Oggi è la giornata del diritto allo studio. Gli studenti attaccano l’istruzione obsoleta

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17 novembre 2012

da Matteo Spallacci, Coord. Provinciale Rete degli Studenti Medi Pesaro – Urbino

 

PESARO – Oggi, sabato 17 novembre, Giornata Internazionale per il Diritto allo Studio, la Rete degli Studenti Medi, in collaborazione con la FLC CGIL, coglie l’occasione per rilanciare una tematica che da anni porta avanti nelle proprie mobilitazioni e che da sempre ritiene basilare per risollevare l’istruzione pubblica italiana: ovvero il problema di didattiche noiose e programmi scolastici obsoleti.

 

Una recente manifestazione degli studenti

In questo periodo di crisi in cui vengono continuamente tagliati fondi all’istruzione pubblica, è importante poter essere lo stesso propositivi e avere idee innovative capaci di non intaccare il portafoglio nazionale, da ormai troppo tempo utilizzato unicamente per futili motivi, come stipendi da urlo per i parlamentari o per armamenti bellici di un paese che su carta “ripudia la guerra”.

 

Proprio per questo la Rete degli Studenti Medi ha deciso di risollevare questo tema, stanchi di passare ore seduti ad un banco ad ascoltare noiose lezioni frontali, stanchi di dover studiare un programma che nella maggior parte dei casi non ci preparerà ai test d’ingresso universitari, stanchi di non poter affrontare temi che aiutino gli studenti a vivere meglio la vita di tutti i giorni (come l’omofobia, spesso argomento tabù all’interno delle scuole).

 

Per rilanciare questo tema la Rete degli Studenti Medi e la FLC CGIL hanno organizzato per il 17 novembre una giornata di lezioni alternative all’interno delle scuole. Studenti e professori decideranno insieme come preparare la lezione. Sceglieranno insieme l’argomento da affrontare e le modalita’, disponendo le sedie in cerchio, usando dei cartelloni, mettendosi nel corridoio, ogni forma che possa aiutare gli studenti a sentirsi a proprio agio. Potranno cambiare la normale lezione di storia in un approfondimento sull’attualita’, chiedere all’insegnante di scienze di parlare di educazione sessuale, usare l’ora di laboratorio per sviluppare le loro idee. Questo frutto del confronto tra studenti ed insegnanti aiuterà a sperimentare, almeno per quella singola giornata, nuove didattiche o nuove metodologie d’apprendimento, dimostrando che imparare non vuol dire per forza starsene seduti a prendere appunti, ma vuol dire sentirsi partecipi della propria formazione.

 

“Dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”, disse Gandhi, e credo non ci sia frase più giusta per descrivere questa giornata in cui studenti ed insegnanti proveranno insieme ad ideare una scuola migliore.

 

 

 

 

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