“Pesaro è casa mia, che bello l’odore del mare”

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9 novembre 2012

PESARO – Sabato sera (PalaCampanara ore 20,30) la Kgs Robur ospita l’Unendo Yamamay Busto Arsizio, che l’anno scorso ha fatto il pieno di titoli (scudetto, Coppa Italia e Coppa Cev e ha aperto la nuova stagione aggiudicandosi la Supercoppa). Una squadra fortissima, pur se ha perso Havelkova e Havličkova, sostituendole con le tedesche Kozuch e Brinker. L’ex pesarese, una giocatrice ricca di carattere e tanto amore per la propria squadra, è al secondo anno in Italia e per la prima volta se la vede con chi l’ha voluta nel campionato italiano.

Un attacco di Maren Brinker da posto 4 (Foto Billi - Robursport)

Un attacco di Maren Brinker da posto 4 (Foto Billi - Robursport)

Maren, come vive l’attesa per il ritorno a Pesaro?
“Anche se ci sono stata solo un anno, è come se dovessi tornare a casa: conosco tutte le case e tante facce”.

Dalla Robur alla Unendo Yamamay campione d’Italia. E’ evidente che è passata a una squadra più forte, mentre Pesaro è ancora più giovane, ma ha vinto a Modena e giocato bene a Torino… Pensa che sarà un impegno facile per una squadra più esperta o dovrete lottare per tornare a casa con i 3 punti?
“Penso che dovremo lottare ogni partita. Ognuno vede Busto come la favorita e anche noi desideriamo dare il 100 per cento per rispettare i pronostici. Mi piace questo tipo di pressioni, perché aiutano a diventare più forti”.

Il presidente della Robur, Giancarlo Sorbini, le ha inviato un sms di congratulazioni subito dopo la vostra vittoria e la bella prova in Supercoppa. Ciò significa che lei è sempre nei pensieri della Robur.
“Sono stata veramente felice di ricevere questo messaggio perché ho avuto la stessa sensazione che lei ha descritto”.

Come ha vissuto l’anno trascorso a Pesaro?
“Sfortunatamente non è che abbia avuto tanto tempo a disposizione per vivere la città. Ma ho amato sempre il mare, così la spiaggia ha rappresentato un aspetto piacevole della mia permanenza a Pesaro, anche perché vissuta insieme con Monica e Serena”.

La stagione della “sua” Scavolini non è stata così positiva. Come giudica la sua esperienza con le colibrì?
“Personalmente, la considero una grande esperienza perché era la mia prima volta all’estero. Ho trascorso la maggior parte del tempo sul campo di gioco e ho fatto la mia prima partecipazione in Champions League”.

Il più bel ricordo pallavolistico?
“Ci sono tante partite casalinghe che ricordo volentieri. In particolare, la nostra prima vittoria ottenuta contro la Dinamo Mosca e la sfida molto equilibrata nei playoff con Villa Cortese, che riuscimmo a vincere”. Al tie-break, con 20 punti di Maren, che attaccò con il 43%, mettendo a segno anche 3 muri. Furono 7 i muri di Elisa Manzano, che potrebbe essere scambiata, a gennaio, con una bustocca, la giovane centrale Giulia Pisani.

E il peggiore?
“Sono due. L’ultima partita con Villa Cortese mi ha provocato grande rammarico perché ebbi la sensazione che potevamo fare qualcosa di grande. E la gara in trasferta a Chieri, perché il pubblico ci fischiò, urlandoci contro, presumendo che avessimo perso apposta a Pavia. Che qualcuno possa pensare una cosa così mi fa stare veramente male”. Questa non la sapevamo. Incredibile, siamo il paese dei biscotti, delle partite accomodate, vendute, comprate, e coinvolgiamo in questa sporcizia persone pulite, pulitissime. Immaginate voi se un coach come Luciano Pedullà poteva perdere di proposito una partita. E con lui ragazze come Maren Brinker o Monica De Gennaro o Francesca Ferretti. Che nausea!

Maren, dimentichi quello schifo e ci racconti il più bel ricordo fuori dal campo.
“Piccole cose, ma allo stesso tempo importanti: la nostra canzone suonata prima delle partite casalinghe, le cene da Gusto dopo avere giocato o iniziare la giornata sentendo l’odore del mare”.

La firma per Busto Arsizio significa che a lei piace la pallavolo italiana, anche se non è più la migliore d’Europa.
“Mi piace il campionato italiano perché il livello tecnico delle giocatrici è veramente buono e specialmente in difesa hanno molto da insegnare. Così, se voglio segnare punti, devo migliorare le mie capacità offensive”.

In che cosa è migliorata giocando in Italia?
“La scorsa stagione è stata molto difficile per me perché ho dovuto giocare in un ruolo differente, assumendo maggiori responsabilità nel passaggio. Così, da un lato ho migliorato le mia capacità sotto questo aspetto e dall’altro sono diventata mentalmente più forte perché avevo a che fare con questa situazione, ma ho vissuto momenti in cui non ero soddisfatta delle mie prestazioni”.

Che cosa non le piace dell’Italia? A me, per esempio, piace molto la Germania perché voi avete un grande rispetto delle regole e vivete meglio. Qui, invece…
“E’ molto divertente quel che lei menziona. Devo accettare di vivere in un modo differente, in cui non tutte le cose sono fatte nel rispetto delle regole e dell’orario. Ma so che sono così e ci devo convivere”.

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