anche in questo caso gli arenili e la sabbia accumulata a protezione degli stabilimenti fino ad invadere campi di beach volley, infrastrutture e manufatti.

La passeggiata a mare di piazzale della Libertà, grazie alle scogliere radenti recentemente realizzate e potenziate è risultata parzialmente lambita dagli spruzzi delle onde e detriti senza però subìre danni. Il moletto  in corrispondenza  di viale Zara, più esposto, è stato invece maggiormente investito dalle onde, anche in questo caso senza subire danni.

Il Centro Operativo comunale ha immediatamente attivato le operazioni di messa in sicurezza delle strutture pubbliche, predisponendo i primi interventi per il ripristino della viabilità lungo la pista ciclo-pedonale. A partire dalle ore 14, essendosi ristabilite condizioni meteomarine accettabili, sono intervenuti mezzi meccanici e uomini del Centro Operativo che hanno sgomberato gli accumuli di sabbia sul percorso ciclo-pedonale.  Domani, 2 novembre, anche  con l’ausilio di mezzi meccanici di Marche Multiservizi, si procederà alla completa pulizia.  

 

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