Cavalli, la Fotografia marchigiana si studia alla Rotonda

di 

3 novembre 2012

SENIGALLIA – Un corso di fotografia ci porta a Senigallia, alla celebre Rotonda sul mare, per due lezioni che trattano di altrettanti maestri dell’arte marchigiana: Giuseppe Cavalli e Mario Giacomelli.

 

Martedì 30 ottobre l’associazione culturale Centrale Fotografia, con sede a Fano, ospita Mina Cavalli, per commentare le opere del padre, l’avvocato Giuseppe Cavalli, celebre per il suo contributo all’arte della fotografia, morto nel 1961. Dopo una breve presentazione di Marcello Sparaventi, iniziano a scorrere le foto. Ben presto, Mina si sofferma sulla foto intitolata: “in castigo”, dove una bambina proietta la sua ombra leggera sul muro, ai piedi di una scala.

Racconta: “Mio padre, siccome ero la più paziente, mi faceva stare lì in posa per ore, in attesa che il sole arrivasse a fare il gioco delle ombre. Questo è uno dei motivi per cui odio le fotografie, o almeno odio farmi fotografare”. Sullo stesso gradino, nel 1949, è stata scattata la celeberrima foto della pallina, considerata uno dei capolavori di Cavalli, oggi custodita in un museo a New York. Ma andiamo con ordine…

Finita la guerra, Giuseppe partecipa ad un concorso a livello nazionale, a Bologna, presentando un originale ritratto di Mina: “Erano gli anni delle maggiorate, della Loren e della Lollobrigida; io ero un’adolescente, non mostravo un sorriso accattivante ed ero ritratta con la testa tagliata, senza l’orecchio”. Vuoi per lo sguardo e i suoi occhi chiari, vuoi per la luce morbida, la foto vince il primo premio. La notizia arrivò a casa con un telegramma.

Prosegue Mina: “Mio padre aveva una visione luminosa, idilliaca, contrapposta ai colori forti, malinconici di Giacomelli”. Il primo giocava con i colori chiari, dal grigio al bianco, il secondo quasi non conosceva il grigio e produceva immagini di forte contrasto, che alternavano il bianco abbagliante al nero più cupo. In alcune immagini di Cavalli, però, troviamo alcuni elementi simili, le vedute sui campi dall’alto o zone d’ombra al di sotto di un crinale.

Breve intervallo relativo alla tecnica, a cura di Paolo Giommi. Si dice che alcuni fotografi la padroneggino, ma che altri diano libero sfogo alla creatività senza conoscerla: è il momento buono per chiedere a Mina: “Papà diceva che è importantissimo conoscere la tecnica, fino al punto da applicarla senza pensarci”.

Erano gli anni dei gruppi Misa (dal nome del fiume che attraversa Senigallia) e “La bussola”.

Il primo, si era formato a Senigallia e vi facevano parte autori come Mario Giacomelli, Piergiorgio Branzi, Ferruccio Ferroni e Riccardo Gambelli. “Il Misa si era sfasciato presto, perché alcuni volevano fare foto documentarie, altri volevano fare foto artistiche”.

Nel secondo militavano invece alcuni amici di famiglia: l’ingegnere, ovvero Enrico Mochi ed il fotografo delle dive, Federico Vender. Del primo, Cavalli riteneva che: “ha una faccia da condottiero rinascimentale”. Prima di ritrarlo gli disse: “Enrico, fai la faccia dura”.

Mina ricorda di Vender: “Fotografava sempre belle ragazze e dive, ma quelle non sapevano fare un bel niente, per cui doveva istruirle”. Un giorno, Vender si trovava a Senigallia ed aveva chiesto che gli si presentasse una bella ragazza del posto per fare alcuni scatti. A Cavalli la scena piacque, decise di scattare una foto inquadrando sia l’amico che la modella, mentre il primo era inginocchiato a dare istruzioni e la seconda armeggiava con un ombrellone bianco, nei pressi della Rotonda.

Cavalli muore d’infarto nel 1961, all’età di 57 anni.

Ma come faceva Giuseppe ad ottenere quei colori? “Per lui, stampare una fotografia era come tirare su gli spaghetti, bisogna toglierli al momento giusto, prima che i colori scuri possano emergere. Una volta cercammo di duplicare alcune di queste stampe per farne un catalogo, fu molto difficile; per alcune fu addirittura impossibile ottenere gli stessi toni, perché sfumavano in un baleno”.

Ad un certo punto, le immagini finiscono. Per prassi, dovremmo essere noi a porre qualche domanda ma questa volta le parti si invertono: “Dopo più di cinquanta anni, ancora trovate interessanti queste foto?” Non è necessario rispondere, l’applauso è già abbastanza eloquente.

La prossima settimana, ci sarà un incontro su Mario Giacomelli.

Per i curiosi, ricordo che la mostra: “Poetica dei toni grigi” su Ferruccio Ferroni e Riccardo Gambelli si chiude a Rimini il 4 novembre e che nel pomeriggio sarà presente Gambelli in persona.

Enrico Chiaretti

 

 

GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI ENRICO CHIARETTI:

 

 

Link:

La foto di Mina nel 1947 proviene dal sito del Museo di Roma http://www.museodiroma.it/mostre_ed_eventi/mostre/giuseppe_cavalli_fotografie_1936_1961

 

Per informazioni su “Poetica dei toni grigi” consultare il sito di Centrale fotografia http://www.centralefotografia.com/

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>