I lavori alle scogliere erano già programmati

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7 novembre 2012

PESARO – Chiunque sia stato, bravo. Così avevamo scritto, venerdì 2 novembre, raccontando che la pista ciclabile del mare, quella che collega Pesaro a Fosso Sejore, chiusa causa la violenta mareggiata del giorno prima, era stata riaperta.

La chiatta "Destriero" vista dai Bagni Due Palme

La chiatta "Destriero" vista dai Bagni Due Palme

Non è stato “chiunque”, i meriti hanno un nome e un cognome. Intanto, il merito di avere pensato che – visti i giorni di festa – era il caso di regalare ai cittadini, di Pesaro e di Fano, la possibilità di fruire della pista, è dell’assessore comunale Rito Briglia, che sovrintende alle Nuove Opere e alla Manutenzione.

Con la pista chiusa il 1° novembre, c’era il rischio che potesse essere riaperta solo il lunedì. Briglia si è reso conto che ai pesaresi, ma anche agli altri fruitori, avrebbe fatto piacere pedalare o camminare o pattinare da Viale Trieste a Fosso Sejore. Detto e fatto. Attivato il Centro Operativo del Comune, è stata mobilitata la squadra reperibile. Lavorando il giovedì pomeriggi, la pista è stata riaperta in poco tempo. Anche grazie alla collaborazione offerta da Marche Multiservizi. Ancora applausi.

Fischi, anche se non servono, occorrerebbe ben altro, a chi ha eluso il divieto di transito (pista chiusa all’altezza del sottopasso dei Gelsi e all’entrata di Fosso Sejore), scavalcando il doppio sbarramento addirittura con le biciclette. E altri appassionati di corsa, impossibilitati a farlo in spiaggia, hanno invaso la pista chiusa a tutti.

Non è mancato qualcuno più maleducato di altri, che al tecnico del Comune che spiegava i motivi della chiusura della pista ha risposto così: “Si faccia gli affari suoi. A lei che importa se mi succede qualcosa? Io sono responsabile di me stesso”. Io… io… io… l’egoismo più becero. Se tutti facessero così, si vivrebbe nella giungla. Dove forse si sta meglio che in un mondo di prepotenti e maleducati. Tanto, poi, quelli che sanno badare a se stessi, sono i primi a chiedere l’intervento dei soccorritori una volta in difficoltà. E guai se arrivano tardi.

La risposta di questo signore – ci scusino i veri signori – è la fotografia del nostro paese, dove ognuno fa gli affari propri.

Per rendersene conto, basta fare una passeggiata al porto canale, dove l’accesso alla nuova darsena di levante, con i lavori ancora in corso, è vietato ai non addetti ai lavori. La recinzione che chiude il transito è spostata, si va sulla darsena a passeggiare, a pescare. Dovesse accadere qualcosa, magari una semplice distorsione a una caviglia per avere messo male il piede, la colpa a chi sarebbe data? A chi è entrato senza autorizzazione o a chi non gli ha impedito di entrare? Si accettano scommesse.

A pensare male si fa peccato, ma ogni tanto ci si prende, è una frase cara al senatore Giulio Andreotti. Hanno pensato male e non ci hanno preso le persone che martedì mattina hanno ironizzato – come abbiamo riportato – sull’intervento della chiatta “Destriero” nelle scogliere davanti ai Bagni Due Palme dell’assessore Pascucci.

Non pochi si erano chiesti: “La chiatta sarebbe intervenuta così presto se non ci fosse stato di mezzo un assessore comunale?”.

Sembra incredibile, ma siamo in grado di raccontare come si sono svolti i fatti, che rendono onore all’assessore Pascucci, il quale – ci ha raccontato un tecnico comunale – non è uno che spinge per gli interessi personali.

Dunque, lo scorso 31 ottobre, una giornata piovosa come raramente se ne sono viste nel recente periodo, un tecnico comunale ha effettuato un sopralluogo congiunto insieme con i responsabili dell’impresa che deve realizzare le opere di sistemazione delle scogliere. Si è stabilito che i lavori sarebbero iniziati il 5 novembre.

“Speriamo non sia tardi” aveva commentato Pascucci. Purtroppo ha avuto ragione. Il forte vento di levante e dai quadranti meridionali, unito alla luna piena e a un movimento anomalo dell’Adriatico, ha scatenato una mareggiata mai vista. Con tutte le conseguenze registrate.

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