“La sconfitta di Reggio è un allarme per noi”

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7 novembre 2012

PESARO – Due ex sulla strada della Scavolini Banca Marche. Uno sul campo: Robert Fultz, che l’anno scorso, con la maglia di Teramo, contribuì, con i 16 punti e 4 assist, ad infliggere una cocente sconfitta ai pesaresi. Il secondo è alla scrivania: Santi Puglisi, per sette stagioni general manager della Vuelle, campione d’Italia nel 1990 con allenatore Sergio Scariolo. Dopo 11 stagioni alla Fortitudo, dal 2008 è general manager dell’Enel reduce da un esaltante successo a Sassari, contro quel Banco che la settimana prima aveva espugnato Pesaro.

Santi Puglisi

Santi Puglisi (foto tratta da newbasketbrindisi.it)

“Magari – commenta Puglisi – loro hanno pensato al debutto in Eurocup e forse ci hanno sottovalutato. E’ stato importante il 10 a 0 con cui abbiano aperta la gara…”.

Se Sassari vi ha sottovalutato, è smemorata…
“Nelle ultime sei partite a Sassari, abbiamo vinto cinque volte”.

I risultati delle prime sei giornate raccontano che non ci sono partite scontate, che tutto è possibile…
“Sono perplesso perché il limite di questo gioco è che l’aspetto motivazionale è prevalente su quello tecnico. E’ la testa dei giocatori quando entrano in campo a decidere le percentuali di vittorie e di sconfitte”.

Sassari aveva espugnato Pesaro e Venezia. Voi perso con i veneti, la sorpresa negativa della stagione, visto la squadra che hanno allestito, con un roster infinito…
“Doveva essere la loro forza, è il loro limite. Basta osservare le scene di nervosismo ai cambi o chi vorrebbe lasciare Venezia perché non gioca”.

Pesaro è reduce dalla prestazione peggiore…
“Deve destare allarme, perché arriverà a Brindisi con tanta voglia di riscatto per non concedere una replica negativa in otto giorni”.

La Vuelle ha dovuto fare a meno – per noti motivi – di due italiani.
“E’ stata l’ultima a confezionare la squadra, ma brava ad allestirla abbastanza competitiva. Sicuramente Brindisi e Pesaro non sono da playoff scudetto, ma sono legittimate a desiderare una tranquilla salvezza. Del resto la Scavolini ha vinto a Biella, una del nostro livello. Non è il caso di lasciarsi andare a facili e inutili allarmismi”.

Prima che dirigente, lei è un allenatore…
“Benemerito…”.

Bene: come giudica il sistema offensivo di Ticchi?
“E’ validissimo, ma altrettanto validi sono altri sistemi. Ticchi ha fiducia in quella tipologia di attacco, la conosce bene, non ha segreti per lui che la insegna da una vita. Il problema non è l’attacco, semmai la difesa…”.

Sì, ma le palle perse a Reggio Emilia? 5 nei primi 10 minuti, 9 nei secondi, 24 alla fine. Troppe.
“Sì, è vero, a iniziare dalle 8 di Cavaliero. Sono tante”.

Ipotizzava che Varese avrebbe iniziato così, vincendo e giocando bene?
“Sinceramente no. Sono stati bravi a volare basso, a vare le cose con acume, a scegliere ottimi giocatori come Dunston e Banks. Vitucci è l’allenatore dell’anno, finora non ha perso mai, neppure nelle amichevoli”.

Sergio Scariolo ha accusato: “L’aria è rancida”.
“Probabilmente qualcosa di poco limpido c’era. E pure il sospetto che non ci fosse tanta trasparenza, limpidezza. Ma nulla di scandaloso”.

Milano ha iniziato male, ma espugnando Siena ha mandato un segnale: è la squadra più forte?
“In teoria sì. Se si guardano i nomi dei giocatori ci si sente obbligati a dire che è la più forte. A Siena ha vinto con merito, ma non abbiamo visto una partita all’altezza di due squadre così blasonate. E’ stata una gara mediocre, con tante palle perse, un gioco brutto, farraginoso, non degno di una sfida tra due top team. Non dimentico, però, che siamo ancora a inizio stagione, in fase di rodaggio. Pensate all’Enel: abbiamo iniziato senza tre giocatori impegnati in Nazionale, poi abbiamo avuto due infortuni seri. Ed esordito per primi, nell’anticipo del 26 settembre, a Siena. Non abbiamo fatto precampionato. Praticamente, la prima grande partita è quella di domenica scorsa. I meccanismi cominciano a funzionare. Speriamo che duri”.

L’Enel ha una carta in più: un pubblico fantastico…
“Ce lo invidiano tanti. Il tifo brindisino è caloroso ma corretto. E ci segue in trasferta. Al ritorno in serie A1, a Roma, c’erano 2.500 tifosi dell’Enel. 1.500 a Milano. Brindisi è la Basket City del sud”.

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