Carla Scavolini e i Balusch, che passione

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13 novembre 2012

PESARO – I Balusch sono i tifosi organizzati che seguono con passione la Kgs Robur. Purtroppo sono pochi, anche se si fanno sentire. Soprattutto sanno trasmettere alle colibrì sentimenti positivi. Non a caso, se si parla con le ex biancorosse, hanno tutte uno straordinario ricordo del periodo, corto o lungo poco importa, trascorso a Pesaro. Merito, senza alcun dubbio della società, dei singoli dirigenti che hanno messo sempre le atlete nelle condizioni migliori per esprimere il loro potenziale tecnico, ma anche del pubblico.

Carla Scavolini applaude le colibrì (Foto Billi/Robur)

Anche di recente, a Modena, abbiamo assistito ad alcuni episodi che confermano questa positiva impressione: Francesca Mari che saluta con affetto il presidente Giancarlo Sorbini e Barbara Rossi, Natalia Brussa che sorride ai cori dedicatigli dai Balusch.

Cose da pallavolo, perché negli altri sport non accadono. Nel calcio non si esulta per un gol alla propria ex squadra, nel basket qualche ex, addirittura nato a Pesaro, è stato insultato pesantemente per avere scelto di andare via visto che nella Vuelle non trovava spazio.

Perché mai si dovrebbe fischiare o insultare chi fa il proprio lavoro? Mai i Balusch, ma anche gli altri appassionati di volley, si sognerebbero di fischiare – esempio – una Carolina Costagrande che schiaccia, come ha fatto, per la Dinamo Mosca, o una Guiggi che mura un attacco biancorosso. Anzi, applaudirebbero il gesto tecnico. Perché questa è la bellezza del volley, dove non ci sono ultrà ma appassionati.

E una sincera appassionata è la signora Carla Scavolini, vedova di Elvino che con il fratello Valter ha dato vita alla dinastia imprenditoriale. Quest’anno la Robur non è più sponsorizzata dalle cucine Scavolini, ma la signora Carla non manca, se può, alle partite casalinghe delle colibrì. Non era presente con Piacenza, causa un impegno precedente, ma ha assistito con entusiasmo alla grande vittoria sull’Unendo Yamamay Busto Arsizio e promesso di ritornare al PalaCampanara. E chissà che il giorno dopo, osservando la Scavolini Banca Marche impegnata a Brindisi, non abbia fatto una considerazione sulla differenza di carica, di entusiasmo, di aggressività fra i biancorossi di Ticchi e le biancorosse di Pistola. Perché perdere fa parte dello sport, solo gli stolti credono che la propria squadra debba vincere sempre, ma c’è modo e modo. Quando si lotta e si dà tutto. Come fanno le colibrì, è giusto applaudire, sempre.

Ritornando ai Balusch, peccato siano pochi. Fossero un gruppo più consistente, potrebbero imitare il tifo, semplicemente straordinario, dei Fedelissimi della Robur Tiboni Urbino, supporter da scudetto. Allora, appassionati del volley e della Robur, perché non entrare a fare parte della famiglia dei Balusch, prendendo posto in curva, con loro, cantando i cori dedicati alle ragazze?

Però ci provano – i Balusch – e intanto organizzano un pullman per andare a Villa Cortese, domenica 18 novembre, a sostenere le colibrì nell’ennesima difficile partita programmata da un calendario davvero sadico nei confronti della Kgs Robur. Per informazioni sul programma della trasferta e i relativi costi, contattare Luigia “Gigia” Mazzanti, telefonando al numero 3381167644.

3 Commenti to “Carla Scavolini e i Balusch, che passione”

  1. Filippo scrive:

    Caro Luciano, in qualità di balusch, semplicemente GRAZIE!!

  2. gianfranco ioele scrive:

    Caro Luciano, come membro del consiglio direttivo dei Balusch mi sento in dovere di esprimere un sincero ringraziamento per le tue belle parole spese nei nostri confronti.
    Stiamo raccogliendo i frutti del nostro lavoro, ovvero abbiamo sempre cercato di costituire e mantenere il nostro gruppo all’insegna della correttezza e del rispetto delle regole, delle squadre e delle tifoserie avversarie.
    Come tu scrivi sono cose rare oggi ma dal momento che lo hai notato sta a significare che abbiamo fatto un discreto lavoro.
    Uso il termine “discreto” perchè personalmente serbo un piccolo cruccio; quello di non essere riuscito a trovare la chiave di volta per avvicinare nuovi amanti del volley ai Balusch.
    Certo che nella città che storicamente si ciba di pane e basket non è un compito facile, per niente, ma questo non ci scoraggia.
    Abbiamo intenzione di proseguire sulla nostra strada pensando a nuove idee per far crescere il nostro gruppo e voi giornalisti, con i vostri articoli, ci darete una grossa mano.
    E’ impensabile fischiare una ex colibrì solo perchè ha cambiato casacca! Per noi è un piacere avere la possibilità di rivederle e poterle riabbracciare e se giocano bene poterle applaudire.
    Credo di poter dire che questo è il sentimento comune tra i Balusch come son sicuro di non scostarmi tanto dalla verità dicendo che solo una giocatrice non verrebbe accolta bene a Pesaro;colei che ci ha tradito a pochi giorni dalle final four di Istambul fuggendo nottetempo come una ladra!!!
    Inutile fare nomi tanto ci siamo capiti………
    Ho visto con piacere anch’io la signora Scavolini in tribuna esaltarsi per la vittoria delle colibrì e non nego che in cuor mio coltivo ancora la speranza di un ritorno di fiamma per le ragazze da parte dei cucinieri.
    In fondo quando vedi le ragazze dare l’anima per ogni pallone come si fa a non amarle?
    Grazie colibrì!!!

  3. aldi51 scrive:

    Come non essere daccordo sul bellissimo articolo di Luciano e le belle parole di Gianfranco sul volley pesarese, sulle colibrì, anche ex, e sui Balusch!!!!! Speriamo che soprattutto, chi dovere, torni ad amare la Robur !!!!

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