Si fingono dipendenti comunali per rapinare un’anziana

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2 novembre 2012

anziana

PERGOLA – Derubavano e rapinavano gli anziani vivendo in abitazioni di “lusso e ben arredate”. I carabinieri della compagnia di Fano individuano ed arrestano una pericolosa gang di quattro persone operante nell’intera provincia di Pesaro e Urbino, che a Pergola aveva rapinato in casa un’anziana vedova.

I militari della compagnia di Fano e della stazione di Pergola ieri mattina hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Pesaro, nelle abruzzesi Giulianova e Alba Adriatica, con le accuse di “rapina aggravata in concorso”, tre persone già note alla giustizia dedite professionalmente alla commissione di furti e rapine ai danni di anziani e che operavano in tutte le Marche, mentre una quarta persona, una donna di 20anni (S. M.) è stata denunciata a piede libero per gli stessi reati.

La gang era formata da un uomo e di due donne: il 51enne D. D., la 27enne S. F. e la 50enne D. V., tutti già noti alla giustizia. L’emissione del provvedimento di fermo dell’autorità giudiziaria scaturisce da articolate indagini alacremente condotte dai carabinieri della stazione di Pergola dopo la rapina in abitazione posta in essere dai tre ai danni di un’anziana vedova di Pergola, alla quale era stati sottratti oltre 1.200 euro e diversi preziosi in oro.

Le due donne, spacciandosi per impiegate comunali addette al controllo della raccolta differenziata, si sarebbero presentate, una mattina di metà ottobre, a casa dell’anziana facendosi mostrare come eseguiva la raccolta differenziata e chiedendole il pagamento della somma di 100 euro quale importo dovuto per i rifiuti solidi urbani del mese precedente. L’anziana, a quel punto, si sarebbe recata in camera da letto seguita a distanza dalle due donne, che le avrebbero strappato subito dalle mani la busta che aveva preso dall’armadio, contenente alcune centinaia di euro.

L’anziana avrebbe iniziato a urlare e a supplicare le due donne di lasciarla stare e di andarsene, quando a un certo punto sarebbe entrato nella camera da letto anche l’uomo. A questo punto le due donne avrebbero afferrato per le braccia l’anziana immobilizzandola, mentre il complice pare abbia frugato ovunque, anche sotto i materassi, rinvenendo un borsello contenente 1.000 euro ed oggetti in oro. A questo punto i tre malfattori si sarebbero dati alla fuga.

L’anziana veniva poi soccorsa dal panettiere sopraggiunto poco dopo e dai vicini di casa che chiamavano i carabinieri. Le successive indagini svolte dai militari, supportate dalle testimonianze della vittima e del panettiere, che avrebbe incrociato lungo la strada ove abita l’anziana un’Alfa 147 con a bordo quattro persone (tre donne ed un uomo), e anche i filmati delle telecamere ubicate lungo le principali arterie stradali cittadine, hanno poi consentito di individuare l’utilizzatore dell’autovettura in D.D. ed il resto della banda.

A nulla è valsa la circostanza che le lettere delle targhe della macchina in uso ai malfattori erano state modificate con nastro adesivo nero (una C era divenuta O e la P una R) allo scopo di eludere eventuali ricerche ed assicurarsi la fuga. I carabinieri ritengono che i tre arrestati, che sono stati tradotti nel carcere di Teramo, e l’altra donna denunciata a piede libero (era rimasta nell’autovettura) abbiano commesso numerosi furti e truffe ai danni di anziani nella provincia di Pesaro e Urbino e, a tal fine, stanno acquisendo e valutando tutte le denunce presentate al riguardo da persone che potrebbero essere state derubate dalla banda con modalità analoghe (ad esempio presentandosi quali impiegate delle Poste o di banca addette al controllo delle pensioni o delle banconote per verificare se fossero o meno false, o come impiegate comunali addette al controllo dell’Imu, eccetera, o ancora come responsabili di una certa assicurazione la cui rata per l’autovettura non risultava versata dal figlio o dal nipote).

L’autovettura in uso alla banda – dedita alla commissione di reati particolarmente abietti e riprovevoli perché colpiscono persone anziane sole ed indifese – è stata sottoposta a sequestro.

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