Provincia, una firma che fa respirare le imprese

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5 novembre 2012

PESARO – Intesa Sanpaolo e Banca dell’Adriatico hanno firmato oggi con la Provincia di Pesaro-Urbinoun accordo per anticipare il pagamento delle fatture alle imprese fornitrici dell’ente, con l’obiettivo di mantenere elevato il livello di servizio ai cittadini e sostenere l’economia del territorio. Con la firma della convenzione, avvenuta nella sede della Provincia, Intesa Sanpaolo e Banca dell’Adriatico promuovono sia la cessione pro soluto che l’anticipo pro solvendo a tassi agevolati a favore delle aziende che vantano crediti verso l’ente e che subiscono ritardi nei pagamenti per gli effetti distorsivi indotti dal patto di stabilità.

Dal Mas e Ricci firmano

La convenzione, resa possibile dalle previsioni del Decreto Anticrisi, permette lo smobilizzo dei crediti vantati verso la Provincia fino al 100% dell’importo. Nel territorio provinciale sono circa 70 le imprese creditrici dell’amministrazione di viale Gramsci. Grazie all’accordo, potranno cedere pro soluto i propri crediti da 50.000 euro a un massimo di 1 milione di euro a Intesa Sanpaolo, che ha attivato e reso disponibile per queste operazioni un plafond di 3 milioni di euro, e potranno richiedere l’anticipo dei crediti pro solvendo di qualsiasi importo a Banca dell’Adriatico che, dopo l’esame del merito creditizio, provvederà in tempi contenuti all’accredito. I crediti potranno essere prontamente liquidati non appena la Provincia di Pesaro-Urbino ne avrà certificato l’esistenza e l’esigibilità con le modalità previste nell’accordo. L’iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa in Provincia.

“Ringrazio Banca dell’Adriatico del Gruppo Intesa San Paolo per questa opportunità – ha detto il presidente della Provincia Matteo Ricci -, è una nuova azione anticrisi che si somma a tante altre messe in campo insieme. Purtroppo, a causa del patto di stabilità, gli enti locali stanno diventando soggetti che deprimono l’economia, perché non riescono a fare lavori e, quando li fanno, non possono pagare le imprese, pur avendo liquidità. Spero in un allentamento del patto di stabilità, almeno per gli enti più virtuosi”.

“In un contesto economico che mostra ancora segni di difficoltà, – ha detto il direttore generale di Banca dell’Adriatico Roberto Dal Mas – vogliamo dare un concreto aiuto al tessuto produttivo locale, attivando un’ulteriore fonte di liquidità, prontamente accessibile, al servizio delle imprese fornitrici della Provincia.Questo accordo, che non comporta oneri finanziari a carico dell’ente, rende possibile la continuità delle forniture erogate alla Provincia da parte dalle imprese creditrici, in gran parte piccole e medie imprese del territorio, che otterranno rapidamente i pagamenti dovuti ricevendo così nuova liquidità per operare e crescere”.

“L’accordo – ha detto l’assessore provinciale al Bilancio e Attività produttive Renato Claudio Minardi – potrà favorire non solo le imprese creditrici della Provincia, ma anche dei Comuni del territorio provinciale che vorranno usufruire di questa opportunità. Sono polemico col Governo, che emana provvedimenti imponendo agli enti locali di pagare entro 30 giorni, al massimo 60, e poi lascia gli enti stessi bloccati dal patto di stabilità. Noi abbiamo una liquidità importante nelle casse della Provincia e saremmo in condizione di pagare subito se lo Stato non lo impedisse”.

“Ho avuto modo – ha detto il presidente della Banca dell’Adriatico Giandomenico Di Sante – di apprezzare in più occasioni il presidente Ricci e la sua giunta, l’impegno e la capacità di sostenere l’economia in un momento così delicato. Pur essendo il nostro un grande gruppo a livello europeo ed internazionale, abbiamo una forte attenzione al territorio. Sappiamo quanto costa per tanti imprenditori, anche piccoli, non poter disporre delle somme loro dovute. A loro va la nostra attenzione”.

L’accordo è solo il più recente di una serie di convenzioni già attivate da Intesa Sanpaolo e Banca dell’Adriatico con numerosi enti locali del territorio, contribuendo così ad alleviare la pressione finanziaria che grava sugli Enti e sulle imprese marchigiane.

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