Il profumo? Consigli (inevitabili) per l’uso

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16 novembre 2012

Il Natale è alle porte. Su molti blog (escluso il mio) si parla già di decorazioni a forma di alce, luci e regali e in televisione è cominciata l’invasione degli spot più natalizi in assoluto: i profumi e i superalcolici. Evidentemente durante le feste le donne si profumano e gli uomini si “alcolizzano” anche se devo ammettere che la pubblicità di un certo liquore, con donne in abiti svolazzanti che si trasformano in una famosa crema al whisky su di me ha fatto colpo, sento quasi il bisogno di comprarne una bottiglia.

Foto presa da www.tumblr.com/

Lasciando stare gli alcolici da bere e parlando di profumi, la pubblicità che ultimamente ha invaso qualsiasi mezzo di comunicazione, comprese metropolitane e pensiline degli autobus è, ovviamente, quella di Chanel N°5. La maison francese ha investito molto (si parla di 7 milioni di euro) per avere Brad Pitt come primo testimonial maschile del profumo più famoso al mondo, quello che, ormai lo sappiamo tutti, Marilyn Monroe usava al posto della camicia da notte.

Considerando i commenti letti e le opinioni sentite, Mr Pitt è riuscito nell’intento di attirare in profumeria perfino chi al posto del profumo usa il borotalco… A fargli compagnia nel ruolo di testimonial ci sono tante celebrities, soprattutto attori come Jessica Chastain (per Manifesto di Yves Saint Laurent), Natalie Portman (da tempo volto di Miss Dior), Alexander Skarsgård (scelto per Encounter di Calvin Klein) e il dj e produttore Marc Ronson (per Fan di Fendi), solo per citarne alcuni.

Ma a voi importa davvero chi pubblicizza un profumo? Io onestamente ho sempre usato fragranze che non avevano nemmeno un testimonial anche se ammetto che il flacone di Chanel N°5 è un soprammobile bellissimo; bisognerebbe comprarlo a prescindere per esporlo in bagno o in camera da letto. Ecco, più che i testimonial (che vanno e vengono, a volte passando da un brand all’altro) a me attira la confezione, che notoriamente influisce parecchio sul prezzo del profumo.

Partendo dal presupposto che abbiate già fatto il vostro acquisto, sapete che il profumo è una sostanza “viva” che interagisce con molti fattori, come il clima, i tessuti, addirittura i colori e, questo credo sia più noto, con l’alimentazione? E sapete che, mettendolo, non va mai strofinato (lo vedo fare di continuo quando sono in profumeria!) per non alterare la sua struttura chimica? Sfaterò anche un altro “mito”, dicendovi che mettere il profumo dietro le orecchie, come spesso si vede fare in film e pubblicità, pare sia del tutto inutile perché il corpo in questo particolare punto produce una sostanza che praticamente lo annulla. L’ho letto su un libro sulle geishe e la loro educazione e, anche se non so come l’abbiano scoperto, io mi fido!

Sul profumo, la sua storia, e tutto ciò che lo riguarda potrei scrivere per ore, e nonostante l’importanza data oggi al suo utilizzo, non credo potrà mai essere paragonata a quella dei secoli e millenni passati, quando la regina Cleopatra faceva profumare le vele delle sue navi per diffondere al suo passaggio le sue fragranze preferite e Luigi XIV, conosciuto come il Re Sole, durante le feste nei giardini di Versailles faceva sgorgare dalle fontane acqua di fiori d’arancio. Perfino un grande condottiero come Napoleone Bonaparte non rinunciava a profumarsi con l’acqua di colonia, di cui consumava 60 flaconi al mese (avete letto bene, sessanta!).

Se Chanel diceva che “Una donna senza profumo non ha futuro” gli antichi versi di un anonimo poeta persiano raccomandano “Se hai due soldi, spendine uno per il pane, con l’altro compra rose per il tuo spirito” (per rose s’intende proprio il profumo).

A presto.

Noemi di   www.webelieveinstyle.net

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