“Mancinelli? Sabbia sulla fiammella”

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8 novembre 2012

PESARO – La trasferta di Brindisi e la sconfitta di Reggio Emilia, Hamilton e Clemente, Barbour e Bryan, il premio per chi utilizza più italiani e Mancinelli. Più che la tradizionale conferenza stampa del giovedì che precede la partita successiva, sembra un banchetto di nozze. Il menù è infinito, Giampiero Ticchi dà una risposta per ogni portata, talvolta condendo con il peperoncino, altre servendo il Maalox. L’antipasto, sperando che domenica sera sia un dessert, è la partita di Brindisi.

Giampiero Ticchi, il coach della Scavolini Banca Marche

“L’Enel ha un grande potenziale, domenica a Sassari ha mostrato tutto il suo talento. Schiera cinque stranieri (Robinson, Reynolds, Simmons, Gibson e Grant), tutti forti. La maggior parte delle loro giocate ha come soluzione preferita Gibson, Reynolds e Robinson. Sono i tre che stanno di più con la palla in mano, soprattutto le due guardie. A Sassari, Bucchi ha affidato la regia a Reynolds (12 assist davanti a Sua Maestà Travis Diener), lasciando Gibson libero di esprimersi da guardia. L’Enel ha due lunghi atletici, e cinque italiani di complemento, ma tutti di qualità e utili alla squadra”.

Brindisi ha fisicità e atleticità: un problema per voi?
“Siamo meno atletici, saltiamo meno, ma non ci manca il fisico. Penso che a Brindisi, difendendo al meglio, potremo riuscire a limitare la loro forza. Hanno 4 punti come noi, perché che devono ancora capire come giocare con tutto questo talento ancora da incanalare. Una chiave era Reynolds da playmaker e Bucchi l’ha trovata”.

Come procede l’inserimento di Clemente?
“Si sta inserendo, ha caratteristiche che ci servono, a iniziare dalla velocità. E’ da verificare il gioco a metà campo, ma ha grande disponibilità a attitudine a fare il play. A Brindisi partirà in quintetto con Cavaliero”.

Come spiegare la sconfitta, preoccupante, di Reggio.
“L’inizio non è stato morbido. Abbiamo pagato la perdita del filo del discorso nel gioco offensivo con l’inserimento di Denis, che potendo fare poche cose forse non è riuscito a dare il giusto ritmo, non ha spinto la squadra per eccessiva timidezza. Bloccati in attacco, anche la difesa, che ci permette di correre in contropiede, non è riuscita a essere all’altezza”.

Tre sconfitte consecutive faranno cambiare il vostro modo di giocare?
“Quando non va al meglio devi capire cosa fare per migliorare. Giorno dopo giorno pensiamo e proviamo a fare situazioni diverse, anche per consentire a chi si inserisce di sfruttate meglio le sue caratteristiche”

Barbour è in difficoltà?
“Sa che è uno dei “go to guy”, che ha questa responsabilità e se la assume nel giusto modo. Quando la squadra gioca con ritmo e fiducia, le sue giocate fanno a differenza (è il secondo uomo assist della nostra squadra). Quando ci si blocca con la palla in mano, deve prendersi questa responsabilità. Ma ora gli avversari gli mettono le mani addosso e le percentuali diminuiscono”.

Come Keith Benson, che iniziò il 2011/12 a Sassari ma poi fu tagliato, Hamilton viene da Oakland. Entrambi hanno accusato difficoltà ad adeguarsi a un gioco diverso…
“Hamilton sta migliorando piano piano, con pazienza. E’ un giocatore che ha punti di riferimento che fatica a cambiare, non so se è per il suo carattere o se dipende dall’università da dove proviene. Ma ha qualità importanti, sa fare canestro in tanti modi, solo che non sempre è utilissimo alla squadra. Non riesce a collegarsi con gli altri. Intanto è migliorato nella difesa sulla palla. Se mi consentite, ha personalità, palle e sa fare canestro. Deve solo accettare di crescere”.

Bryan aveva iniziato bene, ma a Reggio è stato inguardabile.
“Non sempre riesce a trovare quello che vorrebbe nei minuti che gli sono concessi.Il nostro pivot titolare è Crosariol. Il minutaggio di Bryan dipende da quel che fa il “Crosa”, ma abbiamo grandissima fiducia in lui”.

Flamini, che ieri non si è allenato, e stamattina ha fatto poco, sta soffrendo i tanti minuti sul parquet. Non era più abituato. Non è che gioca tanto per il famoso premio del minutaggio agli italiani?
“Non possiamo prescindere dalla difesa, e Simone è il miglior difensore della squadra. Deve solo ritrovare automatismi e sicurezza. Con Amoroso e Traini eravamo una delle squadre che potevano ambire al premio, nonostante tutto abbiamo sei italiani”.

Mancinelli?
“C’era una piccola fiammella, abbiamo provato ad accenderla, ma è arrivata subito la sabbia sopra. Se la risposta è no, il discorso è finito, chiuso”.

Si registra qualche malumore fra i tifosi…
“Chi paga il biglietto è giusto esprima la sua rispettabile opinione. Solo che nella società attuale ci sono linee comunicative difficili da controllare”.

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