Ticchi: “Clemente ci può dare velocità e assist”

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1 novembre 2012

PESARO – Confermata l’anticipazione: nella notte è pervenuto alla sede di Largo Ascoli Piceno il fax con la firma del contratto da parte di Denis Clemente.

“La Scavolini Banca Marche comunica di aver sottoscritto un contratto fino al termine della stagione sportiva 2012-2013 con il play portoricano Denis Clemente. Il giocatore, nato a Bayamon il 10 aprile 1986, 1.85, arriverà oggi a Pesaro, e si metterà subito a disposizione dello staff tecnico della Vuelle”.

Ticchi durante la consueta conferenza stampa

Come abbiamo scritto ieri sera, Denis Clemente ha giocato tra il 2008-2010 nei Kansas State Wildcats, poi nei Charlotte Bobcats (Usa). Non è stato scelto dalla Nba e così la sua carriera si è sviluppata in Europa, dove ha giocato nel Maccabi Rishon (Israele), nel Maroussi (Grecia) e nel BK Bemaco SPU Nitra (Slovacchia). Quest’anno era arrivato a Napoli, fiducioso di fare bene nel secondo campionato italiano, magari per spiccare il volo come hanno fatto in passato McIntyre e Hickman. Purtroppo, ha vissuto i disastri combinati dai dirigenti del Napoli Basketball. Cancellata la sua squadra, era rimasto in Italia, a Napoli. Una scelta che si è rivelata felice, perché gli ha permesso di mettersi subito a disposizione di coach Ticchi e già domenica sera potrebbe esordire a Reggio Emilia. Con gli appassionati pesaresi che avrebbero la possibilità di vederlo all’opera grazie alla diretta su Rai Sport.

“Non è così automatico – commenta coach Ticchi – perché ci sono formalità da sbrigare…”. “E oggi – interviene l’addetto stampa Elio Giuliani, che ha raggiunto l’allenatore per la consueta conferenza stampa settimanale – la Questura è chiusa”. E’ evidente però che la Vuelle, che è andata a prendere Denis a Pesaro, portandolo subito in città per consentirgli di allenarsi in serata a Gradara, farà il possibile e l’impossibile per tesserarlo entro le ore 12 di venerdì.

Ma perché proprio lui?
“In questo momento – spiega Ticchi – il mercato dei giocatori è particolare. Ci sono quelli che hanno giocato in Europa e sono già accasati; quelli di alto livello, ma sono irraggiungibili per noi; quelli appena tagliati dalla Nba che però non hanno esperienza europea. Escludiamo, ovviamente, gli irraggiungibili. Chi non è mai stato in Europa, arrivando a campionato iniziato, avrebbe bisogno di un adattamento fisiologico, di capire dove si trova e soprattutto di adattarsi a una pallacanestro diversa. Abbiamo optato per chi era già esperto del basket europeo. In questa fascia, Clemente era il giocatore che ci dava maggiori garanzie nel rapporto qualità prezzo”.

Avete preso Hamilton, presentandolo come playmaker, e play non è. Dicono che Clemente sia una copia di Hamilton…
“Denis Clemente ha giocato in coppia con l’ex biellese Jacob Pullen a Kansas State. Pullen è una guardia. Ciò significa che Clemente è più play”.

La caratteristica tecnica che vi ha fatto scegliere Clemente.
“La sua velocità, la capacità di spingere la palla, di giocare in velocità ma sempre in controllo. In una delle poche partite che ha giocato a Napoli, ha servito nove assist. Quindi ha capacità di coinvolgere i compagni. Caratteristiche che possono aiutarci. La sua velocità di base è importante. Non è il play che gioca sotto controllo, ma è abbastanza pensante…”.

La perdita di Traini e l’arrivo di Clemente come cambiano il settore guardie?
“Abbiamo tre giocatori, di cui un italiano che è nostro punto di riferimento. Io penso che dividendo 80 minuti per 3, la media è superiore ai 25 media testa: minutaggio congruo per essere protagonisti dando minuti qualità senza essere spremuti”.

Sicuramente avete chiesto referenze anche dal punto di vista umano…
“Ci siamo rivolti a Bartocci, che lo ha allenato a Napoli. Maurizio ha speso solo belle parole. Io stimo molto Bartocci, ho creduto a questa referenza”.

Clemente, portoricano di 26 anni, nuovo acquisto della Scavolini Banca Marche. Foto tratta dal web

Il giorno dopo Amoroso?
“Ai ragazzi ho detto che Valerio non fa più parte della nostra squadra. Umanamente, mi dispiace molto, perché se scelgo un giocatore, una volta che è con me devo fare di tutto perché faccia parte della mia squadra fino alla fine. Non è stato possibile, ma continuo a pensare che lui sia una buona persona con qualità umane importanti. Lo ripeto ancora una volta: è generoso, combattivo, ma non sempre riesce a controllare le sue emozioni. Se non gioca il suo basket, non è a suo agio, e se si gioca una pallacanestro diversa, più moderna, lui è in evidente disagio. Lui era abituato, e sottolineo abituato, a certe cose e non è riuscito a mettere le sue qualità al servizio di un sistema nuovo, diverso. Valerio ha bisogno di punti di riferimento sicuri, ma io privilegio sempre la squadra rispetto alle individualità. Questo è il problema. Come persona, non ho niente contro, anzi. Ma lui preferisce un modo di giocare standardizzato. La situazione sembra quella di un’azienda moderna che segue l’evolversi delle situazioni e assume solo giovani che hanno più capacità di trovare nuove idee. L’abitudine è un limite non una forza”. Insomma, il triangolo non è un sistema per vecchi. Ma è si può essere vecchi a prescindere dall’età. Si è vecchi se ci si fossilizza”.

Mancinelli?
“Me lo dite voi…”.

Se arrivasse, sarebbe un gran colpo…
“La società ha grande passione, grande cuore e vuole veramente il bene di questa squadra, dei nostri tifosi. Senza Traini si è aperto un buco che dovevamo chiudere assolutamente. A inizio anno nessuno pensava che Andrea avrebbe avuto un inizio così strepitoso, che la squadra sarebbe stata competitiva con tre guardie, di cui una del ’92. Colgo l’occasione per ripetere ad Andrea quanto gli ho detto già personalmente: deve impegnarsi per tornare più forte di prima e riprendersi un’occasione che stava già sfruttando. Senza Andrea, siamo stati costretti a cercare un sostituto”.

Se non arrivasse Mancinelli, cercherete un altro lungo?
“Non è un discorso che riguarda l’allenatore…”.

Con l’arrivo di Mancinelli, difficile, difficilissimo, l’entusiasmo sarebbe grande.
“E si ripercuoterebbe ovunque, a iniziare dalla squadra per proseguire con i tifosi. John Ebeling e Mauro Montini hanno sempre le antenne dritte, sono pronti a muoversi. Dopo l’infortunio di Traini, hanno agito in pochissimo tempo. Il merito è loro, i complimenti vanno fatti alla società”.

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