Sykora si racconta in Tv: “Sono gay, perché giudicarmi?”

di 

6 novembre 2012

URBINO – “Tutto è nato durante un’intervista, quando sono stata fotografia con la mia fidanzata a Urbino. Da lì mi hanno chiesto, ma stai con lei?”.

Stacy Sykora in studio da Cristina Parodi

Stacy Denise Sykora, 35 anni, americana, libero sul campo per la Robur Tiboni Volley Urbino  e libera di vivere come vuole la vita fuori dal campo. Coraggio? Anche. Perché in Italia, quando si parla di sessualità, lo sappiamo, al di là delle frasi di facciata, non è mai un tema facile da affrontare. Men che meno nello sport. Coraggio? Non solo. Perché lei, nel salotto di La7, da Cristina Parodi, ha raccontato con semplicità e onestà il rapporto che la lega alla sua compagna, una bellissima ragazza di Las Vegas (presente fra il pubblico del programma). Semplicità e onestà, senza nascondersi. Più che un coming out, svelato lo scorso ottobre dal magazine Pallavoliamo, una voglia di non nascondersi che va oltre. La voglia di capire perché una persona innamorata, in Italia, si debba nascondere. “E’ difficile fare coming out in italia? Ma tutti nel mio ambiente sanno che sono gay – ha spalancato il sorriso Stacy -. Da sempre, fin da piccola, chi mi conosce sa che sono gay. Anche la mia famiglia. Io volevo questa foto con la mia compagna e non ci ho visto nulla di male. Nessuno mai mi ha chiesto se ero gay. Ma lo avrei detto come l’ho sempre detto a tutti. Perché è naturale. Ora, con questa intervista tutti sanno. Alla mia famiglia l’ho detto 5 anni fa, ma ho spesso vissuto per lavoro lontano. E comunque è stato accettato senza problemi. Nella squadra hanno riso a questa… notizia. Tutti lo sapevano da tempo”.

La Sykora, ex Ravenna, Modena e Jesi, ha poi spiegato con ottima padronanza della lingua italiana un concetto personale, soggettivo, che non si può generalizzare, ma che merita comunque riflessioni: “Chi è omofobo è insicuro, forse chi critica magari lo fa perché sente qualcosa che non capisce. Anche io da piccola, da bambina, sono stata così. Il mio allenatore era gay, quando lei entrava nello spogliatoio io la prendevo in giro, la chiamavo Coach Gay. Avevo 10 anni”.

In studio le hanno chiesto cosa ne pensasse dei Gay Games. “Se vuoi farlo e sei felice va bene così – ha risposto – Forse, ora che so che esiste una manifestazione del genere, magari ci parteciperò. Per me non è stato mai importante cosa pensa la gente. Non voglio che mi giudichino, voglio che mi conoscano. Dire gay è una parola, solo una parola. Mi devi conoscere per dire chi solo. Dopo l’intervista, alla prima partita, durante il riscaldamento ho detto a una mia compagna di squadra che se qualcuno avesse urlato dagli spalti, Stacey sei gay? Sì, avrei urlato dicendolo: sono gay. Non sono mai stata con un uomo. Mi sono sempre sentita gay. Non ho avuto l’attrazione per gli uomini. Mai avuto dubbi”. Infine, uno sguardo alle elezioni americane. “Non mi interesso di politica e non voterò. So solo che Obama è a favore dei matrimoni gay. Per questo mi piace”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>