Ticchi: “Ho cambiato per il bene della squadra”

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15 novembre 2012

PESARO – Oggi allenamento a Forlì, contro la squadra romagnola che ha Ario Costa direttore sportivo e Sandro Dell’Agnello allenatore. Presente anche Bryan, che accusava qualche problema. Poi, fino a domenica, indisponibile il palazzetto di Gradara causa i noti atti vandalici e impegnata l’Adriatic Arena con il concerto dei Muse, i biancorossi lavoreranno al PalaCampanara, prima delle pallavoliste della Kgs Robur.

Ticchi, coach della Scavolini Banca Marche

Stasera lo staff osserverà con attenzione la gara di Eurolega che la chebolletta Cantù disputa a Lubiana (ore 20, diretta su Sportitalia 2; tre quarti d’ora più tardi, su Sportitalia 1, diretta di Alba Berlino-Montepaschi Siena).

Così, in attesa di un giudizio aggiornato sui brianzoli (“la squadra più continua fra le favorite” anticipa coach Ticchi), nel consueto appuntamento settimanale con l’allenatore della Scavolini Banca Marche, affrontiamo soprattutto temi dedicati alla sua squadra. Partendo da un presupposto: lo staff tecnico ha abbandonato il triangolo e propone ai giocatori un sistema meno evoluto, più conservativo, fatto di schemi. Perché?

E’ dipeso dall’involuzione delle ultime partite e ha motivazioni psicologiche, tattiche, dalla mancanza di giocatori adatti. Quando abbiamo sostituito l’infortunato Traini con Denis, il nuovo arrivato ha potuto fare solo tre allenamenti prima di giocare a Reggio Emilia. La settimana successiva abbiamo parlato molto e valutato tante cose. Dovendo inserire un nuovo giocatore e non riuscendo a esprimere il meglio, abbiamo deciso di cambiare, passando da un sistema molto aperto, con tante opzioni che dà ai giocatori la possibilità di interpretare questo gioco, a uno che offre punti di riferimento più precisi, più schematici, perché i giocatori possano pensare di meno. Visto che me lo chiedete, faremo anche il pick&roll. La forma fisica è buona, dobbiamo ritrovare gli automatismi. Non siamo in precampionato, ma in una fase importante della stagione. Chiaro che ai ragazzi serve un po’ di tempo, ma erano in difficoltà con una pallacanestro nuova. Credo che i meno punti segnati nelle ultime partite dipendano dalle troppe palle perse. Il mio obiettivo era dare semplicità al gioco, all’interno di un sistema che consentiva di sviluppare idee che fanno parte della mia pallacanestro. Ora passiamo a un sistema chiuso, con regole e situazioni definite, per arrivare a scelte di tiro di squadra”.

Una premessa: solo gli stolti non cambiano idea, ma lei ritiene una sconfitta il passaggio dal Triple-Post Offense, dal”triangolo” a un sistema più rigido applicato da 99 squadre su 100?

Sono convinto fosse il più efficace, ma non sono così ottuso da non cambiare se vedo che i giocatori non riescono a sentirlo proprio, a metabolizzarlo completamente. No, non la sento come una sconfitta, ma, sì, mi dispiace. Però la squadra viene prima di tutto”.

Il cambio è anche un tentativo di recuperare Hamilton?

Fra le valutazioni fatte, c’è anche questa”

Quando avete costruito la squadra, eravate convinti che i giocatori scelti si sarebbero adattati al suo sistema?

Abbiamo costruito la squadra in un paio di settimane. Non abbiamo avuto il tempo di approfondire. Ci siamo fidati dei filmati, delle statistiche, delle referenze e delle informazioni sulle caratteristiche dei giocatori che potevano essere adatti al sistema. Ma da qui a esserlo sul serio non è automatico. Certo che giocatori abituati a giocare solo in un certo modo, si sentono più a loro agio”. Ma allora tanto valeva provare a tenere Valerio Amoroso. Un lungo in meno nella rotazione è un’assenza pesante.

Lei è stato un appassionato tifoso della Vuelle, cosa si sente di chiedere ai tifosi, che magari hanno dimenticato troppo in fretta l’obiettivo iniziale della stagione, ma non hanno torto ad essere – a dire poco – delusi dall’atteggiamento di Reggio Emilia e Brindisi?

Abbiamo giocato due partite consecutive fuori casa, male. I l tifoso è libero di fare quello che crede. Da parte nostra sappiamo che abbiamo fatto brutte prestazioni e c’è la voglia di fare vedere che a livello di spirito, di atteggiamento, non possiamo permetterci di farle a Pesaro, davanti a un pubblico così affezionato e così tifoso. Non giocare con lo spirito giusto è riprovevole. Ho insistito molto su questo nel primo allenamento dopo Brindisi”.

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