Festa dell’Unità d’Italia e delle forze armate, ecco il discorso di Cesare Venturi

di 

4 novembre 2012

PESARO – Ecco il discorso del presidente del coordinamento delle associazioni combattentistiche e d’arma, cavaliere di Gran croce Cesare Venturi, in occasione delle celebrazioni del 4 novembre:

FESTA DELL’UNITA’ D’ITALIA E GIORNATA DELLE FORZE ARMATE

Un cordiale saluto al Sig. Sindaco, Luca Ceriscioli, a S.E. Prefetto di Pesaro e Urbino, dott. Attilio Visconti, al presidente della Provincia, a tutte le autorità civili e religiose e a tutti i presenti oggi. Un saluto particolare al nuovo Comandante del 28 reggimento Pavia, colonnello Giovanni Gagliano.

Oggi per noi è una grande festa.

La data odierna è infatti una molteplice ricorrenza: l’anniversario della conclusione della prima guerra mondiale- chiamata anche la Grande Guerra-, dell’unità nazionale e la festa delle Forze Armate che sono state, insieme agli altri attori, artefici dell’unità della nostra Italia.

Questi anniversari sono state giustamente riportati nel manifesto stampato dal nostro coordinamento in occasione di questa giornata.

Infatti, oggi dobbiamo ricordare- perchè questo è il nostro impegno-, il sacrificio di tutti: dei combattenti decorati, degli invalidi e mutilati, dei partigiani, dei reduci, degli ex deportati e caduti, degli ex internati, dei civili. Di tutti quelli che hanno donato la loro vita per una Italia libera ed indipendente.

Ho spesso citato i numeri perché penso che sia importante avere il polso della tragedia.

Bene, dal 24 maggio 1915 al 4 novembre 1918 i morti furono oltre 8.500.000. A questi si devono aggiungere circa n. 21.200.000 di feriti e 7.7000.000 dispersi o prigionieri .

L’esercito italiano contribuì a questo tragico bilancio con oltre 5 milioni e mezzo di mobilitati, 947.000 feriti, 600.000 prigionieri o dispersi e 650.000 morti. La nostra Regione partecipò a questo fardello con quasi 20.000 morti (11% dei giovani chiamati alle armi).

Il nostro impegno quale Coordinamento delle associazioni combattentistiche è d’arma è proprio quello di far “rivivere” il sentimento di orgoglio di appartenenza ad un popolo che è fiero di aver combattuto per un grande ideale: l’unità della nazione.

In tutto questo noi “manifestiamo” la più forte riconoscenza alle Forze Armate, presidio delle istituzioni repubblicane. Voglio ricordare tutti i militari che anche all’estero stanno rischiando la loro vita per la nostra pace e la convivenza tra le nazioni. Certo, in questo particolare momento storico, dove le sfavorevoli congiunture economiche ci portano a valutare bene l’impiego delle risorse pubbliche saremmo tentati in una facile propaganda di tagli. Niente di più giusto. Ma dobbiamo sempre avere in mente che la pace, purtroppo, è un bene che va conquistato giorno dopo giorno e i nostri militari hanno questo compito.

Nel nostro manifesto abbiamo usato un verbo: “Perseverare”.

Lo abbiamo usato abbinandolo al concetto di “volontà di trasmettere”. Infatti, noi continueremo imperterriti a trasmettere ai nostri figli, ai nostri nipoti il ricordo, la memoria di tutti gli eventi che hanno determinato, in 150 anni, la nostra attuale condizione di nazione unita e libera.

Abbiamo alle nostre spalle due importanti simboli:

La Cappella Sant’Ubaldo e il Bollettino della Vittoria del generale Diaz.

Il primo è un luogo della memoria che ci ricorda i nostri morti delle guerre. Il secondo non è un esaltazione della guerra bensì un inno alla pace, un ricordo degli eroi che hanno combattuto non tanto per estendere i propri confini geografici , ma per donare al popolo italiano quei valori che sono stati i pilastri fondamentali della nostra Costituzione.

Viva le Forze Armate
Viva l’Italia.

Cesare Venturi

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>