“Più cultura”: 64 progetti al voto dei cittadini

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16 novembre 2012

PESARO – Si apre la seconda fase del progetto sperimentale di bilancio partecipativo “Più cultura”, promosso dall’assessorato provinciale alle attività culturali in collaborazione con il centro studi Democrazia Partecipativa. Dopo la presentazione dei progetti culturali da parte delle associazioni, spetta ora ai cittadini votare, sempre sulla piattaforma online www.piucultura.org, le iniziative che vorranno veder realizzate. C’è tempo fino al 2 dicembre per esprimere la propria preferenza.

Assessore Rossi con Silvia Melini e Stefano Stortone

L'assessore Davide Rossi (al centro) con Silvia Melini e Stefano Stortone

Ammessi al voto 64 progetti, dopo una verifica dei requisiti formali da parte della Provincia, sulla base di quanto previsto dalle leggi regionali 4 e 11. A disposizione 70mila euro, per un massimo di 10mila euro a progetto. Delle iniziative che verranno finanziate, almeno una dovrà essere rivolta ai giovani, un’altra da realizzare nelle aree a più bassa densità abitativa e un’altra ancora da selezionare tra quelle proposte dalla Provincia nella categoria “Special”.

“Quello avviato dalla Provincia di Pesaro e Urbino – ha detto l’assessore provinciale alle politiche culturali Davide Rossi in conferenza stampa – è il primo esperimento in Italia di bilancio partecipativo su scala provinciale. Di solito avviene a livello comunale, in piccole realtà e non è applicato al mondo della cultura ma ai lavori pubblici o al sociale. L’obiettivo del progetto è quello di stimolare una nuova e diversa cultura della partecipazione alla vita pubblica. I cittadini chiedono di essere coinvolti nelle decisioni che si prendono, abbiamo messo in circolo energie positive e la massiccia partecipazione da parte degli operatori culturali del territorio evidenzia come sia stata colta in pieno questa opportunità”.

Possono votare i residenti nel territorio provinciale, di età minima 16 anni, registrandosi sul sito www.piucultura.org indicando codice fiscale e documento di identità (necessari per verificare che siano effettivamente residenti nella provincia).

“I cittadini – ha sottolineato Stefano Stortone del centro studi Democrazia Partecipativa – potranno interagire sia online attraverso la piattaforma, sia nelle assemblee pubbliche che verranno organizzate. Grazie a questo strumento di democrazia diretta, avranno un ruolo attivo nelle scelte. Verranno finanziati i progetti che otterranno più voti e al tempo stesso che avranno chiesto meno risorse”.

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