L’attacco della Fp Cgil all’Asur: “Efficiente solo nell’applicare la spending review”

di 

6 novembre 2012

Roberto Rossini, segretario generale Fp Cgil Pesaro e Urbino

Roberto Rossini, segretario generale Fp Cgil Pesaro e Urbino

di Roberto Rossini*

PESARO – “Dopo tre lunghi mesi di totale silenzio da parte dell’Area vasta 1 e la unilaterale sperimentazione di una nuova forma di relazioni sindacali adottata dalla stessa, per cui ad ogni lettera formale di richiesta inviata dalla FP CGIL di Pesaro e Urbino l’azienda si limita a “non rispondere”, si è finalmente svolto questa mattina l’incontro di confronto con le organizzazioni sindacali del comparto sanità.

Nulla di concreto è stato detto in merito alle nuove dotazioni organiche e alla carenza di personale sanitario che dopo due anni dall’applicazione del blocco del turnover al 70% sta mettendo fortemente in discussione la tenuta del servizio sanitario provinciale.

Poco più di nulla allo stesso tempo ci è stato comunicato relativamente alle questioni attinenti alla riorganizzazione in Area vasta dei servizi e degli uffici dell’Asur.

Su quest’ultimo punto a dire il vero molto poco ci aspettavamo dalle comunicazioni del direttore, non solo perché in questi mesi alle nostre numerose sollecitazioni formali non ha risposto, ma soprattutto perché di modello riorganizzativo previsto nel tanto sbandierato piano di Area vasta molto poco si è visto e molto poco a nostro avviso si vedrà stando a quanto contenuto nella approvanda legge di stabilità.

Temiamo che questo ulteriore taglio di posti letto (469 su base regionale) vada a gravare su un territorio, il nostro, che è già abbondantemente nei limiti previsti dalla spending review, mentre ben altri sarebbero i risparmi da affrontare. Prova ne è il fatto che lo stesso direttore generale dell’Asur, il dottor Ciccarelli, in un’intervista recente ad un quotidiano locale affermava per noi una drammatica ovvietà, ovvero “che hanno ragione le organizzazioni sindacali a denunciare che sin qui i risparmi di spesa sono stati fatti esclusivamente con i tagli al personale e che la riorganizzazione del Servizio sanitario regionale, non è ancora stata fatta”. Parole lapidarie e che neanche il più critico tra i sindacalisti avrebbe detto e che invece sono state pronunciate da chi, sin qui, avrebbe dovuto guidare il processo di riorganizzazione.

Se il quadro prospettato sarà questo, difficilmente si potrà pensare che quanto contenuto nei piani di area vasta possa essere adottato. Bene avevamo fatto nel criticare non solo il contenuto di quei piani, affatto rispondenti alle concrete esigenze di riorganizzazione del servizio sanitario, quanto la pervicace intenzione dell’Asur e della Giunta regionale nel voler approvare i piani alla vigilia della norma sulla spending review. Tanto più ora che la legge di stabilità pone la nostra regione di fronte ad un nuovo più incisivo taglio dei posti letto.

Nel frattempo, pur non avendo provveduto a nessuna consistente riorganizzazione, l’Area vasta n.1 ha comunque preso alcune decisioni che nella migliore delle ipotesi potremmo definire incoerenti e nella peggiore discutibili confermando che non c’è, in questo momento, una visione chiara e coordinata di azioni da intraprendere ma esiste solo un atteggiamento che vede la risposta alle emergenze come l’unica linea di azione.

L’emblema di questa situazione è quanto accade al personale amministrativo di Pesaro e Urbino che si trova oggi a decidere del suo futuro professionale senza che questo sia accompagnato da un disegno organizzativo chiaro che in qualche modo possa essere utile anche a tutto il personale dell’Area.

Non abbiamo ancora compreso la motivazione per la quale la Direzione ha deciso di eliminare 15 posti letto del reparto di medicina nell’ospedale di Fossombrone (l’unico ospedale dell’AV su cui si abbatte continuamente la scure dei tagli). E’ una decisione che agli occhi di qualsiasi cittadino appare in contrasto con quanto discusso per mesi con l’assessore regionale alla Sanità e con il direttore del dipartimento Salute della Regione, per i quali era diventato quasi un “mantra” l’obiettivo di giungere alla conversione dei posti letto per acuti in posti per lungo degenza e post-acuzie (discussione che ovviamente alla luce dei nuovi annunciati tagli appare oggi quantomeno estemporanea), per i quali c’è anche nella nostra AV una forte carenza.

Allo stesso tempo l’Area vasta 1 si è dimostrata assolutamente efficiente nell’adottare repentinamente quanto contenuto nella norma sulla revisione della spesa nel pubblico impiego, per quanto attiene alla riduzione sugli appalti di servizi, che nel nostro territorio hanno prima prodotto la riduzione delle ore di lavoro per diversi lavoratori dipendenti di diverse società che garantiscono il servizio di pulizia per le strutture dell’Asur, nonché la secca perdita del posto di lavoro per otto dipendenti della Cooperativa la Ginestra che svolgevano attività amministrative. Per il futuro inoltre ci sono stati annunciati, sempre in via non ufficiale, ulteriori e numerosi altri licenziamenti frutto della riduzione della spesa per gli appalti di servizi che in base alla spending review e che l’area vasta n.1 intenderà adottare dal prossimo anno.

Ovviamente tale dimostrazione di efficienza, espressa nell’occasione di porre in essere licenziamenti di persone in carne ed ossa non può che essere censurata. Ci auguriamo che su questo punto il tavolo aperto a livello regionale con la direzione generale dell’Asur e i sindacati possa giungere ad una soluzione positiva per il futuro occupazionale anche di questi lavoratori, che altrimenti andranno ad accrescere il già elevato numero di disoccupati della nostra provincia.

Ovviamente non possiamo non dire che dalla direzione dell’AV1 ci attendevamo molto di più sia in termini organizzativi che in termini strategici, rispetto al modello di servizio sanitario provinciale, certamente ci aspettavamo un approccio sensibile alle istanze dei cittadini, che fosse improntato ad ottenere il giusto equilibrio tra sostenibilità economica ed efficienza dei servizi territoriali e ospedalieri, in un’ottica di forte integrazione socio-sanitaria.

Dobbiamo constatare invece che a distanza di un anno dalla costituzione delle Aree Vaste, questi obiettivi rimangono ancora sulla carta e molto poco si è riuscito a costruire.

*Segretario generale provinciale Fp Cgil

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>