Ma in Marocco i bambini non dormono mai?

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4 novembre 2012

bambini Marocco

MARRAKECH (Marocco) – Ma secondo voi una sala giochi per bambini (quelle con le piscine di palline e i giochi gonfiabili) è normale che sia aperta fino a mezzanotte tutti i giorni della settimana?

Va bene che c’è anche il bar per i genitori, ma i bambini a mezzanotte non dovrebbero essere a letto?

Facciamo un passo indietro…

Chiunque abbia avuto l’occasione di viaggiare un po’ si è accorto che ogni paese ha le sue abitudini in termini di orari. E non sto parlando del fuso orario, ma dagli orari medi in cui ci si alza, si pranza, si cena e si va a nanna.

In generale più si va verso sud e più tutto è ritardato. Dal pranzo alle 3 del pomeriggio alla cena alle 10 di sera.

E non c’è bisogno di andare lontano, nel nord Italia si cena alle 7, al sud alle 10…

Io per natura mi sento più vicina agli orari nordici, ma è una questione puramente personale. In più ci sono ragioni oggettive a questo sfasamento degli orari. In paesi caldi la sera è l’unico momento della giornata in cui si possa uscire senza farsi arrostire dal sole, quindi è logico che gli orari serali siano dilatati.

Detto questo, non vi sembra un po’ innaturale far seguire questi orari anche ai bambini? Persino quelli molto piccoli?

Qui in Marocco è normale che i figli vadano a letto nello stesso momento dei genitori, anche a mezzanotte o più tardi. Se si gira per le stradine della medina (città vecchia) la sera alle 11, o anche dopo mezzanotte, è pieno di bambini di tutte le età, anche di 2 o 3 anni, che giocano per strada.

Mi chiedo come facciano poi al mattino, per far sì che si sveglino in tempo per l’asilo o la scuola o semplicemente per permettere ai genitori di andare a lavorare. Con quali energie possono affrontare la giornata?

Insomma un conto sono le abitudini di un paese, un conto le esigenze fisiologiche dei bambini.

Un commento to “Ma in Marocco i bambini non dormono mai?”

  1. Mario scrive:

    Carissima,evidentemente la questione è puramente,come dici tu,”fisiologica”: semplicemente si è abituati cosi’,anche i bambini! E sarebbe letteralmente una violenza cambiare questo modus vivendi per la “fissa” di rispettare determinati orari che,come hai detto tu,sono determinati dai fenomeni naturali (caldo/freddo ecc).
    Sentiresti tu la mancanza di un qualcosa che non hai mai avuto? Ad esempio,quanto ti manca mangiare carne d’alce? Credo assolutamente per niente,ma un mio amico finlandese non capiva assolutamente come facessimo a stare senza.
    Stessa cosa per gli orari: se si è abituati a riposare dopo pranzo, che a livello di fisiologica medica è un qualcosa di assolutamente consigliato e anzi ormai adottato da alcune multinazionali americane,si puo’ tirar tardi molto di piu’ rispetto a chi non riposa.

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