I sindacati uniti: “Basta tagli alla scuola”

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9 novembre 2012

PESARO – Ancora una legge a perdere per la scuola pubblica. ma i sindacati non ci stanno. Le maggiori sigle provinciali, martedì 13 novembre, dalle 8.30 in poi, allestiranno un gazebo in piazza del Popolo a Pesaro con la presenza di docenti, studenti, associazioni delle famiglie, disponibili a raccontare cosa è la scuola pubblica e a diffondere materiali e documenti informativi elaborati e sottoscritti in seno alle assemblee.

Una recente manifestazione in piazza

Allo stesso tempo nelle scuole verranno programmate assemblee del personale, momento importante di protesta in cui le scuole per due ore sospendono le lezione per discutere, coinvolgere, protestare contro la considerazione che questo Governo riserva alla scuola e al suo personale.

“Ancora una volta – scrivono i segretari delle principali sigle sindacali Lilli Gargamelli, Cristina Boccioletti, Stefano Morganti, Marcella Tinazzi ed Ernesto Setanni – la scuola è costretta a ri-pagare un miliardo di euro, con sottrazione di opportunità di lavoro per migliaia di docenti e ata precari e riduzione del finanziamento per il diritto allo studio. Nella legge di stabilità si prevedono: aumento di un terzo dell’orario di lavoro dei docenti, funzioni superiori sottopagate, niente recupero degli scatti di anzianità, niente rinnovo contrattuale, nessuna soluzione per il personale inidoneo, riduzione del cinquanta per cento della presenza dei docenti italiani all’estero, riduzione dell’autonomia, meno risorse per della programmazione dell’attività didattica, difficoltà nella retribuzione delle ferie non fruite. Ancora una volta l’istruzione pubblica non è considerata settore su cui investire, ma terreno per ulteriori rastrellamenti di risorse. Tutto ciò com’è noto ha compattato tutto il fronte sindacale ed è cresciuta l’esigenza di accentuare le azioni di pressione, protesta e coinvolgimento dell’intera categoria per contrastare l’attacco alla scuola pubblica e ai diritti contrattuali del personale”.

“Noi chiediamo – concludono i segretari generali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal ed Fgu – cancellazione delle norme sulla scuola dalla Legge di stabilità e atto d’indirizzo per il pagamento degli scatti. La protesta non si ferma certamente in Piazza del Popolo a Pesaro ma continua anche a livello nazionale con lo sciopero e la mobilitazione del 24 novembre a Roma, giorno in cui il provvedimento dovrebbe arrivare alla Camera dei Deputati”.

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