Paolo Crepet in piazza del Popolo con Solazzi: “Giovani, coltivate i vostri sogni”

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8 novembre 2012

PESARO – A Pesaro l’ultima tappa del progetto promosso dalla Presidenza del Consiglio regionale in collaborazione con l’Ufficio scolastico delle Marche per fotografare le nuove generazioni. Ben 2500 ragazzi delle quinte classi superiori hanno partecipato agli incontri con il noto psichiatra e scrittore per parlare del loro futuro.

Paolo Crepet al teatro Rossini

Paolo Crepet al teatro Rossini

A Pesaro, questa mattina, Crepet insieme a Vittoriano Solazzi, presidente Asseblema Legislativa hanno voluto spiegare come favorire il confronto tra i maturandi della nostra regione e personalità esterne al mondo della scuola, con particolari conoscenze dell’universo giovanile. Questo è stato l’obiettivo raggiunto dal progetto “Ascolto Giovani”, promosso dalla Presidenza del Consiglio regionale, in collaborazione con l’Ufficio scolastico delle Marche. Il progetto ha coinvolto le ultime classi delle scuole superiori di tutte le Province (circa 2500 ragazzi) che hanno incontrato il professor Paolo Crepet, esperto psicologo, psichiatra e scrittore, per confrontarsi sul loro futuro. Dopo le tappe di Ancona, Macerata e Ascoli Piceno, a Pesaro (presso il Teatro Sperimentale) si svolgerà la lezione conclusiva sulla maturità. Nel corso degli incontri Crepet ha aperto un dialogo diretto con i giovani che hanno posto quesiti e domande su progetti e aspirazioni.

“Se c’è la droga c’è chi la spaccia – ha commentato Paolo Crepet ai microfoni di Radio città sull’uso e abuso di stupefacenti tra le fasce giovanili – Le età sono cambiate. Una volta a 16 anni si andava col Ciao e si era dei bambini cresciuti, oggi sono dei giovani adulti che può succedere che spaccino. Dietro quel 16enne spacciatore, però, c’è un mascalzone che ha 50 anni”.

“Chi ha sogni, passione, idee e speranze non ha droga – ha continuato il noto psicologo, psichiatra e scrittore – Bisogna che si torni a pensare alla vita. L’elezione del Presidente Obama è stata voluta dai giovani. I nostri sono come gli americani: anche loro vogliono i computer veloci e viaggiare a poco prezzo. Bisogna che i genitori italiani credano in loro facendoli viaggiare con le gambe, non solo su Facebook”.

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